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Abitazione Principale

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117 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esenzione IMU prima casa: coniugi con residenze diverse
Un comune aveva negato l'esenzione IMU prima casa a un contribuente poiché la moglie risiedeva in un'altra città. La Corte di Cassazione, recependo la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, ha respinto il ricorso del comune. È stato definitivamente chiarito che il diritto all'esenzione si basa sulla residenza anagrafica e sulla dimora abituale del singolo possessore nell'immobile, senza che la diversa residenza del coniuge possa costituire un ostacolo.
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Esenzione IMU prima casa: sì a coniugi con residenza diversa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente, annullando un avviso di accertamento IMU. Applicando la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, ha stabilito che per l'esenzione IMU prima casa conta solo la residenza e la dimora abituale del possessore dell'immobile, non quella dell'intero nucleo familiare. Pertanto, l'esenzione spetta anche se il coniuge risiede in un comune diverso.
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Esenzione IMU coniugi: Cassazione chiarisce il caso
Una contribuente si è vista negare l'esenzione IMU per la prima casa poiché il coniuge risiedeva in un altro comune. La Corte di Cassazione, accogliendo il suo ricorso, ha ribadito il principio stabilito dalla Corte Costituzionale: l'esenzione IMU coniugi spetta al possessore dell'immobile che vi dimora e risiede, indipendentemente dalla residenza dell'altro coniuge. La nozione di abitazione principale è legata al singolo possessore e non più all'intero nucleo familiare.
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Esenzione IMU prima casa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'esenzione IMU prima casa a una contribuente il cui coniuge risiedeva in un altro Comune. Sulla scia di una precedente sentenza della Corte Costituzionale, è stato confermato che il beneficio fiscale spetta al possessore dell'immobile che vi abbia stabilito la propria residenza anagrafica e dimora abituale, a prescindere da dove risieda il resto del nucleo familiare.
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Esenzione IMU coniugi: la Cassazione rinvia il caso
Una contribuente ha impugnato cinque avvisi di accertamento IMU per gli anni dal 2014 al 2018, relativi al mancato riconoscimento dell'esenzione per abitazione principale. La questione verteva sull'esenzione IMU per coniugi con residenze in comuni diversi. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado avevano respinto il ricorso, ritenendo necessaria la coincidenza di residenza per l'intero nucleo familiare. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito. Ha ordinato il rinvio della causa a nuovo ruolo poiché un documento depositato dalla ricorrente, che attestava un presunto annullamento in autotutela degli atti da parte del Comune, è risultato illeggibile.
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Esenzione IMU prima casa: coniugi con residenze diverse
La Corte di Cassazione, uniformandosi a una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'esenzione IMU prima casa spetta anche se i coniugi hanno residenza e dimora in comuni differenti. La controversia nasceva dalla richiesta di pagamento dell'IMU da parte di un Comune a una contribuente, negando l'esenzione poiché il coniuge risiedeva altrove. La Suprema Corte ha chiarito che il beneficio fiscale è legato alla residenza e dimora del singolo possessore dell'immobile, non più a quella dell'intero nucleo familiare, accogliendo il ricorso della contribuente.
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Esenzione IMU abitazione principale: il rinvio alle SU
Una contribuente si è vista negare l'esenzione IMU abitazione principale in quanto la sua residenza era diversa da quella del coniuge. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio. La ragione risiede nel fatto che la questione fondamentale, ovvero come definire l'abitazione principale per i coniugi separati di fatto con residenze diverse, è stata rimessa alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. L'ordinanza attende quindi questo chiarimento per poter risolvere il caso specifico.
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Definizione agevolata IMU: stop al processo in Cassazione
Un Comune ricorreva in Cassazione contro la sentenza che riconosceva a una contribuente l'esenzione IMU per l'abitazione principale, nonostante la diversa residenza anagrafica. Durante il processo, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata IMU, pagando le somme dovute. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere.
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Esenzione IMU A/10: la Cassazione nega il beneficio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9364/2024, ha stabilito che l'esenzione IMU per l'abitazione principale non si applica agli immobili accatastati come ufficio (categoria A/10), anche se di fatto utilizzati come dimora abituale. Secondo la Corte, la classificazione catastale oggettiva prevale sull'uso effettivo del bene. Per ottenere il beneficio fiscale, il contribuente deve prima impugnare l'atto di classamento e ottenere la variazione della categoria catastale, allineando la situazione formale a quella sostanziale.
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Esenzione IMU: la categoria catastale è decisiva
Un contribuente ha richiesto l'esenzione IMU per immobili classificati C/2 e C/6, sostenendo fossero la sua abitazione principale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'esenzione IMU per abitazione principale richiede tassativamente che l'immobile sia iscritto in una categoria catastale abitativa (Gruppo A). Tale classificazione è un presupposto essenziale, la cui mancanza preclude il beneficio fiscale a prescindere dall'effettiva dimora del contribuente.
