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Spaccio e Speciale Tenuità del Lucro: Cassazione annulla per profitto minimo

Un Lavoratore è stato condannato per aver ceduto un grammo di hashish per 5 euro, un reato di lieve entità. La Corte d’Appello ha negato l’applicazione della circostanza attenuante della “speciale tenuità del lucro”, ritenendo l’atto non episodico. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando che la non episodicità non esclude automaticamente la “speciale tenuità del lucro”. La valutazione deve considerare il profitto complessivo e la gravità dell’evento. La sentenza è stata rinviata per un nuovo giudizio sull’applicazione di questa attenuante, pur confermando la responsabilità penale.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 19629 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La speciale tenuità del lucro: quando il piccolo guadagno conta

La giustizia penale si trova spesso a bilanciare la gravità di un reato con le sue specifiche circostanze. Un aspetto cruciale è l’applicazione della “speciale tenuità del lucro”, una circostanza attenuante che può ridurre la pena quando il guadagno ottenuto da un’attività illecita è particolarmente modesto. Questa recente pronuncia della Corte di Cassazione chiarisce i limiti e le modalità di applicazione di tale principio, soprattutto nei casi di reati legati allo spaccio di stupefacenti di lieve entità. Comprendere quando e come la “speciale tenuità del lucro” può essere riconosciuta è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare accuse simili.

Il caso: spaccio di lieve entità e la controversia sulla speciale tenuità del lucro

La vicenda riguarda un Lavoratore condannato per aver ceduto un grammo di hashish in cambio di soli 5 euro. Questo fatto rientrava nella categoria dei reati di spaccio di stupefacenti di “lieve entità”, come previsto dalla legge. Dopo la condanna in primo grado, confermata dalla Corte d’Appello, il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Il punto centrale del suo ricorso riguardava la mancata applicazione della “speciale tenuità del lucro”. La Corte d’Appello aveva negato questa attenuante, sostenendo che l’atto non fosse isolato o “episodico”. Aveva basato questa conclusione sul fatto che le modalità di consegna e la presenza del nome dell’acquirente sul cellulare dell’imputato suggerivano un’attività più strutturata.

La distinzione tra lieve entità del fatto e speciale tenuità del lucro

La Corte di Cassazione ha evidenziato una distinzione importante tra due concetti. Da un lato, c’è la “lieve entità” del fatto, che si riferisce alla condotta complessiva del reato. Questa valutazione considera i mezzi usati, le modalità dell’azione, l’oggetto materiale del reato e la quantità o qualità della sostanza stupefacente. Dall’altro lato, c’è la “speciale tenuità del lucro”, che si concentra sui motivi che hanno spinto il reo ad agire, sul profitto effettivamente ottenuto o che si intendeva ottenere, e sull’evento dannoso o pericoloso causato dal reato. È cruciale capire che queste due valutazioni, sebbene possano sembrare simili, analizzano aspetti diversi del medesimo fatto illecito. La “speciale tenuità del lucro” non è automaticamente esclusa dalla “non episodicità” del fatto.

La valutazione del lucro di speciale tenuità: cosa cambia?

Secondo la Cassazione, la circostanza attenuante della “speciale tenuità del lucro” è applicabile anche ai reati di droga, purché l’evento dannoso o pericoloso sia anch’esso di speciale tenuità. I giudici devono valutare, in concreto, se il guadagno perseguito o ottenuto e il danno causato siano di valore particolarmente basso. Non basta considerare solo la singola operazione, ma è necessario esaminare il profitto complessivo che l’autore del reato si proponeva di ottenere dalla sua attività. Se il guadagno derivante da una singola cessione è minimo, ma si inserisce in un contesto di molteplici cessioni con l’obiettivo di un profitto più consistente, allora la “speciale tenuità del lucro” potrebbe non essere riconosciuta. Tuttavia, se anche l’attività complessiva mira a un guadagno irrisorio, l’attenuante può trovare spazio.

Le motivazioni della Cassazione sulla speciale tenuità del lucro

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione criticando l’approccio della Corte d’Appello. Quest’ultima si era concentrata eccessivamente sulla “non episodicità” del fatto, senza approfondire adeguatamente se il lucro, anche considerando l’attività nel suo complesso, fosse effettivamente di “speciale tenuità”. La Cassazione ha ribadito che la “non episodicità” non è di per sé un ostacolo all’applicazione dell’attenuante. È necessario che il giudice di merito compia una verifica puntuale e dettagliata, giustificando la sua decisione sia in relazione all’entità del guadagno (perseguito o ottenuto) sia alla gravità del danno o pericolo causato. L’errore della Corte d’Appello è stato non aver valutato se, nonostante la potenziale continuità dell’attività, il profitto complessivo fosse comunque irrisorio.

Le conclusioni: un nuovo giudizio per la speciale tenuità del lucro

In virtù di queste considerazioni, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello. Ha rinviato il caso a una diversa sezione della Corte d’Appello di Napoli. Questo significa che il giudice dovrà riesaminare la questione, valutando attentamente se, nel caso specifico, sussistano le condizioni per applicare la circostanza attenuante della “speciale tenuità del lucro”. La responsabilità penale del Lavoratore per il reato di spaccio è stata comunque confermata e resa definitiva. La decisione della Cassazione non assolve l’imputato, ma impone una nuova e più approfondita valutazione della pena, basata su un’interpretazione corretta dei principi giuridici relativi al guadagno minimo.

Cos’è la “speciale tenuità del lucro”?
È una circostanza che può ridurre la pena per un reato se il guadagno economico ottenuto dall’attività illecita è considerato di valore molto basso o insignificante.

La “speciale tenuità del lucro” si applica anche ai reati di spaccio di droga?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che può essere applicata anche ai reati di spaccio di stupefacenti, purché anche il danno o il pericolo causato siano di lieve entità.

Se un’attività di spaccio non è “episodica”, si può comunque applicare la “speciale tenuità del lucro”?
Sì, la non episodicità dell’atto non esclude automaticamente l’attenuante. I giudici devono valutare se il profitto complessivo, anche se derivante da più atti, sia comunque di speciale tenuità.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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