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Abrogazione Tacita

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123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Bonus manager: l’addizionale si paga sempre?
Un dirigente del settore finanziario ha contestato l'applicazione dell'addizionale sui bonus manager, sostenendo che la sua retribuzione variabile non superava il triplo di quella fissa. La Corte di Cassazione ha chiarito che, a seguito delle modifiche normative del 2011, l'addizionale è dovuta su ogni bonus che eccede la retribuzione fissa, eliminando il precedente requisito del 'triplo'. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, affermando che il legislatore ha inteso ampliare la base imponibile per questa tassa.
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Addizionale IRPEF: bonus tassati oltre la parte fissa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 75/2026, ha stabilito che l'addizionale IRPEF del 10% sui compensi variabili dei dirigenti del settore finanziario si applica sulla parte che eccede la retribuzione fissa, senza che sia più necessario il superamento del triplo della stessa. La Corte ha ritenuto che la normativa successiva (comma 2-bis dell'art. 33 D.L. 78/2010) abbia tacitamente abrogato il precedente requisito del "triplo", modificando la base imponibile. Di conseguenza, è stato respinto il ricorso di un dirigente che chiedeva il rimborso dell'imposta versata.
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Addizionale IRPEF: bonus e Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRPEF del 10% sulla sua retribuzione variabile, sostenendo che non fosse dovuta poiché non superava il triplo della sua retribuzione fissa. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della corte d'appello, ha stabilito che, a seguito di modifiche legislative, l'addizionale si applica sulla porzione della retribuzione variabile che eccede la parte fissa, eliminando il precedente requisito del superamento del triplo. Questa interpretazione è in linea con l'obiettivo del legislatore di disincentivare pratiche retributive rischiose nel settore finanziario.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione conferma
Un pensionato del settore spettacolo aveva ottenuto il ricalcolo della pensione senza il limite sulla retribuzione giornaliera. La Cassazione ha ribaltato la decisione, confermando la piena validità del massimale pensionabile spettacolo. Secondo la Corte, tale limite non è stato abrogato e si inserisce in un sistema normativo complessivamente favorevole per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22917/2024, ha stabilito che il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva ordinato il ricalcolo della pensione senza tale limite, affermando che la normativa non è stata tacitamente abrogata e rimane compatibile con le riforme successive.
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Addizionale bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha impugnato il rigetto della sua richiesta di rimborso per l'addizionale bonus dirigenti. Sosteneva che l'imposta fosse dovuta solo se la parte variabile superasse il triplo di quella fissa. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, a seguito delle modifiche legislative del 2011, l'addizionale si applica su tutta la parte variabile che eccede quella fissa, senza la soglia del triplo.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, sostenendo la non applicabilità del massimale pensionabile sulla "quota B". La Corte d'Appello aveva accolto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il limite massimo di retribuzione giornaliera, previsto da una normativa del 1971, rimane valido anche per le anzianità contributive maturate dopo il 1993. Questa decisione si basa sulla mancata abrogazione, espressa o tacita, della norma e sulla necessità di bilanciare il sistema previdenziale, che offre condizioni di favore a questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensione spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile, previsto per i lavoratori dello spettacolo, si applica anche alla "quota B" della pensione (contributi versati dopo il 1993). La Corte ha cassato la decisione d'appello che riteneva tale limite implicitamente abrogato, affermando la sua piena vigenza e compatibilità con la normativa successiva. La questione sul massimale pensione spettacolo viene quindi risolta a favore dell'ente previdenziale.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, sostenendo la non applicabilità del massimale di retribuzione giornaliera alla "quota B". Sebbene la Corte d'Appello avesse accolto la sua tesi, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo rimane pienamente in vigore anche per i contributi versati dopo il 1° gennaio 1993, poiché non è stato tacitamente abrogato dalle riforme successive e rappresenta un elemento essenziale per bilanciare il sistema previdenziale, complessivamente più favorevole, di questa categoria.
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Tassazione bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso di un'imposta addizionale sui suoi bonus, sostenendo la mancanza del presupposto oggettivo. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di secondo grado, ha stabilito che, a seguito di una modifica legislativa del 2011, la tassazione bonus dirigenti si applica sull'ammontare che eccede la parte fissa della retribuzione, senza più richiedere che tale eccedenza superi anche il triplo della stessa. La Corte ha così consolidato un orientamento giurisprudenziale univoco, accogliendo il ricorso dell'Agenzia Fiscale.
