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Condono Edilizio: Frazionamento Abusivo non Salva la Demolizione

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza che aveva parzialmente revocato l’ordine di demolizione di un immobile abusivo. Un individuo era stato condannato per aver costruito un edificio senza permessi. Successivamente, aveva ottenuto una parziale sanatoria per condono edilizio, basata su tre distinte domande presentate per diverse porzioni di un unico immobile. Il Procuratore Generale ha contestato questa decisione, sostenendo che il frazionamento condono edilizio era fittizio e mirava a eludere il limite di 750 metri cubi previsto per le nuove costruzioni. La Cassazione ha stabilito che il limite di volumetria si applica all’intero complesso unitario, non alle singole parti artificiosamente divise. Ha quindi rinviato il caso alla Corte d’Appello per un nuovo esame, che dovrà verificare l’unità dell’immobile e la legittimità delle domande di sanatoria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 30455 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il Frazionamento del Condono Edilizio: Quando non è ammesso

Il tema del condono edilizio e, in particolare, del suo frazionamento, rappresenta un punto cruciale nel diritto urbanistico e penale. La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha chiarito i limiti entro cui è possibile richiedere la sanatoria per opere abusive, ponendo l’accento sulla non ammissibilità del frazionamento condono edilizio quando questo mira a eludere le norme. Questa decisione offre importanti spunti per comprendere come la legge interpreti la richiesta di sanatoria per costruzioni realizzate senza permessi.

La storia di un immobile abusivo e il suo condono

Un individuo aveva realizzato un immobile senza le dovute autorizzazioni, venendo per questo condannato. La condanna prevedeva anche un ordine di demolizione dell’opera abusiva. Anni dopo, la Corte d’Appello ha parzialmente accolto una sua richiesta, revocando l’ordine di demolizione per il piano terra e il primo piano dell’edificio. Questa decisione si basava su alcune istanze di condono edilizio presentate dall’individuo e dai suoi familiari.

Il Procuratore Generale, tuttavia, ha impugnato questa decisione davanti alla Corte di Cassazione. Ha sostenuto che la Corte d’Appello non aveva correttamente valutato la legittimità delle pratiche di condono. In particolare, il Procuratore Generale ha evidenziato come le domande di sanatoria fossero state presentate separatamente per diverse porzioni di quello che, in realtà, era un unico immobile. Questo frazionamento condono edilizio, secondo l’accusa, serviva a bypassare i limiti di volumetria imposti dalla legge per le nuove costruzioni.

I limiti del condono edilizio: la volumetria e il frazionamento

La legge sul condono edilizio, in particolare l’articolo 39 della Legge n. 724 del 1994, stabilisce che le disposizioni di sanatoria si applicano a nuove costruzioni che non superano i 750 metri cubi per singola richiesta. Questa norma ha lo scopo di evitare che abusi di grandi dimensioni possano essere facilmente regolarizzati. Il principio è chiaro: il condono è un’eccezione, non una regola per aggirare la pianificazione urbanistica.

La questione centrale diventa quindi la definizione di

Cos’è il frazionamento del condono edilizio?
È la pratica di presentare più domande di sanatoria per un unico immobile abusivo, cercando di far rientrare ogni singola porzione nei limiti di volumetria previsti dalla legge.

Quando il frazionamento del condono edilizio non è consentito?
Non è consentito quando l’immobile è un complesso unitario, anche se diviso in più parti, e le domande separate mirano a eludere i limiti di volumetria stabiliti per l’intera costruzione.

Quali sono le conseguenze di un condono edilizio ottenuto con frazionamento fittizio?
La sanatoria può essere annullata e l’ordine di demolizione dell’immobile abusivo può essere ripristinato, con l’obbligo di abbattere la costruzione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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