LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Amministrazione Straordinaria — Anno 2024

Pagina 4 di 5

95 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Amministrazione Straordinaria

Provvedimenti

Prescrizione e Amministrazione Straordinaria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16166/2024, ha stabilito che la domanda di ammissione al passivo in amministrazione straordinaria non interrompe la prescrizione. L'effetto interruttivo permanente si produce solo con il deposito dell'elenco dei crediti da parte dei commissari. Nel caso di specie, un credito vantato da un Ministero verso una società, poi fallita, è stato dichiarato prescritto poiché erano decorsi oltre dieci anni dall'ultimo atto interruttivo, senza che i commissari avessero mai depositato l'elenco dei crediti ammessi. La successiva conversione in fallimento non ha sanato la prescrizione già maturata.
Continua »
Credito prededucibile: no per quote non versate
Una società in amministrazione straordinaria aveva sottoscritto quote di un consorzio senza versarle integralmente. Il consorzio ha chiesto l'ammissione al passivo con privilegio prededucibile. La Corte di Cassazione ha negato tale status, stabilendo che l'obbligazione è sorta al momento della sottoscrizione, antecedente alla procedura. Pertanto, non può essere un credito prededucibile. La Corte ha inoltre affermato il principio dell'effetto preclusivo di una precedente ammissione al passivo dello stesso credito in via chirografaria.
Continua »
Crediti in prededuzione: continuità tra procedure?
Una società fornitrice ha richiesto il riconoscimento dei crediti in prededuzione per prestazioni eseguite durante l'amministrazione giudiziaria di una società appaltatrice, successivamente ammessa all'amministrazione straordinaria. Il tribunale di merito ha negato la richiesta, escludendo una continuità tra le due procedure. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione di particolare importanza per l'uniforme interpretazione della legge, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un approfondimento, senza ancora decidere nel merito.
Continua »
Cessione di quota: debiti passati e futuri
Un consorzio ha richiesto l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria per un credito preesistente. Il tribunale di merito ha respinto la richiesta, ritenendo responsabile una terza società che aveva acquisito la partecipazione della debitrice nel consorzio. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che un'attenta interpretazione del contratto di cessione di quota limitava la responsabilità del nuovo acquirente solo alle obbligazioni future, lasciando i debiti passati in capo al cedente.
Continua »
Azione Revocatoria: Cassazione e Prova dei Fatti
Una società in amministrazione straordinaria ha tentato di revocare la vendita di un immobile, sostenendo che il prezzo fosse sproporzionato. L'azione revocatoria fallimentare è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o le prove, competenza esclusiva dei giudici di merito, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge.
Continua »
Condotta extralavorativa: quando non è giusta causa
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento per giusta causa inflitto a un assistente di volo per un'offesa a colleghi. L'episodio, avvenuto al di fuori dell'orario di lavoro, è stato giudicato una condotta extralavorativa disciplinarmente irrilevante, in quanto non idonea a ledere il vincolo di fiducia con l'azienda. La Corte ha quindi disposto la reintegrazione del lavoratore, chiarendo che l'insussistenza del fatto che la giustifica non riguarda solo l'inesistenza materiale dell'evento, ma anche la sua mancanza di illiceità disciplinare.
Continua »
Amministrazione straordinaria IMU: si paga subito?
Una società in amministrazione straordinaria ha ottenuto dai giudici di merito il differimento del pagamento dell'IMU, con esclusione di sanzioni e interessi, equiparando la sua situazione a quella del fallimento. Il Comune creditore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che tale agevolazione non sia estensibile. La Suprema Corte, data la rilevanza nomofilattica della questione sull'amministrazione straordinaria IMU e la necessità di approfondire il coordinamento tra norme tributarie e concorsuali, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Compenso commissario straordinario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso di due ex commissari di un'amministrazione straordinaria in merito alla liquidazione del loro compenso. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo principi importanti sulla distinzione tra questioni di rito e di giurisdizione. Ha chiarito che la Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado su un'improcedibilità, non era tenuta a rimettere la causa al primo giudice, ma poteva decidere nel merito. Inoltre, ha dichiarato inammissibile la censura sui criteri di liquidazione del compenso del commissario straordinario perché non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza d'appello.
Continua »
Scientia decoctionis: quando il creditore sa dell’insolvenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8954/2024, conferma la revoca di pagamenti ricevuti da una società fornitrice, ritenendo provata la sua scientia decoctionis. La decisione si basa su una serie di indizi, come ritardi nei pagamenti e piani di rientro, che, nel loro complesso, dimostravano la consapevolezza dello stato di insolvenza del debitore. Il ricorso della fornitrice è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Credito prededucibile: limiti nel concordato
