La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo in custodia cautelare per gravi reati ambientali, tra cui disastro ambientale per pesca abusiva. L'indagato aveva chiesto la revoca della misura, sostenendo di aver trovato un nuovo lavoro e interrotto i legami con l'ambiente criminale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la valutazione del Tribunale sul concreto e attuale rischio di recidiva. Secondo i giudici, un impiego precario e poco remunerativo non è sufficiente a superare la presunzione di pericolosità derivante dalle capacità organizzative, dalla rete di contatti internazionali e dall'elevata redditività dell'attività illecita.
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