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Acquiescenza — Anno 2024

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79 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Acquiescenza

Provvedimenti

Rapporto di lavoro subordinato: la Cassazione decide
Un lavoratore, impiegato per anni da una grande azienda di radiotelevisione tramite una successione di contratti a termine e di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'azienda. L'ordinanza stabilisce che la lunga inerzia del lavoratore nel contestare la natura dei contratti non costituisce un'accettazione tacita della situazione, soprattutto quando emerge un intento elusivo da parte del datore di lavoro. La sostanza del rapporto prevale sulla forma contrattuale.
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Accertamento analitico-induttivo: il caso del ristoratore
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un ristoratore contro un accertamento analitico-induttivo basato su presunzioni, come il "tovagliometro", a causa di gravi irregolarità contabili. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la presenza di molteplici e significative anomalie nella contabilità rende legittimo il ricorso a metodi presuntivi per la ricostruzione del reddito. La decisione sottolinea che il giudice tributario, in caso di vizi sostanziali dell'accertamento, deve rideterminare la pretesa fiscale e non limitarsi ad annullare l'atto.
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Presunzione di comunione del cortile dopo frazionamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1615/2024, ha chiarito l'applicazione della presunzione di comunione del cortile ai sensi dell'art. 1117 c.c. in un caso di condominio sorto a seguito di frazionamento e vendita forzata di un unico immobile. La Corte ha stabilito che, in assenza di una chiara ed univoca riserva di proprietà esclusiva nel primo atto di trasferimento, il cortile, per sua natura funzionale all'uso comune, deve considerarsi bene condominiale. Viene così rigettato il ricorso di una condomina che ne rivendicava la proprietà esclusiva.
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Indennità di occupazione: quando non è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1314/2024, ha stabilito che il comproprietario che cede a terzi il proprio diritto di usufrutto su un immobile rinuncia volontariamente al godimento del bene. Di conseguenza, non può richiedere l'indennità di occupazione all'altro comproprietario che lo utilizza in via esclusiva. La Corte ha inoltre chiarito che la proposizione di una domanda riconvenzionale per la divisione dei frutti civili di altri beni comuni è sufficiente a manifestare il dissenso verso l'uso esclusivo da parte dell'altro contitolare.
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Rateizzazione debito tributario: interrompe la prescrizione
Un contribuente ha impugnato una intimazione di pagamento e le relative cartelle esattoriali, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la precedente richiesta di rateizzazione del debito tributario presentata dal contribuente stesso costituisce un atto di riconoscimento del debito. Tale atto, ai sensi dell'art. 2944 c.c., ha l'effetto di interrompere il decorso della prescrizione, facendo ripartire da capo il termine. La Corte ha chiarito che, sebbene la rateizzazione non implichi una rinuncia a contestare il merito della pretesa (acquiescenza), essa è un comportamento incompatibile con la volontà di negare l'esistenza del debito.
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Legittimazione ad Agire: nonni non possono impugnare
Una coppia omogenitoriale femminile otteneva la trascrizione in Italia dell'atto di nascita del figlio nato da maternità surrogata all'estero. A seguito della separazione, i genitori della madre genetica avviavano un'azione per la rettifica dell'atto, al fine di rimuovere il nome della madre intenzionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, negando la sussistenza della loro legittimazione ad agire. La sentenza chiarisce che i nonni, avendo agito come meri interventori a sostegno del Pubblico Ministero (che non ha impugnato la decisione d'appello), non possiedono un diritto autonomo di impugnazione.
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Plusvalenza e imposta di registro: la Cassazione decide
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento Ires relativo a una plusvalenza da cessione di ramo d'azienda. L'Agenzia delle Entrate aveva basato il calcolo unicamente sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31372/2024, ha stabilito che tale valore non può essere l'unico fondamento per l'accertamento della plusvalenza ai fini delle imposte dirette, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di ulteriori elementi probatori.
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Confisca obbligatoria: LPU non revoca la sanzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca obbligatoria del veicolo, prevista come sanzione accessoria per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravato dall'aver causato un incidente, non può essere revocata nemmeno in caso di esito positivo dei lavori di pubblica utilità. La sentenza chiarisce che le nuove disposizioni introdotte dalla Riforma Cartabia, pur consentendo la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, fanno espressamente salvi i casi di confisca obbligatoria, rendendo la sanzione amministrativa definitiva.
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Rendita catastale pale eoliche: l’omessa pronuncia
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa alla determinazione della rendita catastale di pale eoliche. La decisione è stata cassata per omessa pronuncia, poiché il giudice di secondo grado non aveva valutato tutte le voci di costo contestate dall'Agenzia delle Entrate (come plinti e oneri), limitandosi a esaminare solo l'esclusione della torre eolica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Rendita catastale: omessa pronuncia sulle voci
