La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di autoriciclaggio, la confisca del profitto del reato deve riguardare l'intero ricavato della vendita illecita e non solo la plusvalenza. Nel caso esaminato, una galleria d'arte aveva venduto un'opera d'arte di provenienza illecita. La Corte ha chiarito che l'operazione costituisce un "reato-contratto", rendendo l'intero negozio giuridico contaminato dall'illiceità. Di conseguenza, i costi sostenuti per l'acquisto del bene non possono essere detratti dal profitto confiscabile. La sentenza ha inoltre precisato che la confisca obbligatoria non è nella disponibilità delle parti durante il patteggiamento, e il giudice non è vincolato da eventuali accordi sul punto.
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