La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46308/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello sulla motivazione della pena. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione sulla congruità della sanzione e sulla concessione delle attenuanti generiche è un giudizio di fatto riservato al giudice di merito. Se la decisione è supportata da una motivazione sufficiente e logica, non può essere riesaminata in sede di legittimità. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in Cassazione, con conseguente condanna del ricorrente alle spese.
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