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Bonus settore finanziario: quando si paga la supertassa?
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso della supertassa del 10% sui bonus, ritenendo non applicabili i presupposti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26796/2025, ha respinto il ricorso, chiarendo che il presupposto per l'applicazione della tassa è semplicemente il superamento della parte fissa della retribuzione da parte del bonus settore finanziario, senza più la necessità che questo ecceda il triplo della stessa, come precedentemente previsto.
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Tassazione bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26795/2025, ha consolidato il suo orientamento sulla tassazione dei bonus per i dirigenti del settore finanziario. Ha stabilito che l'aliquota addizionale del 10% si applica sulla parte di bonus e stock options che eccede la retribuzione fissa, senza che sia più necessario il requisito del superamento del triplo della stessa. La Corte ha chiarito che la normativa più recente ha modificato la base imponibile, abrogando tacitamente la precedente soglia più elevata. La decisione ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando un principio fondamentale per la tassazione bonus dirigenti.
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Bonus manager: Cassazione sulla tassa addizionale
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso della tassa addizionale del 10% sul suo bonus, sostenendo che non superasse il triplo della sua retribuzione fissa, un presupposto che riteneva necessario. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha chiarito la questione. Ha stabilito che una modifica legislativa del 2011 ha sostituito la vecchia soglia del 'triplo'. Pertanto, l'imposta addizionale sul bonus manager si applica su qualsiasi importo che ecceda la parte fissa della retribuzione. La richiesta di rimborso del contribuente è stata quindi definitivamente respinta.
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Massimale pensionabile spettacolo: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la piena validità del massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo nel calcolo della "quota B" della loro pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della corte territoriale che aveva erroneamente ritenuto superato tale limite. Viene così ribadito che il tetto alla retribuzione giornaliera, previsto dalla normativa del 1971, non è stato abrogato dalle leggi successive e resta un elemento fondamentale del sistema previdenziale di categoria.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un ex lavoratore del settore dello spettacolo ha contestato l'applicazione di un tetto massimo alla retribuzione per il calcolo della sua pensione. Sebbene i tribunali inferiori gli avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo, introdotto nel 1971, è ancora pienamente in vigore anche per la cosiddetta "quota B" della pensione, in quanto mai abrogato dalle riforme successive. La Corte ha sottolineato la necessità di tale limite per garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale speciale per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31824/2024, ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1992. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva invece escluso tale limite. La sentenza sottolinea la perdurante vigenza della norma sul massimale pensionabile spettacolo, ritenendola non tacitamente abrogata dalle riforme successive e necessaria per garantire l'equilibrio delle gestioni previdenziali.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite giornaliero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31810/2024, ha stabilito che il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, si applica ancora per il calcolo della 'Quota B' della pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale. È stato chiarito che tale limite non è stato abrogato e risulta compatibile con le normative successive, in quanto elemento coessenziale di un sistema previdenziale complessivamente favorevole per questa categoria.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32295/2024, ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per i facchini soci di cooperativa non può essere agganciato alla retribuzione effettiva. La Corte ha affermato il principio "lex posterior generalis non derogat priori speciali", sostenendo che la disciplina speciale prevista dall'art. 42 del d.P.R. 1124/1965 non è stata tacitamente abrogata dalle successive leggi generali sul lavoro in cooperativa. La modifica di tale premio richiede un apposito decreto ministeriale, non essendo sufficiente una circolare dell'INAIL.
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Premio speciale unitario: la Cassazione decide
La Cassazione stabilisce che il 'premio speciale unitario' per le cooperative di facchinaggio non è stato abrogato dalla normativa del 2001 sulla retribuzione. La disciplina speciale prevale su quella generale (lex specialis derogat legi generali), e non può essere applicato un calcolo basato sulla retribuzione effettiva per il periodo contestato. La modifica del regime richiede un apposito decreto ministeriale.
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Bonus settore finanziario: quando si applica la tassa?
Un manager di una società di consulenza finanziaria ha richiesto il rimborso della tassa addizionale sul suo bonus settore finanziario. Sosteneva che l'imposta non fosse dovuta perché il bonus non superava il triplo del suo stipendio fisso e che la sua azienda non rientrasse nel 'settore finanziario'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il requisito del 'triplo' è stato tacitamente abrogato e che la nozione di 'settore finanziario' è ampia, includendo anche le società di consulenza. Di conseguenza, l'imposta è stata ritenuta legittimamente applicata.
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