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Accertamento Incidenter Tantum

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La risoluzione da parte del giudice di una questione preliminare necessaria per decidere la causa principale, senza che tale decisione abbia valore di giudicato definitivo e vincolante al di fuori di quel processo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritto all’indennità di mobilità: la Cassazione tutela il lavoratore
Un Lavoratore, ex dipendente di una società, aveva già beneficiato dell'indennità di mobilità. Successivamente, ha richiesto l'estensione di tale beneficio, la proroga dell'indennità di mobilità, per un periodo ulteriore, appellandosi a una specifica legge. L'INPS e il Ministero del Lavoro non avevano concesso questa proroga, sostenendo la mancanza dei requisiti formali. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto del Lavoratore, ritenendo l'INPS responsabile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il diritto all'indennità di mobilità in proroga spetta al Lavoratore se esistono i presupposti di fatto, indipendentemente dalla sua inclusione formale negli elenchi. L'INPS deve erogare la prestazione.
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Usucapione abbreviata: Terrazzo Conteso, Vittoria della Vicina
Una proprietaria ha citato in giudizio la sua vicina, sostenendo che quest'ultima avesse occupato abusivamente parte del lastrico solare e un terrazzo comune. La vicina si è difesa invocando l'usucapione abbreviata del terrazzo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti. Ha ritenuto che l'atto di acquisto del dante causa della vicina, regolarmente trascritto, fosse un titolo idoneo per l'usucapione abbreviata, e che il possesso fosse evidente. L'annullamento di un condono edilizio non ha influito sull'acquisizione del terrazzo. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso della proprietaria.
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Compensazione nel fallimento e fideiussione: i debiti reciproci
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità della compensazione nel fallimento tra i crediti vantati da un istituto bancario e i controcrediti di una società fallita. Una banca aveva richiesto decreti ingiuntivi verso la società debitrice e il suo garante personale. A seguito del fallimento dell'impresa, la curatela fallimentare ha eccepito la compensazione tra i debiti azionati dalla banca e i propri controcrediti per anatocismo e clausole nulle. L'erede del garante ha invece contestato la garanzia per violazione delle norme antitrust. La Suprema Corte ha confermato che la compensazione nel fallimento opera anche se l'esatto ammontare del credito viene accertato successivamente, purché la causa del credito sia anteriore al fallimento. Il ricorso dell'erede del garante è stato rigettato per carenza di tempestive prove documentali.
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Indennità di mobilità: la domanda tardiva fa perdere il sussidio
Il Lavoratore ha richiesto l'indennità di mobilità dopo essere stato licenziato. L'Istituto Previdenziale ha respinto la domanda poiché presentata oltre il termine di decadenza di sessantotto giorni. Il Lavoratore ha contestato la decisione, sostenendo di aver comunque richiesto tempestivamente l'indennità di disoccupazione e che i requisiti per la mobilità erano stati accertati solo successivamente in un giudizio contro la Regione, a causa dell'irregolarità contributiva del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine per richiedere l'indennità di mobilità è perentorio e non può essere sospeso da difficoltà di fatto o dalla richiesta di un diverso ammortizzatore sociale. La sentenza che accerta il diritto all'iscrizione nelle liste ha natura meramente dichiarativa e non costitutiva del diritto, che sorge direttamente dalla legge. Il Lavoratore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Concessione abusiva di credito: stop alla banca
Una banca si è vista respingere la richiesta di ammissione del proprio credito in un fallimento a causa di una concessione abusiva di credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che il giudice fallimentare può compiere una valutazione incidentale del danno causato dalla banca per 'paralizzare' e quindi respingere la sua pretesa creditoria, senza la necessità di un autonomo giudizio di responsabilità.
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Proprietà parti comuni: l’onere della prova decisivo
Una controversia nata per il rimborso di spese legali si trasforma in una questione sulla proprietà di scale e pianerottolo. La Cassazione chiarisce che per vincere la presunzione di proprietà parti comuni non basta il proprio atto di acquisto, ma serve il titolo originario che ha costituito il condominio. Il ricorso è dichiarato inammissibile perché la questione sulla proprietà era solo un accertamento incidentale e non l'oggetto principale della causa.
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