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Adunanza

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La riunione dei giudici di un collegio per discutere e decidere una causa. In Cassazione, si svolge in camera di consiglio o in pubblica udienza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: come chiudere una lite
Il caso esaminato riguarda un cittadino che aveva avviato un giudizio contro un'azienda. Dopo aver perso nei gradi precedenti, l'uomo ha presentato ricorso alla Suprema Corte. Tuttavia, prima che i giudici potessero decidere, le parti hanno raggiunto un accordo. Il legale del ricorrente ha quindi depositato un atto formale di **rinuncia al ricorso per cassazione**. L'azienda coinvolta ha accettato tale rinuncia attraverso il proprio difensore. La Corte di Cassazione ha verificato la regolarità dei mandati legali e ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché la rinuncia è stata reciproca e accettata, i giudici non hanno imposto il pagamento delle spese legali a nessuna delle parti, chiudendo definitivamente la controversia senza entrare nel merito della disputa originaria.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
L'amministrazione finanziaria ha impugnato una sentenza favorevole a un contribuente relativa a recuperi IRPEF, IRAP e IVA. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della procedura amministrativa di chiusura della lite.
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Estratto di ruolo: la Cassazione sospende il giudizio
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per attendere la risoluzione di questioni nomofilattiche riguardanti l'impugnabilità dell'estratto di ruolo. Il caso analizza la possibilità di contestare i debiti tributari e la formazione del giudicato interno, in attesa di un orientamento definitivo dalle sezioni unite o dalle udienze pubbliche già fissate per casi analoghi.
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Morte del difensore: tutela del diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria a seguito della morte del difensore unico della parte ricorrente. Il decesso, avvenuto prima dell'udienza fissata, ha reso necessaria la sospensione del procedimento. Poiché la parte non era stata informata della fissazione dell'adunanza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo. Tale decisione è fondamentale per garantire l'effettività del diritto di difesa, permettendo ai ricorrenti di nominare un nuovo legale e partecipare correttamente al giudizio di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Una società ha impugnato la sentenza che dichiarava inefficace la vendita di beni strumentali a favore di una curatela fallimentare. Tuttavia, prima dell'udienza, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, senza provvedere sulle spese legali.
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Notifica udienza: errore nel destinatario e rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 811/2023, ha affrontato un vizio procedurale relativo alla notifica udienza. Nel caso di specie, l'avviso di convocazione per l'adunanza camerale era stato erroneamente inviato al difensore che aveva assistito la parte nel precedente grado di giudizio contabile, anziché al legale regolarmente nominato per il giudizio di legittimità. Poiché tale errore impedisce la corretta instaurazione del contraddittorio e lede il diritto di difesa, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire una corretta comunicazione dell'atto.
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Reati elettorali: turbamento del seggio e sanzioni
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato per **reati elettorali** a seguito di condotte minacciose all'interno di un seggio. L'imputato aveva preteso l'assegnazione di due voti a un candidato, turbando il regolare svolgimento dello scrutinio. Sebbene la responsabilità per il turbamento sia stata confermata, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla recidiva e alle attenuanti generiche. I giudici di merito non hanno motivato adeguatamente se la pretesa dell'imputato fosse fondata su regolamenti ministeriali, elemento che, pur non escludendo il reato, avrebbe dovuto incidere sulla valutazione della gravità del fatto e sulla personalità del reo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una controversia per occupazione senza titolo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Tale rinuncia è stata formalizzata dopo la fissazione dell'adunanza camerale e ha ricevuto l'accettazione rituale da parte della società controricorrente. In conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, i giudici hanno preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite, stabilendo inoltre che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali proprio in virtù dell'accettazione della controparte.
