La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità di un ricorso a causa del tardivo deposito telematico. Nonostante il ricorrente avesse lamentato malfunzionamenti del sistema informatico, la Corte ha rilevato che non era stata fornita prova di un'attivazione tempestiva per rimediare all'errore. Il deposito, avvenuto quasi tre mesi dopo la notifica, ha superato ampiamente il termine di venti giorni previsto dal codice di rito. La decisione ribadisce che il perfezionamento del deposito telematico richiede il superamento dei controlli automatici e che, in caso di errore, la parte deve agire con estrema sollecitudine.
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