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Ricorso Archiviazione: Inammissibilità Confermata, Spese a Carico del Cittadino

Un Cittadino ha presentato un reclamo contro la decisione del Tribunale che aveva respinto la sua opposizione all’archiviazione di un procedimento penale a carico di un Magistrato. Il Cittadino ha poi proposto ricorso alla Corte Suprema, lamentando vizi di motivazione e la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende. La Corte Suprema ha dichiarato l’inammissibilità ricorso archiviazione. Ha ribadito che i ricorsi contro le ordinanze di archiviazione sono ammessi solo per specifiche nullità procedurali, non per contestare il merito o vizi generici. La condanna alle spese è stata confermata.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 21921 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Inammissibilità del Ricorso di Archiviazione: Cosa Dice la Corte Suprema

Nel panorama giuridico italiano, la decisione di archiviare un procedimento penale rappresenta un momento cruciale. Spesso, però, questa decisione non soddisfa tutte le parti coinvolte, portando a ricorsi e contestazioni. La Corte Suprema ha recentemente chiarito i limiti e le condizioni per l’inammissibilità ricorso archiviazione, fornendo importanti indicazioni su quando e come è possibile impugnare tali provvedimenti. Questa sentenza sottolinea l’importanza di conoscere le regole procedurali per evitare spiacevoli sorprese e costi aggiuntivi.

Il Caso: Un Ricorso Contro l’Archiviazione

Un Cittadino si è trovato coinvolto in una vicenda giudiziaria che lo ha visto presentare un reclamo. Questo reclamo era diretto contro un’ordinanza del Tribunale. L’ordinanza aveva respinto la sua opposizione alla richiesta di archiviazione di un procedimento penale. Il procedimento riguardava un Magistrato. Il Cittadino, non soddisfatto, ha deciso di portare la questione davanti alla Corte Suprema. Il suo ricorso si basava su due punti principali. Primo, lamentava una presunta mancanza di motivazione o una motivazione illogica nell’ordinanza del Tribunale. Secondo, contestava la condanna al pagamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle Ammende, ritenendola ingiusta poiché il suo reclamo era stato respinto e non dichiarato inammissibile.

I Limiti del Ricorso Contro l’Archiviazione

La Corte Suprema ha esaminato attentamente il ricorso del Cittadino. Ha ribadito un principio fondamentale del diritto processuale penale: l’inammissibilità ricorso archiviazione è la regola per la maggior parte delle contestazioni. I ricorsi contro le ordinanze di archiviazione, anche quelle emesse dopo un reclamo, sono ammessi solo per vizi procedurali molto specifici. Questi vizi riguardano principalmente la violazione delle regole sul contraddittorio, cioè il diritto delle parti di partecipare e difendersi adeguatamente. Non è possibile contestare il merito della decisione di archiviare o lamentare vizi generici di motivazione o violazioni di legge diverse da quelle espressamente previste. Questa limitazione mira a semplificare le procedure e a ridurre il carico di lavoro della Corte Suprema.

Quando il Ricorso di Archiviazione è Ammissibile

La legge stabilisce chiaramente i casi in cui un ricorso contro un’ordinanza di archiviazione può essere considerato ammissibile. Questi casi sono eccezionali e si concentrano sulla garanzia di un corretto svolgimento del processo. In particolare, si possono contestare solo le nullità previste dall’articolo 127, comma 5, del codice di procedura penale. Tali nullità riguardano principalmente il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio. Ad esempio, se una parte non è stata correttamente informata dell’udienza o non ha avuto la possibilità di presentare le proprie ragioni. La Corte Suprema ha sempre interpretato queste disposizioni in modo restrittivo. Questo significa che le contestazioni sul merito dell’archiviazione o sulla completezza delle indagini non rientrano tra i motivi validi per un ricorso.

Le Sanzioni e il Ricorso di Archiviazione

Un altro aspetto importante della sentenza riguarda la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende. Il Cittadino aveva contestato questa sanzione, sostenendo che il suo reclamo era stato respinto e non dichiarato inammissibile. Tuttavia, la Corte Suprema ha chiarito che anche in caso di rigetto del reclamo, se il ricorso successivo è dichiarato inammissibile, la condanna alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende è legittima. Questa previsione è contenuta nell’articolo 616 del codice di procedura penale. Essa serve a scoraggiare ricorsi infondati o presentati senza i requisiti di legge, contribuendo a mantenere l’efficienza del sistema giudiziario. L’inammissibilità ricorso archiviazione comporta quindi precise conseguenze economiche.

Le motivazioni: Perché il ricorso di archiviazione è stato respinto

La Corte Suprema ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso del Cittadino perché non rientrava nei casi eccezionali previsti dalla legge. Il Cittadino aveva lamentato vizi di motivazione e violazioni di legge che, secondo la giurisprudenza consolidata, non costituiscono motivi validi per impugnare un’ordinanza di archiviazione. La legge limita i ricorsi a specifiche nullità procedurali, legate al mancato rispetto del diritto al contraddittorio. Non era stata dedotta alcuna

Cosa significa “inammissibilità del ricorso di archiviazione”?
Significa che un ricorso presentato contro la decisione di archiviare un caso non può essere esaminato dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge, ad esempio, se si contestano aspetti non previsti come motivo di ricorso.

Si può sempre ricorrere contro un’ordinanza di archiviazione?
No, la legge limita strettamente i motivi per cui si può ricorrere contro un’ordinanza di archiviazione. Generalmente, si possono contestare solo vizi procedurali gravi, non il merito della decisione di archiviare.

Quali sono le conseguenze se un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Se un ricorso è dichiarato inammissibile, la parte che lo ha presentato deve pagare le spese processuali e, in alcuni casi, anche una somma aggiuntiva a favore della Cassa delle Ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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