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Sottoscrizione avviso accertamento: regole di validità
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della validità della sottoscrizione avviso accertamento emesso da un concessionario privato per conto di un Comune. Una società contribuente aveva contestato l'atto poiché firmato da un amministratore delegato privo di specifica delega, anziché dal presidente del consiglio di amministrazione. I giudici di merito avevano inizialmente ritenuto irrilevante tale vizio, attribuendo il potere di firma genericamente al personale dipendente. La Suprema Corte ha invece stabilito che la legittimità dell'atto impositivo dipende dall'esistenza di un provvedimento formale che individui il soggetto responsabile, garantendo trasparenza e certezza del diritto per il contribuente. La sentenza chiarisce che non basta essere dipendenti del concessionario per poter firmare atti di accertamento senza una specifica autorizzazione.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accordo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'ordinanza di estinzione del giudizio in merito a una controversia tra alcune sigle sindacali e un'amministrazione centrale dello Stato. La lite, originata da un ricorso per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, era giunta in sede di legittimità dopo una riforma in appello. Tuttavia, prima della decisione definitiva, le parti hanno depositato una dichiarazione congiunta di rinuncia agli atti e all'azione. Tale accordo ha determinato la cessazione della materia del contendere, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del procedimento senza procedere alla liquidazione delle spese.
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Cessazione della materia del contendere: guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un ricorso riguardante la legittimità di alcuni interventi edilizi e paesaggistici. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo privato, depositando un'istanza congiunta per dichiarare la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte, preso atto del venir meno dell'interesse delle parti alla decisione, ha dichiarato l'inammissibilità sopravvenuta del ricorso. La sentenza sottolinea come l'accordo tra privati possa estinguere il bisogno di una pronuncia giurisdizionale, portando alla compensazione delle spese e all'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da entrambe le parti. Prima dell'adunanza in camera di consiglio, la società ricorrente e la società controricorrente hanno depositato atti formali di rinuncia e accettazione reciproca, concordando sulla compensazione delle spese. La Corte, verificata la regolarità procedurale ai sensi dell'art. 390 c.p.c., ha preso atto dell'accordo e chiuso il procedimento senza esaminare il merito della controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e una società in liquidazione. La decisione è scaturita dall'adesione della parte contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. Avendo la società depositato la documentazione comprovante il pagamento del dovuto e la corretta trasmissione degli atti all'ente impositore, i giudici hanno preso atto del venir meno della materia del contendere. Le spese di lite sono state poste a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla normativa speciale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Poiché le parti resistenti hanno depositato un atto di adesione a tale rinuncia, il Collegio ha riscontrato la conformità ai requisiti previsti dall'art. 390 c.p.c. La decisione ha comportato la chiusura del procedimento senza alcuna statuizione sulle spese di lite, data l'accettazione concorde delle parti di porre fine alla controversia in sede di legittimità.
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Decesso del difensore: rinvio della causa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo di una causa a causa del decesso del difensore della parte controricorrente. La decisione sottolinea che la mancanza di assistenza legale, derivante da un evento non imputabile alla parte, richiede una sospensione del procedimento per garantire l'effettività del diritto di difesa. Il decesso del difensore impedisce la regolare prosecuzione del giudizio fino alla nomina di un nuovo procuratore.
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Cancellazione albo avvocati: cosa succede al processo?
In un caso relativo a un licenziamento, la Corte di Cassazione affronta la questione procedurale derivante dalla cancellazione albo avvocati del difensore della società ricorrente. L'ordinanza stabilisce che, per garantire il diritto di difesa, il processo non viene interrotto ma rinviato, con l'obbligo di notificare personalmente alla parte la necessità di nominare un nuovo legale, specificando che la semplice comunicazione della nuova udienza non è sufficiente.
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Rinvio per trattative: la Cassazione concede tempo
La Corte di Cassazione ha concesso un rinvio per trattative in una complessa controversia immobiliare. Una società ricorrente, due condomini e numerosi privati, parti di un ricorso e controricorso, hanno congiuntamente richiesto più tempo per finalizzare un accordo transattivo che coinvolge oltre settanta persone. La Corte, valutata l'opportunità di favorire la composizione bonaria della lite, ha posticipato l'udienza, dimostrando come la ricerca di un accordo sia incoraggiata anche nel grado più alto di giudizio.
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Notificazione internazionale: caso rinviato in Cassazione
La Corte di Cassazione rinvia un caso tributario riguardante una società estera a causa del fallimento della notificazione internazionale dell'avviso di udienza. La Corte ha ordinato di rinnovare la procedura di notifica secondo il codice di procedura civile, poiché le comunicazioni diplomatiche con Panama non hanno avuto successo, evidenziando le complessità della notificazione internazionale.
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