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Agevolazioni Prima Casa

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90 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Agevolazioni prima casa: quando si perdono i benefici?
Un contribuente ha perso le agevolazioni prima casa perché, a causa di difficoltà nei lavori di ristrutturazione, non ha trasferito la residenza entro 18 mesi. La Corte di Cassazione ha stabilito che i problemi con l'immobile non costituiscono forza maggiore, poiché l'obbligo legale è di trasferire la residenza nel Comune di acquisto, non necessariamente nell'abitazione specifica. La richiesta del contribuente è stata quindi definitivamente respinta.
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Agevolazioni prima casa: ritardo lavori non è scusa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3714/2025, ha negato che il ritardo nella consegna di un immobile possa costituire causa di forza maggiore per non perdere le agevolazioni prima casa. La Corte ha chiarito che l'obbligo di trasferire la residenza entro 18 mesi riguarda il Comune in cui si trova l'immobile, non necessariamente l'abitazione acquistata. Pertanto, l'inadempimento del costruttore non esonera l'acquirente dal rispettare i termini fiscali.
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Agevolazioni prima casa: il termine per la decadenza
Una contribuente ha perso le agevolazioni prima casa per non aver completato un immobile acquistato allo stato grezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il potere di accertamento dell'Agenzia delle Entrate scatta dalla registrazione dell'atto e deve concludersi entro il termine triennale. La Corte ha chiarito che il beneficio fiscale non può essere sospeso a tempo indeterminato, anche in assenza di un termine legale specifico per l'ultimazione dei lavori.
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Vendita con riserva di proprietà: quando decade la prima casa
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini fiscali, la vendita con riserva di proprietà di un immobile acquistato con le agevolazioni "prima casa" si considera avvenuta al momento della stipula del contratto, non al saldo del prezzo. Di conseguenza, se il contratto è firmato entro cinque anni dall'acquisto, il contribuente decade dal beneficio fiscale, anche se il pagamento integrale e il trasferimento civilistico della proprietà avvengono dopo tale termine. La Corte ha chiarito che la normativa tributaria, in particolare l'art. 27 del T.U. sull'imposta di registro, prevale sulla disciplina civilistica, anticipando l'effetto traslativo per garantire la stabilità del rapporto tributario.
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Vendita con riserva di proprietà: addio bonus prima casa
Una coppia ha venduto la propria "prima casa" con una clausola di vendita con riserva di proprietà entro cinque anni dall'acquisto. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'agevolazione fiscale, stabilendo che, ai fini fiscali, tale vendita è considerata immediatamente efficace al momento della firma del contratto, e non al momento del pagamento completo. Ciò significa che la vendita è avvenuta entro il periodo quinquennale proibito, comportando la perdita del beneficio.
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Agevolazioni prima casa: la Cassazione è chiara
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni prima casa a un contribuente che non aveva trasferito la propria residenza nel comune dell'immobile acquistato entro 18 mesi. L'ordinanza sottolinea che le semplici lungaggini burocratiche non costituiscono una valida giustificazione. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per carenze procedurali, ribadendo la necessità di una corretta formulazione degli atti di impugnazione.
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Agevolazioni prima casa: valido l’acquisto gratuito
Un contribuente, dopo aver venduto l'immobile acquistato con le agevolazioni prima casa prima dei cinque anni, ne ha ricevuto un altro in donazione entro l'anno successivo. L'Agenzia delle Entrate aveva revocato il beneficio, sostenendo che il nuovo acquisto dovesse essere a titolo oneroso. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la legge non fa distinzione tra acquisto oneroso e gratuito per mantenere le agevolazioni. L'importante è acquistare un'altra abitazione principale entro un anno, a prescindere dal titolo, per non incorrere nella decadenza dal beneficio fiscale.
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Agevolazioni prima casa: quando è immobile di lusso?
Due acquirenti si vedono revocare le agevolazioni prima casa perché l'Agenzia delle Entrate qualifica l'immobile come 'di lusso' a causa della superficie superiore a 240 mq, includendo nel calcolo dei vani seminterrati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che ai fini del beneficio fiscale conta l'effettiva 'utilizzabilità' degli ambienti e non la loro qualificazione catastale o il certificato di abitabilità. Se un locale è di fatto utilizzabile, la sua superficie concorre a determinare il carattere lussuoso dell'immobile, facendo perdere il diritto alle agevolazioni prima casa.
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Sanzioni agevolazioni prima casa: annullate da Cassazione
Un venditore era stato ritenuto responsabile in solido per maggiori imposte dovute alla revoca delle agevolazioni prima casa, poiché l'immobile era di lusso. La Cassazione conferma la solidarietà per l'imposta, ma annulla le sanzioni. La ragione è che la legge successiva ha modificato i criteri per definire un immobile 'di lusso', rendendo irrilevante la vecchia dichiarazione su cui si basavano le sanzioni per le agevolazioni prima casa, in applicazione del principio del favor rei.
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Agevolazioni prima casa: la data di fine lavori
Con la sentenza n. 34573 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, ha stabilito un principio cruciale per le agevolazioni prima casa. Il caso riguardava la revoca del beneficio IVA al 4% a una contribuente per non aver ultimato i lavori entro tre anni. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza per l'accertamento fiscale non decorre dalla data dell'atto di acquisto, ma dalla data di effettiva ultimazione dei lavori, attestata formalmente (es. con la dichiarazione per l'accatastamento). La prova di tale ultimazione spetta al contribuente.
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