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Affectionis Vel Benevolentiae Causa

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'per affetto o benevolenza'. Si usa per descrivere prestazioni, come quelle lavorative, fornite gratuitamente in virtù di un legame familiare o sentimentale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Avvocato chiede compenso alla moglie: la presunzione di gratuità vince
Un avvocato chiede un compenso professionale alla moglie, anch'essa avvocato e socia dello stesso studio, per averla assistita in una causa. La moglie si oppone, sostenendo che tra loro esisteva un accordo di reciproca gratuità delle prestazioni professionali, dato il legame coniugale e lavorativo. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei giudici precedenti, applicando la presunzione di gratuità per le prestazioni rese in ambito familiare. Poiché l'avvocato marito non è riuscito a provare l'esistenza di un accordo di pagamento, la sua richiesta viene respinta. La crisi coniugale in atto non è sufficiente a superare tale presunzione.
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Avvocato chiede parcella alla moglie: no, è presunzione di gratuità
Un avvocato chiede alla moglie, anche lei avvocato e socia dello stesso studio, il pagamento di una parcella per un'attività professionale svolta in suo favore. La moglie si oppone, sostenendo che tra loro vigeva un accordo di reciproca assistenza gratuita. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla moglie, confermando il principio della presunzione di gratuità della prestazione professionale resa in ambito familiare. Secondo i giudici, spetta al professionista che chiede il compenso dimostrare, con prove rigorose, l'esistenza di un accordo economico, superando così la presunzione basata sul legame affettivo.
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Lavoro familiare: busta paga non basta contro la presunzione di gratuità
La Corte di Cassazione ha stabilito che per superare la presunzione di gratuità del lavoro familiare non bastano prove generiche. Un'azienda agricola ha perso la causa contro l'INPS perché non è riuscita a dimostrare in modo rigoroso il rapporto di lavoro subordinato con un parente. Secondo i giudici, le buste paga, create unilateralmente dal datore di lavoro, e le testimonianze che descrivono la subordinazione in modo astratto non sono sufficienti. Per vincere la presunzione di gratuità del lavoro familiare serve una prova concreta e specifica degli elementi tipici del lavoro dipendente, come ordini precisi e orari vincolanti. L'azienda è stata condannata a pagare le spese legali.
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Lavoro convivente more uxorio: quando è subordinato?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che riconosce l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra una donna e il suo convivente, titolare di uno studio legale. Nonostante la presunzione di gratuità legata al rapporto affettivo, la Corte ha ritenuto provata la subordinazione grazie a elementi come compensi costanti, documenti che attestavano diritti tipici del lavoratore (ferie, TFR) e testimonianze. Questo caso chiarisce come il lavoro del convivente more uxorio possa essere tutelato quando sussistono prove concrete di un vincolo professionale.
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Lavoro subordinato convivente: quando è retribuito?
La Corte di Cassazione ha confermato che l'attività lavorativa svolta da una donna per l'impresa del proprio compagno costituisce un rapporto di lavoro subordinato convivente. Nonostante il legame affettivo, la natura continuativa, stabile e assorbente delle mansioni, essenziali per l'attività commerciale, ha prevalso sulla presunzione di gratuità, giustificando il diritto alla retribuzione.
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Onere probatorio lavoro familiare: Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori agricoli che chiedevano l'iscrizione agli elenchi previdenziali. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto non sufficientemente provato il rapporto di lavoro subordinato a causa del vincolo familiare. Viene ribadito che l'onere probatorio nel lavoro familiare grava sul lavoratore, che deve superare la presunzione di gratuità della prestazione con prove rigorose, non essendo sufficienti documenti unilaterali del datore di lavoro o testimonianze generiche.
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