Un soggetto, sottoposto a misure restrittive, le viola incontrandosi fuori casa con altre persone. Per difendersi, invoca lo stato di necessità, sostenendo di essere uscito a causa di un forte mal di denti. La Corte di Cassazione, però, respinge questa tesi. I giudici chiariscono che il mal di denti non giustificava la presenza in compagnia di altre persone, una delle quali con precedenti penali. La condotta, che violava anche il divieto di comunicazione, non è stata considerata di lieve entità. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile, confermando la condanna e negando l'applicazione dello stato di necessità.
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