La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva i reati di associazione per delinquere e falso in atto pubblico in un caso di certificazioni formative illecite. La Corte ha stabilito che una certificazione informatica, se rilasciata da un ente accreditato e spendibile in concorsi pubblici, costituisce una certificazione atto pubblico. Inoltre, ha chiarito che per l'associazione per delinquere non sono necessari né la conoscenza reciproca di tutti i membri né una cassa comune, ma una struttura stabile con un programma criminoso condiviso. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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