La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per detenzione di stupefacenti. La decisione è stata motivata dalla presenza di molteplici fattori aggravanti: la varietà delle sostanze, l'enorme quantità di dosi disponibili, l'elevata purezza del principio attivo (92%) e un metodo di occultamento particolarmente ingegnoso, ovvero un vano nascosto apribile solo con un telecomando. Questi elementi, valutati nel loro insieme, sono stati ritenuti incompatibili con la qualificazione del reato come di 'lieve entità'.
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