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Accertamento Reddito Di Partecipazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento reddito di partecipazione: annullamento formale e ricadute sul socio
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un Erede, socio di una società, un maggiore accertamento reddito di partecipazione per l'anno 2006. Questo accertamento derivava da un precedente avviso di accertamento contro la società, che era stato annullato con sentenza passata in giudicato per ragioni formali. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento personale del socio, ritenendo che l'annullamento dell'accertamento societario, anche se per vizi formali, facesse cadere automaticamente anche quello del socio. L'Agenzia ricorre in Cassazione, sostenendo che l'annullamento per vizi formali non dovrebbe estendersi automaticamente al socio. La Corte di Cassazione ha rinviato la causa per trattazione congiunta con altri procedimenti simili.
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Accertamento reddito di partecipazione: socia batte il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di rettifica a una socia maggioritaria per attribuirle un maggiore imponibile IRPEF personale. La pretesa nasceva da un contenzioso aperto con la società di vendita auto, a cui il Fisco contestava costi non deducibili e ricavi non contabilizzati. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto in parte il ricorso della socia, riducendo le imposte a suo carico poiché la società aveva dimostrato la reale vendita dei veicoli e l'inerenza dei costi. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando la violazione delle regole sull'onere della prova e sulla valutazione delle presunzioni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso confermando che l'accertamento reddito di partecipazione si riduce quando i costi sostenuti dall'impresa risultano inerenti e le presunzioni del Fisco non provano un comportamento evasivo.
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Fisco contro socio: l’accertamento reddito di partecipazione
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente, in qualità di socio di una società a ristretta base partecipativa, un avviso di accertamento per un maggior reddito di partecipazione ai fini Irpef. Il socio ha impugnato l'atto contestando l'irregolarità della notifica alla società e la mancata allegazione degli atti societari. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso del socio. I giudici hanno chiarito che le variazioni di domicilio del contribuente non comunicate formalmente non hanno effetto e che i vizi procedurali della notifica alla società non invalidano automaticamente l'atto emesso verso il socio. Inoltre, il socio ha sempre il diritto di consultare i documenti sociali, escludendo così la violazione del diritto di difesa.
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Accertamento reddito di partecipazione: il socio batte il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una socia di una società a ristretta base, contestando un maggior reddito derivante dall'accertamento reddito di partecipazione. La società non aveva impugnato il proprio accertamento, rendendolo definitivo. La socia ha invece fatto ricorso, contestando l'esistenza stessa dei ricavi societari non dichiarati, derivanti da fatture false emesse da terzi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che la mancata impugnazione dell'atto da parte della società non impedisce al socio di contestare nel merito l'esistenza del maggior reddito societario nel proprio giudizio. Vince la contribuente.
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Accertamento reddito di partecipazione: fisco battuto sui prelievi
Due professionisti hanno impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate, che aveva rideterminato il loro reddito personale in base alla quota di partecipazione in uno studio legale associato. Lo studio aveva usufruito di un condono fiscale, e il fisco aveva imputato automaticamente i maggiori redditi ai soci, considerando anche i prelievi bancari come ricavi presunti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei professionisti. I giudici hanno chiarito che l'accertamento reddito di partecipazione derivante dal condono dello studio non si estende automaticamente ai singoli associati, i quali mantengono il diritto di difendersi con ragioni personali. Inoltre, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, i prelievi dai conti correnti dei professionisti non possono più essere considerati presuntivamente come ricavi in nero.
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