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Accettazione

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Con il termine accettazione si intende un atto prenegoziale recettizio, inteso come manifestazione di volontà affermativa che il destinatario della proposta rivolge a sua volta al proponente. Etimologicamente, il termine accettazione deriva dal latino accìpere, composto da ad càpere, laddove ad indica l'intenzione, il fine, e càpere significa prendere, nel senso complessivo di acconsentire ad una proposta. Deve essere in tutto conforme alla proposta. Un'accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta (art. 1326, comma 5, Codice civile). L'accettazione deve giungere al proponente nel termine da quest'ultimo stabilito o in quello necessario secondo la natura dell'affare o secondo gli usi (ex art. 1326, comma 2, Codice civile). Si parla di accettazione tardiva quando l'accettazione giunge al proponente oltre il termine prestabilito. In tal caso, il proponente può decidere di ritenerla irrilevante o di ritenerla efficace. In entrambi i casi, il proponente deve darne avviso all'oblato (nel primo caso per un obbligo di informazione derivante dal più generale obbligo di buona fede nelle trattative contrattuali; nel secondo caso è la stessa legge che impone quest'onere, il cui mancato adempimento impedisce la conclusione del contratto). Il contratto è generalmente concluso quando il proponente ha conoscenza dell'accettazione o quando comunque l'accettazione giunge all'indirizzo del proponente, secondo il combinato disposto degli artt. 1326 co.1 e 1335.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Provvigione del mediatore dovuta anche senza classe energetica
Un acquirente sottoscrive una proposta d'acquisto immobiliare lasciando vuoti gli spazi dedicati alla classe energetica. Il venditore accetta l'offerta inserendo contestualmente i dati dell'attestato energetico. Successivamente, l'acquirente rifiuta di versare la provvigione del mediatore sostenendo che l'inserimento postumo della classe energetica renda l'accettazione difforme dalla proposta, impedendo la conclusione del contratto. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'acquirente e conferma il diritto del mediatore al compenso. I giudici chiariscono che l'indicazione della categoria energetica costituisce la consegna di un documento accessorio e non altera gli elementi essenziali dell'accordo. Di conseguenza, il contratto risulta concluso e il pagamento della provvigione del mediatore rimane un obbligo inderogabile.
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Contratto di affitto agrario: la firma per ricevuta non basta
Una società agricola ha occupato un terreno ritenendo concluso un contratto di affitto agrario sulla base di una proposta firmata "per ricevuta" da uno solo dei comproprietari. Il comproprietario ha agito in giudizio contestando l'occupazione abusiva, poiché l'accordo non si era mai perfezionato. I giudici di merito hanno accolto la domanda del proprietario, escludendo che la firma per ricevuta o un accordo verbale potessero concludere un contratto in deroga alle norme di legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che la firma "per ricevuta" non equivale ad accettazione e che per i contratti agrari in deroga è necessaria la forma scritta assistita dalle associazioni di categoria, oltre al consenso di tutti i comproprietari del bene.
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Deposito telematico: conta l’invio o l’accettazione?
Una lavoratrice ha impugnato la decisione che dichiarava inammissibile il suo appello per presunta tardività. La questione centrale riguarda il deposito telematico: l'atto era stato inviato entro la scadenza, ma la cancelleria lo aveva accettato formalmente solo il giorno successivo. La Corte di Cassazione, rilevando un vizio nella comunicazione del decreto di fissazione dell'adunanza, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo senza entrare nel merito della questione tecnica.
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Accettazione tacita eredità: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo alla presunta accettazione tacita eredità da parte di un chiamato che aveva precedentemente rinunciato alla successione. Il creditore sosteneva che il ritiro di una raccomandata e la riscossione di ratei pensionistici costituissero atti incompatibili con la rinuncia. La Corte ha invece stabilito che il ritiro di corrispondenza non è un atto dispositivo e che la riscossione di somme, se avvenuta per errore e seguita da immediata restituzione, non configura accettazione.
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Beneficio di inventario: limiti ai debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria riguardante un avviso di pagamento milionario per accise petrolifere notificato a un'erede. La controversia verteva sull'efficacia del beneficio di inventario opposto dalla contribuente per limitare la propria responsabilità. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria rilevando che la sentenza di secondo grado era affetta da motivazione apparente. Il giudice di merito, infatti, si era limitato ad affermare l'esistenza della trascrizione dell'accettazione beneficiata senza spiegare come questa incidesse sulla pretesa fiscale, omettendo di valutare la tempistica della procedura e l'effettivo completamento dell'inventario.
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Remissione di querela: effetti sul ricorso penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia a causa dell'intervenuta remissione di querela. Nonostante l'estinzione del reato per accordo tra le parti, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Accettazione tacita eredità: la guida completa
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso relativo all'**accettazione tacita eredità** nell'ambito di una procedura esecutiva immobiliare. Un creditore aveva pignorato la quota di un immobile ritenendo il debitore erede del padre. Il debitore negava tale qualità, ma i giudici di merito avevano ravvisato l'accettazione nel possesso dei beni e nel comportamento processuale tenuto durante il giudizio di divisione. La Suprema Corte, rilevando l'assenza degli avvisi di ricevimento delle notifiche del ricorso verso alcune parti, ha disposto un rinvio a nuovo ruolo assegnando un termine di sessanta giorni per regolarizzare la documentazione o rinnovare la notifica.
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Deposito telematico: quando il ritardo è fatale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità di un ricorso a causa del tardivo deposito telematico. Nonostante il ricorrente avesse lamentato malfunzionamenti del sistema informatico, la Corte ha rilevato che non era stata fornita prova di un'attivazione tempestiva per rimediare all'errore. Il deposito, avvenuto quasi tre mesi dopo la notifica, ha superato ampiamente il termine di venti giorni previsto dal codice di rito. La decisione ribadisce che il perfezionamento del deposito telematico richiede il superamento dei controlli automatici e che, in caso di errore, la parte deve agire con estrema sollecitudine.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte, la Corte ha dichiarato estinto il procedimento, senza pronunciarsi sulle spese. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, evidenziando come l'accordo tra le parti ponga fine alla controversia in modo definitivo.
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Estinzione del processo: rinuncia e accettazione in appello
La Corte d'Appello di Bari ha dichiarato l'estinzione del processo in un giudizio di secondo grado. Gli appellanti avevano impugnato una sentenza del Tribunale di Foggia ma, in corso di causa, hanno formalizzato una rinuncia agli atti. Tale rinuncia è stata accettata dalle parti appellate, portando la Corte a chiudere il procedimento senza una decisione nel merito e senza statuizioni sulle spese legali, in quanto non richieste.
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