Un consorzio edile richiedeva il pagamento prioritario (credito prededucibile) da una grande società di costruzioni in amministrazione straordinaria. Il credito era sorto mentre la società si trovava in concordato "in bianco". La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito può essere considerato prededucibile solo se gli atti del debitore sono trasparenti e finalizzati a preservare il patrimonio per tutti i creditori. Poiché tale prova mancava, la Corte ha annullato la decisione del tribunale inferiore che aveva concesso la prededuzione, riaffermando la necessità di un controllo rigoroso per evitare abusi della procedura.
Continua »
Prova del credito: onere probatorio del professionista
Un ex amministratore di una società in amministrazione straordinaria ha chiesto di essere ammesso al passivo per compensi professionali. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del tribunale. La corte ha ribadito che la prova del credito spetta interamente al creditore, che deve dimostrare non solo il titolo dell'incarico, ma anche l'effettivo svolgimento delle prestazioni e il diritto al compenso, specialmente quando l'incarico è conferito a sé stesso. La valutazione delle prove da parte del giudice di merito è insindacabile in Cassazione se non per vizi specifici.
Continua »
Subentro commissario straordinario: la Cassazione chiarisce
Una società cooperativa ha continuato a fornire servizi a un ente religioso dopo l'ammissione di quest'ultimo all'amministrazione straordinaria. La cooperativa ha richiesto il pagamento in prededuzione di tutti i suoi crediti, inclusi quelli sorti prima della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che senza un'esplicita dichiarazione di subentro del commissario straordinario, i crediti anteriori alla procedura non acquisiscono lo status di prededucibilità. La mera prosecuzione del rapporto contrattuale non è sufficiente a configurare un subentro.
Continua »
Aiuti di Stato: la competenza della Sezione Prima
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha affrontato una complessa vicenda legale sugli aiuti di Stato. Invece di decidere nel merito, la Terza Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente, evidenziando che la materia degli aiuti di Stato è di competenza tabellare della Prima Sezione Civile, già pronunciatasi in passato sullo stesso caso. La decisione sottolinea l'importanza della specializzazione delle sezioni giudiziarie per garantire coerenza e competenza.
Continua »
Perdite consorzio: no divieto di ripianamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto per gli enti pubblici di coprire le perdite delle società partecipate non si applica ai consorzi tra enti locali. Di conseguenza, una clausola statutaria che impone ai comuni membri di ripianare le perdite consorzio è pienamente valida. La Corte ha cassato la sentenza di merito che, tramite un'errata applicazione analogica della legge, aveva dichiarato nullo un lodo arbitrale favorevole al consorzio, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Imposta di registro fissa per sentenze dichiarative
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6884/2024, ha stabilito che l'imposta di registro fissa si applica alle sentenze che, in sede di opposizione allo stato passivo, modificano le modalità di ammissione di un credito (come l'eliminazione di una condizione) senza accertarne l'esistenza o l'ammontare. Tale pronuncia ha natura puramente dichiarativa. La Corte ha inoltre ribadito che l'enunciazione di garanzie già coperte da imposta sostitutiva non genera una nuova tassazione proporzionale.
Continua »
Giudicato esterno tributario: credito IVA non riutilizzabile
Una società in amministrazione straordinaria ricorre contro una cartella di pagamento relativa a un credito IVA per l'anno 2006. La Corte di Cassazione respinge il ricorso applicando il principio del giudicato esterno tributario. Una precedente sentenza definitiva aveva già accertato che lo stesso credito era stato legittimamente utilizzato nell'anno 2005, rendendo impossibile il suo riutilizzo nell'anno successivo. La decisione sottolinea come un fatto accertato in via definitiva non possa essere nuovamente messo in discussione.
Continua »
Intervento in appello: limiti per il successore
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'intervento in appello del successore a titolo particolare. Se la titolarità del diritto trasferito è contestata, le domande del successore sono inammissibili perché ampliano l'oggetto del giudizio, introducendo un nuovo tema di indagine non consentito in fase di impugnazione. Il caso riguarda la cessione di crediti derivanti da un contratto di appalto.
Continua »
Rinvio a nuovo ruolo: l’effetto della conciliazione
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso a seguito di una conciliazione intervenuta tra le parti. La decisione è stata presa per consentire alla società resistente, in amministrazione straordinaria, di ottenere la necessaria autorizzazione dal comitato di sorveglianza per formalizzare l'accordo. Questo provvedimento evidenzia come la volontà delle parti di risolvere la lite possa sospendere il procedimento giudiziario in attesa del completamento delle formalità.
Continua »
Onere della prova licenziamento: chi deve provare?
La Cassazione chiarisce l'onere della prova licenziamento disciplinare. Le timbrature ai tornelli non sono sufficienti a dimostrare l'abbandono del posto di lavoro se l'orario contrattuale è rispettato. Spetta al datore di lavoro provare la mancata prestazione lavorativa, non al dipendente giustificare ogni spostamento.
Continua »
Clausola sociale: limiti al risarcimento del danno
Un lavoratore, escluso dall'assunzione in un cambio di appalto nonostante una clausola sociale, si vede riconosciuto il diritto all'assunzione dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, pur confermando il diritto del lavoratore, cassa la sentenza limitatamente alla quantificazione del risarcimento del danno. La Suprema Corte ha stabilito che la condanna non poteva estendersi oltre il periodo originariamente richiesto in primo grado, in applicazione del divieto di domande nuove in appello.
Continua »