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Esenzione IMU abitazione principale: conta il catasto
Un contribuente ha unito di fatto due unità immobiliari contigue, utilizzandole come unica abitazione principale. Tuttavia, non avendole fuse al catasto per l'anno d'imposta in questione, si è visto negare l'esenzione IMU. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Comune, stabilendo che per l'esenzione IMU abitazione principale è indispensabile che l'immobile risulti come un'unica unità immobiliare nel catasto edilizio urbano. La situazione di fatto è irrilevante se non corrisponde alla registrazione formale.
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Agevolazione IMU: ok a coniugi con residenze diverse
Una contribuente si è vista negare l'agevolazione IMU prima casa poiché il coniuge risiedeva in un altro immobile. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la pretesa del Comune. Sulla scia della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, i giudici hanno stabilito che l'esenzione spetta a ciascun coniuge per la propria abitazione principale, anche se le residenze sono diverse, rendendo irrilevante la prova della separazione.
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Esenzione IMU: no se l’immobile non è unito al catasto
La Corte di Cassazione nega l'esenzione IMU per abitazione principale per l'anno 2017 a un contribuente che, pur utilizzando di fatto due unità immobiliari contigue come un'unica abitazione, ha provveduto alla loro fusione catastale solo nel 2018. Secondo la Corte, il requisito dell'iscrizione al catasto come unica unità immobiliare è inderogabile e la sua tardiva regolarizzazione non ha effetti retroattivi, rendendo irrilevanti sia l'intenzione manifestata anni prima sia l'uso di fatto.
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Esenzione IMU abitazione principale: no se non è unica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28478/2025, ha negato l'esenzione IMU abitazione principale a una contribuente che aveva unito di fatto più immobili contigui senza però procedere alla loro fusione catastale. Secondo la Corte, il requisito dell'iscrizione come 'unica unità immobiliare' è sostanziale e non può essere superato dalla situazione di fatto. La successiva regolarizzazione catastale non ha efficacia retroattiva.
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Esenzione ICI abitazione principale: no se non collegate
Una coppia si oppone a degli avvisi di accertamento ICI per due appartamenti sovrapposti, usati come unica dimora ma collegati solo da una scala esterna. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione ICI abitazione principale, è indispensabile un collegamento strutturale diretto tra le unità immobiliari. L'assenza di comunicazione interna è un ostacolo insuperabile, anche se di fatto gli immobili sono utilizzati come un'unica abitazione.
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Esenzione ICI cooperative: conta la dimora abituale
Una società cooperativa edilizia in liquidazione ha richiesto l'esenzione ICI per gli alloggi assegnati ai soci, sostenendo che fossero le loro abitazioni principali. Il Comune ha negato il beneficio, poiché i soci avevano trasferito la residenza anagrafica solo successivamente all'anno d'imposta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cooperativa, stabilendo che, sebbene la nozione di abitazione principale si basi sulla dimora abituale effettiva e non solo sulla residenza anagrafica, spetta al contribuente (in questo caso la cooperativa) fornire la prova di tale utilizzo. In assenza di prove, l'esenzione ICI cooperative non può essere concessa.
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Contributo ricostruzione sisma: sì al doppio beneficio
La Corte di Cassazione ha stabilito che un cittadino, pur facendo parte di un nucleo familiare che ha già beneficiato di un aiuto per la casa principale, ha diritto a un autonomo contributo ricostruzione sisma per un'altra unità immobiliare di sua proprietà. La Corte chiarisce che il beneficio è legato alla titolarità del diritto reale sull'immobile e non al nucleo familiare, distinguendo nettamente tra abitazione principale e altri immobili.
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Esenzione IMU abitazione principale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32183/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva l'esenzione IMU abitazione principale per un immobile in comproprietà con il fratello e la riduzione per un altro immobile ritenuto inagibile. La Corte ha chiarito che l'esenzione spetta solo sulla quota di proprietà dell'immobile in cui si ha effettivamente la residenza. Per l'inagibilità, ha stabilito che è onere del contribuente dimostrare la persistenza dello stato di fatiscenza nel tempo, non potendosi presumere che una condizione accertata anni prima sia rimasta invariata.
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Esenzione ICI abitazione principale: le regole
Un comune ha negato l'esenzione ICI a due fratelli comproprietari di più immobili. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione ICI spetta solo 'pro-quota' per l'immobile effettivamente adibito ad abitazione principale da ciascun comproprietario. Inoltre, ha chiarito che una precedente sentenza favorevole su annualità passate non è automaticamente vincolante per gli anni futuri, poiché la dimora abituale è un requisito da dimostrare periodicamente. La Corte ha quindi accolto il ricorso del comune.
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Esenzione ICI Abitazione Principale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31472/2024, ha chiarito i limiti dell'esenzione ICI per abitazione principale in caso di comproprietà. Il caso riguardava una contribuente comproprietaria con il fratello di due appartamenti, ciascuno adibito a residenza di uno dei due. La Corte ha stabilito che l'esenzione spetta solo 'pro-quota' sull'immobile effettivamente utilizzato come dimora abituale dal singolo comproprietario. Inoltre, ha precisato che una sentenza favorevole per annualità precedenti non costituisce 'giudicato esterno' per gli anni successivi, poiché la dimora abituale è una situazione di fatto che può variare nel tempo.
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