\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto Tributario

Pagina 603 di 50

Iscrizione ipotecaria: sì sulla prima casa
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria sulla sua prima casa. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7338/2024, ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare, distinta dal pignoramento. Pertanto, è legittima anche sulla prima casa e per debiti inferiori alla soglia di 120.000 euro prevista per l'espropriazione, purché il debito superi i 20.000 euro. La Corte ha così riformato la decisione di merito, accogliendo il ricorso dell'Ente della Riscossione.
Continua »
Tassazione separata: spese legali deducibili
Un lavoratore ha ricevuto una somma a titolo di risarcimento per licenziamento illegittimo. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale somma è soggetta a tassazione separata e le spese legali sostenute per ottenerla sono deducibili. Questo perché la somma rappresenta un risarcimento del danno per la perdita del lavoro, non arretrati di stipendio. La Corte ha però annullato parzialmente la sentenza di merito che aveva cancellato l'intera cartella esattoriale, in quanto il contribuente aveva chiesto solo una riduzione dell'importo dovuto.
Continua »
Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Un contribuente, durante un ricorso in Cassazione per accertamenti fiscali, richiede la chiusura del caso sostenendo di aver aderito a una definizione agevolata e di aver saldato il debito. La Corte, tuttavia, non chiude il procedimento. In assenza di prove complete sul pagamento e sulla pertinenza della definizione agevolata al contenzioso in atto, l'ordinanza interlocutoria sospende la decisione e concede 60 giorni all'Agenzia delle Entrate per confermare il proprio interesse a proseguire, rinviando la causa a nuovo ruolo.
Continua »
Indeducibilità costi da reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7275/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'indeducibilità costi da reato. In presenza di un'azione penale, il giudice tributario non può accertare autonomamente l'esistenza della fattispecie delittuosa. Il suo compito è limitato a verificare che i costi contestati dall'Amministrazione Finanziaria siano direttamente collegati alla condotta oggetto del giudizio penale. Il caso riguardava una società accusata di illecita cessione di gasolio agricolo, a cui erano stati disconosciuti i relativi costi e la detraibilità dell'IVA.
Continua »
Costi indeducibili da fatture soggettivamente inesistenti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7268/2024, ha chiarito i principi relativi ai costi indeducibili derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti. Nel caso specifico, i costi per consulenze fatturate da una società estera, rivelatasi fittizia, sono stati ritenuti non deducibili. La Corte ha ribadito che l'onere di dimostrare l'effettività, l'inerenza e la concreta destinazione produttiva del costo grava interamente sul contribuente, non essendo sufficiente la sola prova del pagamento. È stata inoltre respinta la richiesta di cessazione della materia del contendere per un condono fiscale, poiché l'istanza era stata presentata oltre il termine perentorio di legge.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società, dopo aver presentato un ricorso per revocazione di una sentenza della Cassazione in materia di ICI, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in casi tassativi come rigetto o inammissibilità e non può essere estesa per analogia.
Continua »
Correzione errore materiale: quando la Cassazione può?
La Corte di Cassazione interviene per rettificare una propria precedente ordinanza affetta da un palese errore materiale. Nello specifico, era stata indicata una sede giudiziaria errata per il rinvio della causa ed era stata omessa la statuizione sull'inammissibilità di un ricorso incidentale. La Corte, accogliendo l'istanza della parte ricorrente, chiarisce che la correzione di errore materiale può avvenire anche d'ufficio, senza necessità di un formale ricorso, ai sensi dell'art. 391 bis c.p.c., ripristinando così la corretta dicitura nel provvedimento.
Continua »
Imposta unica scommesse: chi paga tra CTD e bookmaker?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7247/2024, ha rigettato il ricorso di un centro trasmissione dati (CTD) e di una società di scommesse estera, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a seguito della legge interpretativa del 2010, la soggettività passiva del tributo si estende a chiunque gestisca l'attività di scommesse in Italia, anche se per conto di operatori esteri privi di concessione. Viene inoltre chiarito che la notifica dell'atto in lingua italiana alla società estera non viola il diritto di difesa e che, per l'annualità 2011, non sussiste più l'incertezza normativa che avrebbe potuto giustificare l'esenzione dalle sanzioni.
Continua »
Termine lungo impugnazione: quando decorre? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una contribuente contro una cartella di pagamento. Il motivo è la tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine lungo di un anno. La Corte ribadisce che il termine lungo impugnazione decorre dalla data di deposito della sentenza in cancelleria, e non dalla successiva comunicazione o conoscenza da parte del ricorrente, confermando un principio consolidato in materia processuale.
Continua »
Fatture soggettivamente inesistenti: la prova a carico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7241/2024, ha stabilito i principi sull'onere della prova in materia di fatture soggettivamente inesistenti. Per negare la detrazione IVA, l'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare, con elementi oggettivi, che l'acquirente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode, usando la normale diligenza. La prova dell'effettiva consegna della merce e del pagamento non è sufficiente a scagionare il contribuente. La sentenza di merito è stata cassata perché non ha applicato correttamente questo standard, focalizzandosi erroneamente sulla prova di un coinvolgimento doloso anziché sulla conoscibilità della frode.
