La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33119/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contrabbando e contraffazione marchio sigarette. La Corte ha chiarito che l'assenza o la falsificazione del codice identificativo univoco su un pacchetto non è di per sé il reato di cui all'art. 474 c.p., ma costituisce un grave indizio della falsità del marchio di produzione apposto sulla confezione. Questa interpretazione ha annullato la decisione di un Tribunale del riesame che aveva escluso l'applicabilità di misure cautelari, riaprendo il caso per una nuova valutazione che tenga conto di tale nesso probatorio.
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