Il Legale Rappresentante di una cooperativa è stato condannato per il reato di omessa dichiarazione fiscale e indebita compensazione di crediti inesistenti. L'imputato ha impugnato la condanna sostenendo che i giudici avessero calcolato l'imposta evasa usando l'accertamento induttivo dell'Agenzia delle Entrate, metodo ritenuto non utilizzabile nel processo penale, e senza considerare i costi aziendali sostenuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il giudice penale può legittimamente utilizzare l'accertamento induttivo per verificare il superamento delle soglie di punibilità. Inoltre, in materia di IVA, non è possibile detrarre costi non documentati da fatture regolari, poiché l'imposta sul valore aggiunto si basa su un sistema rigido di tracciabilità documentale. Di conseguenza, la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione è stata confermata.
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