Continua »
Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un professionista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto revocatorio riguardo alla notifica di un'udienza. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che la decisione originale si fondava su due distinte e autonome 'rationes decidendi' (ragioni della decisione). Poiché l'errore contestato inficiava solo una delle due motivazioni, mentre l'altra, non contestata, era di per sé sufficiente a sorreggere la decisione, l'errore è stato ritenuto non decisivo e, di conseguenza, la richiesta di revocazione inammissibile.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Giunto in Cassazione, il suo legale ha comunicato la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese e, soprattutto, escludendo l'obbligo per il ricorrente di pagare il doppio del contributo unificato, delineando un'importante conseguenza processuale della rinuncia.
Continua »
Responsabilità esercente sala giochi: la Cassazione decide
Una contribuente, identificata come operatrice di una sala giochi, è stata ritenuta solidalmente responsabile per il PREU non versato su un apparecchio irregolare. Nonostante avesse eccepito di essere solo la nuda proprietaria dell'immobile, la Cassazione ha respinto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che la valutazione fattuale del suo ruolo di gestore di fatto ('esercente') è determinante per fondare la responsabilità esercente sala giochi, a prescindere dai titoli formali.
Continua »
Tassazione Autorità Portuali: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un'Autorità Portuale, confermando la non imponibilità ai fini IRES dei canoni derivanti da concessioni demaniali per l'anno d'imposta 2006. La Corte ha stabilito che, in base alla normativa e alla giurisprudenza vigenti all'epoca dei fatti (ratione temporis), l'attività dell'ente era di natura pubblicistica e non commerciale, escludendo la tassazione. Le successive modifiche normative, introdotte per conformarsi al diritto UE sugli aiuti di Stato, non hanno efficacia retroattiva e si applicano solo dal 2022. La decisione si fonda sulla consolidata interpretazione che qualifica tali enti come pubblici non economici che agiscono nell'esercizio di funzioni statali.
Continua »
Obblighi fiscali fallimento revocato: chi paga?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per tardivo versamento IRPEF, sostenendo che la causa fosse un ritardo nella chiusura del suo fallimento, sebbene revocato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che gli obblighi fiscali post fallimento revocato restano a carico del contribuente. Essendo tornato in possesso dei propri beni durante l'anno d'imposta, egli era tenuto a presentare la dichiarazione e versare le imposte nei termini previsti, rendendo il ritardo a lui imputabile.
Continua »
Conti estero non dichiarati: la Cassazione decide
Un contribuente è stato oggetto di accertamento fiscale per conti estero non dichiarati, emerso da liste ottenute tramite cooperazione internazionale. La Corte di Cassazione ha confermato che tali liste costituiscono una presunzione semplice, sufficiente a fondare l'accertamento, anche per periodi antecedenti a norme specifiche. Ha tuttavia accolto il ricorso del contribuente riguardo le sanzioni, stabilendo l'applicazione della legge successiva più favorevole (ius superveniens) e rinviando il caso alla corte di merito per la rideterminazione delle penalità.
Continua »
Credito d’imposta ricerca e sviluppo: no a migliorie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7234/2024, ha negato il beneficio del credito d'imposta ricerca e sviluppo a un'impresa di servizi di sicurezza. La Corte ha stabilito che le semplici migliorie organizzative, realizzate con tecnologie già note sul mercato, non costituiscono attività di ricerca e sviluppo agevolabile. Per ottenere il beneficio fiscale, è necessaria un'innovatività che superi l'ambito della singola impresa, puntando all'acquisizione di nuove conoscenze attraverso sperimentazione e ricerca.
Continua »
Controllo formale 36-ter: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7227/2024, ha chiarito la legittimità dell'uso del controllo formale 36-ter da parte dell'Amministrazione Finanziaria per disconoscere detrazioni fiscali. Il caso riguardava il diniego di una detrazione per risparmio energetico tramite una cartella di pagamento. La Corte ha stabilito che questa procedura, che prevede un esame documentale, è idonea e non richiede necessariamente l'emissione di un avviso di accertamento, a differenza del controllo automatizzato (art. 36-bis).
Continua »
Perdita fiscale: quando è utilizzabile? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7246/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'utilizzo della perdita fiscale. Una società non può utilizzare una perdita maturata in un anno precedente per abbattere il reddito imponibile di un anno successivo se l'esistenza stessa di quella perdita è contestata in un altro procedimento giudiziario non ancora concluso. La perdita, per essere utilizzabile, deve essere certa e definitiva. La Corte ha invece ritenuto sufficiente, e non 'apparente', la motivazione con cui i giudici di merito avevano annullato parte dell'accertamento.
Continua »
Tassazione Autorità Portuali: No IRES per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i canoni percepiti da un'Autorità Portuale per le concessioni demaniali non erano soggetti a IRES per l'anno d'imposta 2005. La decisione si basa sulla natura di ente pubblico non economico dell'Autorità e sull'esercizio di funzioni pubbliche. La successiva normativa, che ha introdotto la tassazione a seguito di una decisione UE sugli aiuti di Stato, non è retroattiva e si applica solo dal 1° gennaio 2022, lasciando validi i comportamenti passati.
Continua »