\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso Archiviazione: Inammissibilità per Atto non Abnorme

La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **inammissibilità ricorso archiviazione**. Un Lavoratore, parte offesa in un procedimento per falso, si era opposto alla richiesta di archiviazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva rigettato l’opposizione e disposto l’archiviazione. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il provvedimento del GIP fosse “abnorme” (cioè, fuori dalle regole). La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che l’ordinanza di archiviazione non è impugnabile in Cassazione come atto abnorme, ma solo tramite reclamo al tribunale per specifiche nullità previste dall’art. 410-bis c.p.p. Il provvedimento del GIP rientrava nei poteri legittimi.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 25283 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Quando il Ricorso per Archiviazione è Inammissibile: Il Caso della Cassazione

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito importanti aspetti sulla procedura di inammissibilità ricorso archiviazione. Questo tema è cruciale per chiunque si trovi a contestare una decisione di archiviazione in un procedimento penale. Comprendere i limiti e le modalità di impugnazione di tali provvedimenti è fondamentale per tutelare i propri diritti. La sentenza in esame offre una guida chiara su cosa si intende per “abnormità” di un atto giudiziario e quali sono i corretti strumenti per opporsi a un’archiviazione.

Il Fatto: L’Opposizione all’Archiviazione

Un Lavoratore si è trovato coinvolto in un procedimento penale. Egli era la “parte offesa” (la persona che ha subito il reato) in un caso di falso. Il Pubblico Ministero aveva chiesto l’archiviazione del caso, ritenendo che non ci fossero elementi sufficienti per procedere.

Il Lavoratore, non essendo d’accordo con questa richiesta, ha presentato un’opposizione. Ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di non archiviare il caso e di disporre ulteriori indagini.

La Decisione del GIP e il Ricorso del Lavoratore

Il GIP, dopo aver esaminato l’opposizione e tenuto un’udienza “camerale” (un’udienza più informale e senza pubblico), ha rigettato la richiesta del Lavoratore. Il giudice ha quindi confermato l’archiviazione del procedimento.

Il Lavoratore, insoddisfatto di questa decisione, ha deciso di presentare un “ricorso per Cassazione” (un appello all’ultimo grado di giudizio). Ha sostenuto che il provvedimento del GIP fosse “abnorme”. Un atto giudiziario è considerato “abnorme” quando si discosta in modo così grave dalle regole procedurali da essere ritenuto “fuori dal sistema” e quindi impugnabile anche se la legge non prevede un appello specifico.

La Posizione della Cassazione sull’Inammissibilità Ricorso Archiviazione

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso del Lavoratore. La questione centrale era stabilire se un’ordinanza di archiviazione, emessa dopo un’opposizione e un’udienza, potesse essere considerata un atto “abnorme” e quindi impugnabile direttamente in Cassazione.

La Cassazione ha richiamato un consolidato orientamento giurisprudenziale. Questo orientamento definisce “abnormi” solo quei provvedimenti che sono completamente estranei all’ordinamento processuale o che, pur rientrando in un potere legittimo, vengono esercitati al di fuori dei casi consentiti, bloccando il processo o facendolo regredire indebitamente.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Inammissibile

La Corte ha dichiarato l’inammissibilità ricorso archiviazione. Ha spiegato che l’ordinanza di archiviazione del GIP non rientra nella categoria dei provvedimenti “abnormi”. Il GIP ha esercitato un potere che la legge gli attribuisce, seppur a seguito di un’opposizione e di un’udienza camerale.

La legge, in particolare l’articolo 410-bis del Codice di Procedura Penale, ha introdotto specifici rimedi contro le ordinanze di archiviazione. Questa norma prevede che tali ordinanze possano essere contestate solo tramite un “reclamo” (un tipo di ricorso) al tribunale in composizione monocratica, e solo per casi specifici di nullità (cioè, vizi gravi che rendono l’atto invalido) elencati nella stessa disposizione. Non è previsto un ricorso diretto in Cassazione per contestare la “fondatezza” o la “rilevanza” delle indagini.

La Corte ha sottolineato che il provvedimento del GIP, pur non essendo un atto che definisce il merito del caso, permette comunque alla parte offesa di riaprire le indagini in futuro, magari con nuove prove, e non preclude l’esercizio dei diritti di azione e difesa in sede civile. Questo significa che il Lavoratore non è rimasto senza tutela, ma deve seguire le vie legali appropriate.

Le Conclusioni: Il Principio di Diritto sull’Inammissibilità Ricorso Archiviazione

La Cassazione ha concluso che il ricorso del Lavoratore era “inammissibile” perché non esisteva una base legale per impugnare l’ordinanza di archiviazione in Cassazione come atto abnorme. L’ordinanza del GIP rientrava pienamente nei poteri legittimi del giudice e la legge prevede un diverso strumento di impugnazione (il reclamo) per casi specifici di nullità.

Di conseguenza, il Lavoratore ha dovuto pagare le spese processuali e una somma di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende, a causa dell’inammissibilità del suo ricorso. Questa decisione rafforza il principio della “tipicità dei mezzi di impugnazione” (cioè, si possono usare solo i mezzi di ricorso espressamente previsti dalla legge) e chiarisce i limiti del ricorso per Cassazione contro le ordinanze di archiviazione.

Si può sempre ricorrere in Cassazione contro un’ordinanza di archiviazione?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che un’ordinanza di archiviazione non è impugnabile direttamente in Cassazione come atto “abnorme”. Esistono vie specifiche, come il reclamo al tribunale, ma solo per determinate nullità.

Cosa significa che un provvedimento è “abnorme”?
Un provvedimento è “abnorme” quando è così estraneo alle regole procedurali da essere considerato “fuori dal sistema”, bloccando il processo o facendolo regredire indebitamente. Non è il caso di un’ordinanza di archiviazione legittima.

Quali sono le conseguenze se il mio ricorso viene dichiarato inammissibile?
Se un ricorso viene dichiarato inammissibile, di solito si è condannati al pagamento delle spese processuali e, in ambito penale, anche al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati