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Slot-machines: responsabilità licenze

Una società proprietaria di slot-machines è stata sanzionata per aver mantenuto i propri apparecchi in un locale che svolgeva attività di scommesse senza la licenza di polizia prescritta. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che il proprietario degli apparecchi ha l’obbligo di vigilare sulla regolarità amministrativa del locale non solo al momento dell’installazione, ma per tutta la durata dell’uso. La palese presenza di materiale pubblicitario di scommesse abusive nel locale fa scattare la presunzione di colpa a carico del distributore, che non può invocare la buona fede se l’illecito era facilmente riconoscibile dai propri addetti.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 35019 Anno 2023
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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Slot-machines: la responsabilità del proprietario sulla regolarità dei locali

La gestione delle slot-machines richiede un’attenzione costante non solo al funzionamento tecnico degli apparecchi, ma anche alla regolarità amministrativa dei locali ospitanti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini della responsabilità dei proprietari e distributori di apparecchi da gioco, confermando che l’obbligo di vigilanza non si esaurisce con l’installazione iniziale.

Il caso delle slot-machines in locali non autorizzati

La vicenda trae origine da un’ordinanza-ingiunzione emessa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli contro una società di gaming. L’accusa riguardava l’installazione di quattro apparecchi da intrattenimento in un locale pubblico che, pur avendo la licenza generica, svolgeva attività di raccolta scommesse per un operatore estero senza la specifica licenza di polizia richiesta dall’art. 88 del T.U.L.P.S.

La società proprietaria delle macchine sosteneva di non essere responsabile, poiché al momento dell’installazione il locale era in regola e l’attività di scommesse abusiva era iniziata successivamente, senza alcuna comunicazione da parte dell’esercente.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso della società, confermando la sanzione amministrativa. Il punto centrale della decisione riguarda l’interpretazione dell’art. 110, comma 9, lett. f-bis) del T.U.L.P.S. La norma sanziona non solo chi installa, ma anche chi “consente l’uso” di apparecchi in locali privi delle autorizzazioni necessarie.

Secondo la Corte, l’obbligo di controllo in capo al proprietario delle slot-machines è continuativo. Se la licenza necessaria viene meno o l’attività del locale muta diventando incompatibile con le autorizzazioni esistenti, il distributore deve intervenire sospendendo l’uso degli apparecchi.

La presunzione di colpa e l’onere della prova

Un aspetto cruciale riguarda l’elemento soggettivo dell’illecito. In ambito amministrativo, vige una presunzione di colpa: spetta al trasgressore dimostrare di aver agito senza colpa. Nel caso di specie, la presenza nel locale di palinsesti, locandine e materiale pubblicitario dell’operatore di scommesse rendeva l’attività abusiva facilmente percepibile dagli esattori della società che frequentavano periodicamente il locale. Di conseguenza, la tesi della buona fede è stata ritenuta inapplicabile.

Le motivazioni

La Corte ha spiegato che la disciplina è finalizzata alla massima tutela dei consumatori e dell’ordine pubblico. L’uso di slot-machines in locali dove si raccolgono scommesse senza controllo statale aumenta l’intrinseca pericolosità sociale del gioco. Pertanto, il legislatore ha previsto condotte distinte: la distribuzione, l’installazione e il consenso all’uso. Quest’ultima condotta impone al proprietario un monitoraggio costante della regolarità del locale ospitante per tutta la durata del rapporto contrattuale.

Le conclusioni

La sentenza ribadisce che i professionisti del settore del gioco non possono limitarsi a una verifica formale una tantum. La responsabilità del proprietario delle slot-machines sussiste ogni qualvolta l’irregolarità del locale sia conoscibile con l’ordinaria diligenza professionale. Per le aziende del comparto, ciò implica la necessità di implementare procedure di controllo periodico sui punti vendita per verificare non solo il fatturato, ma anche il rispetto dei requisiti autorizzativi da parte degli esercenti, al fine di evitare pesanti sanzioni pecuniarie.

Cosa succede se il locale dove ho installato le slot-machines perde la licenza?
Il proprietario degli apparecchi deve sospenderne immediatamente l’uso. In caso contrario, rischia sanzioni amministrative per aver consentito l’utilizzo in un locale non a norma, indipendentemente dalla regolarità iniziale.

Il proprietario delle macchine è responsabile anche se non sapeva dell’attività abusiva del gestore?
Sì, poiché esiste una presunzione di colpa. Per evitare la sanzione, il proprietario deve dimostrare di aver vigilato con diligenza e che l’attività abusiva non era in alcun modo percepibile dai propri addetti.

Basta controllare le licenze al momento della consegna degli apparecchi?
No, l’obbligo di verifica della sussistenza delle autorizzazioni di polizia persiste per tutta la durata dell’effettivo utilizzo delle macchine nel locale, richiedendo un monitoraggio periodico.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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