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Aliquota Di Rendimento

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La percentuale che viene applicata alla retribuzione pensionabile per determinare l'importo della pensione maturato per ogni anno di contribuzione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Maggiorazione contributiva pensione: quote e aliquote ridotte
Alcuni lavoratori del settore trasporti hanno chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo del proprio assegno di pensione. I pensionati pretendevano l'applicazione di una percentuale di rendimento più alta, pari al due virgola cinque per cento, sugli anni di anzianità virtuale riconosciuti per il prepensionamento. La corte territoriale aveva accolto la loro domanda, inserendo l'incremento contributivo nella fascia temporale anteriore al millenovecentonovantacinque. L'ente di previdenza ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che la maggiorazione contributiva pensione si applica solo al momento della cessazione effettiva dal servizio. Pertanto, l'incremento ricade nella quota successiva al millenovecentonovantaquattro e sconta l'aliquota ordinaria di rendimento del due per cento annuo.
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Prepensionamento autoferrotranvieri: quota C e aliquota al 2%
Gli eredi di un lavoratore del settore trasporti hanno chiesto all'Ente Previdenziale il ricalcolo della pensione, pretendendo l'applicazione dell'aliquota del 2,5% sulla maggiorazione convenzionale di anzianità. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, collocando l'incremento nella quota B del trattamento. L'Ente Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente, stabilendo che nel prepensionamento autoferrotranvieri l'incremento figurativo si colloca al momento della cessazione effettiva del servizio (successiva al 31 dicembre 1994). Di conseguenza, l'aumento contributivo rientra nella quota C della pensione e sconta l'aliquota di rendimento del 2% anziché del 2,5%. La sentenza è stata cassata con rinvio per il ricalcolo.
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Maggiorazione contributiva prepensionamento: calcolo e quote
Gli eredi di un dipendente del settore trasporti hanno chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione. La richiesta riguardava l'applicazione di un rendimento più favorevole sugli anni di incremento virtuale previsti per legge. I giudici di merito avevano inizialmente attribuito tali anni alla quota maturata entro il 1994, applicando un rendimento annuo del 2,5%. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la maggiorazione contributiva prepensionamento deve essere imputata al periodo successivo al 31 dicembre 1994. Di conseguenza, il rendimento applicabile è pari al 2% annuo. La Suprema Corte ha cassato la decisione impugnata e rinviato la causa per la corretta quantificazione degli importi.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: stop ai ricalcoli facili
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva il ricalcolo del supplemento della propria pensione, sostenendo che per la quota B non si dovesse applicare il limite giornaliero di 315.000 lire previsto dalla legge del 1971. L'INPS si opponeva, applicando invece tale massimale. La Corte d'Appello dava ragione al lavoratore, elevando l'importo mensile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il massimale giornaliero per la pensione dei lavoratori dello spettacolo non è stato abrogato dalle riforme successive ed è tuttora valido per calcolare la quota B. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Massimale pensionabile: regole per i lavoratori spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo dal d.P.R. n. 1420 del 1971 continua ad applicarsi anche alla quota B della pensione. La decisione ribalta l'orientamento della Corte d'Appello, escludendo che le riforme del 1997 abbiano abrogato tacitamente il limite alla retribuzione giornaliera. La Suprema Corte ha evidenziato come tale limite sia essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali e la sostenibilità del sistema, non ravvisando alcuna incompatibilità tra la normativa storica e i nuovi criteri di calcolo introdotti successivamente.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il massimale pensionabile previsto dalla vecchia normativa (DPR 1420/1971) si applica ancora al calcolo della cosiddetta "Quota B" della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro un pensionato, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Secondo la Cassazione, le riforme successive non hanno abrogato il tetto, ma lo hanno integrato, ritenendolo un elemento coessenziale alla disciplina speciale e favorevole di questo settore, necessario per garantire coerenza ed equilibrio al sistema previdenziale.
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Calcolo pensione lavoratori spettacolo: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo pensione lavoratori spettacolo, in particolare sulla determinazione della "Quota B" per chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995. Un lavoratore aveva ottenuto in Appello il ricalcolo della pensione basato su un criterio più favorevole. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo la vigenza di un vecchio massimale di retribuzione giornaliera. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, confermando che il vecchio tetto retributivo non è stato abrogato e deve essere applicato anche per la Quota B, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della Quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'Quota B' deve ancora rispettare il massimale di retribuzione giornaliera previsto dal DPR 1420/1971. La successiva normativa (D.Lgs. 182/97) non ha abrogato tale limite, ma solo integrato il sistema di calcolo. La sentenza ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva accolto la tesi del pensionato.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il tetto massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa speciale. L'ente previdenziale ha visto accolto il suo ricorso contro la decisione della Corte d'Appello che aveva disapplicato tale limite, riaffermando la validità di un sistema previdenziale specifico e complessivamente favorevole per la categoria.
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