Un uomo è stato condannato per bracconaggio sulla base di una serie di indizi. Ha presentato ricorso sostenendo la debolezza della prova indiziaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che più indizi concordanti (sparo, animale morente, veicolo, cane, carne simile a casa) costituiscono una prova valida, anche in assenza di prove dirette. Il ragionamento del giudice di merito è stato ritenuto logico e corretto.
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