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa al calcolo della rendita catastale di un parco eolico. L'Agenzia Fiscale, pur accettando l'esclusione della torre eolica dal calcolo, aveva lamentato che i giudici di secondo grado non si fossero pronunciati su altre voci di costo (fondazioni, spese tecniche, ecc.). La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ravvisando un'omessa pronuncia e rinviando il caso al giudice d'appello per una nuova valutazione su tali specifiche componenti.
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Rendita Catastale: Omessa Pronuncia e Costi Impianti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa al calcolo della rendita catastale di un impianto eolico. La corte inferiore aveva omesso di pronunciarsi su diverse voci di costo (fondazioni, oneri di progettazione), limitandosi a decidere sull'esclusione della torre eolica, punto su cui l'Agenzia Fiscale aveva già prestato acquiescenza. A causa di questa 'omessa pronuncia', il caso è stato rinviato per una nuova valutazione delle voci contestate.
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Rendita catastale: la Cassazione sul calcolo eolico
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza della Commissione Tributaria Regionale riguardante la determinazione della rendita catastale di un impianto eolico. Sebbene l'esclusione della torre eolica dal calcolo fosse un punto pacifico tra le parti, la Corte ha rilevato che i giudici d'appello avevano omesso di pronunciarsi sulle altre voci di costo contestate dalle società contribuenti (fondazioni, spese tecniche, oneri). Il caso è stato quindi rimandato al giudice di secondo grado per una valutazione su tali elementi specifici.
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Giudicato esterno in dogana: limiti e condizioni
Una società ha richiesto il rimborso di dazi doganali pagati su royalties, invocando una precedente sentenza favorevole come giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in materia doganale ogni operazione di importazione è autonoma. Di conseguenza, un giudicato esterno relativo a importazioni passate non è vincolante per quelle successive, poiché l'oggetto della controversia (petitum) è diverso. L'onere di provare il diritto al rimborso resta a carico della società per ogni singola istanza.
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Sgravio fiscale non è acquiescenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sgravio fiscale di una cartella di pagamento, emesso dall'Agenzia delle Entrate dopo una sentenza di primo grado sfavorevole, non costituisce acquiescenza. Tale atto non impedisce all'Amministrazione Finanziaria di proseguire con l'appello, poiché può essere motivato dalla semplice volontà di evitare ulteriori spese esecutive. La Corte ha quindi annullato la decisione che aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere, rinviando la causa per un nuovo esame nel merito.
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Sgravio fiscale non è acquiescenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32490/2024, ha chiarito un punto cruciale del processo tributario: lo sgravio fiscale di una cartella di pagamento, disposto dall'Agenzia delle Entrate dopo una sentenza di primo grado favorevole al contribuente, non costituisce acquiescenza. Tale atto, motivato dalla volontà di evitare ulteriori spese esecutive, non fa venir meno l'interesse dell'Amministrazione a proseguire il giudizio d'appello. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione che dichiarava cessata la materia del contendere, rinviando la causa per un nuovo esame nel merito.
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Litisconsorzio nel processo tributario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32322/2024, ha stabilito che nel processo tributario, l'appello dell'Agenzia delle Entrate contro la sentenza che accerta la prescrizione di un debito è valido anche se non notificato all'agente della riscossione, parte del primo grado. La Corte ha chiarito la nozione di litisconsorzio nel processo tributario, distinguendo tra cause scindibili e inscindibili. La controversia sull'esistenza del debito tributario è una causa scindibile che riguarda solo l'ente impositore e il contribuente, rendendo l'agente di riscossione estraneo al rapporto sostanziale e non un litisconsorte necessario in appello.
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Riconoscimento del debito e prescrizione fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32030/2024, stabilisce che la domanda di definizione agevolata ('rottamazione') costituisce un riconoscimento del debito che interrompe la prescrizione. La richiesta è ritenuta incompatibile con la volontà di eccepire la prescrizione del credito tributario, anche in pendenza di contenzioso.
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Giudicato interno: l’ASL non può contestare i fatti
Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per l'applicazione di uno sconto tariffario ritenuto illegittimo su prestazioni erogate tra il 2010 e il 2013. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda della struttura, sollevando la mancata prova dell'accreditamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'esistenza sia dell'accreditamento sia dei contratti di servizio era coperta da giudicato interno, poiché l'ASL non aveva mai contestato questi punti nei gradi di merito precedenti. Di conseguenza, la Corte d'Appello ha commesso un errore nel rimetterli in discussione.
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Lavoro effettivo e NASpI: le ferie valgono come giorni
La Corte di Cassazione ha stabilito che i giorni di ferie goduti e retribuiti devono essere inclusi nel calcolo delle trenta giornate di 'lavoro effettivo' richieste per accedere all'indennità di disoccupazione NASpI. Un istituto previdenziale aveva negato il sussidio a una lavoratrice, ma i giudici hanno respinto il ricorso, affermando che le ferie sono una componente essenziale e non una semplice assenza dal lavoro, consolidando così un importante principio a tutela dei lavoratori.
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