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Retribuzione delle ore eccedenti: esclusa durante le ferie

Un docente coordinatore provinciale per l’educazione fisica ha richiesto il pagamento delle ore di lavoro svolte oltre il normale orario settimanale, pretendendo il compenso anche durante le ferie. La Corte d’Appello ha accolto la domanda stabilendo il calcolo su base oraria. Il Ministero ha impugnato la decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che la retribuzione delle ore eccedenti spetta ai coordinatori solo su base oraria maggiorata del 10% e non in modo forfettario. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Ministero sul secondo punto: trattandosi di un compenso accessorio legato all’effettivo svolgimento dell’attività, esso non spetta durante il periodo di ferie, dove si percepisce solo la normale retribuzione fissa. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 1888 Anno 2022
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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il caso del docente coordinatore e il diritto alle ferie retribuite

La gestione del personale scolastico presenta spesso nodi interpretativi complessi, soprattutto quando si parla di compensi accessori e ferie. Un caso emblematico riguarda la retribuzione delle ore eccedenti per i docenti che svolgono il ruolo di coordinatori provinciali per l’educazione fisica. Il Docente Coordinatore ha richiesto il pagamento delle ore svolte oltre il normale orario di lavoro, pretendendo che tale compenso venisse erogato anche durante il periodo di riposo annuale.

Il Ministero dell’Istruzione si è opposto a questa richiesta, sostenendo che le ore aggiuntive non potessero essere pagate durante le ferie, poiché legate all’effettiva prestazione lavorativa. La questione è giunta fino alla Corte di Cassazione, che ha dovuto fare chiarezza su due aspetti fondamentali: la modalità di calcolo di queste ore e la loro spettanza durante i periodi di assenza giustificata per ferie.

Come si calcola il compenso per le attività aggiuntive

La prima questione affrontata riguarda la modalità di calcolo del compenso per il Docente Coordinatore. Il contratto collettivo nazionale prevede regole diverse a seconda delle mansioni svolte dal personale scolastico. Per i docenti ordinari impegnati in progetti specifici, il compenso può essere calcolato su base oraria oppure in modo forfettario (cioè con una somma fissa prestabilita).

Per i coordinatori provinciali, invece, la situazione è differente. Questi professionisti non svolgono attività di docenza diretta in classe e le loro mansioni sono estranee al piano dell’offerta formativa delle singole scuole. Per questa ragione, la contrattazione collettiva esclude per loro il calcolo forfettario. Il loro compenso deve essere calcolato esclusivamente in base alle ore effettivamente lavorate in eccedenza, applicando una maggiorazione del dieci per cento rispetto alla tariffa ordinaria. Questa distinzione tutela la specificità del ruolo e garantisce che ogni ora di coordinamento venga tracciata e pagata in modo preciso.

Le motivazioni dei giudici sulla retribuzione delle ore eccedenti

I giudici della Suprema Corte hanno analizzato attentamente la natura di questo compenso per risolvere il secondo punto della controversia. Le motivazioni della decisione si fondano sulla distinzione tra la normale retribuzione e i compensi di carattere accessorio. Durante le ferie, il lavoratore ha diritto a percepire la sua normale retribuzione ordinaria. Questo principio serve a garantire che il dipendente non subisca un danno economico per il fatto di riposarsi.

Tuttavia, la retribuzione delle ore eccedenti non rientra in questo concetto di stipendio normale. Questo compenso ha una natura strettamente accessoria e non fissa. Esso è indissolubilmente legato all’effettivo svolgimento di un’attività lavorativa aggiuntiva rispetto alle diciotto ore settimanali previste dalla legge. Se il dipendente si trova in ferie, non può materialmente svolgere alcuna ora in eccedenza. Di conseguenza, manca il presupposto stesso per la nascita del diritto al compenso. Non essendoci una prestazione effettiva, l’amministrazione non è tenuta a pagare somme aggiuntive oltre allo stipendio base.

Le conclusioni della Cassazione sulla retribuzione delle ore eccedenti

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal Ministero dell’Istruzione. Le conclusioni dei giudici stabiliscono un principio chiaro e di grande impatto per tutto il settore del pubblico impiego scolastico. La retribuzione delle ore eccedenti non spetta al lavoratore durante il godimento delle ferie annuali.

La sentenza impugnata è stata quindi cassata (cioè annullata) limitatamente a questo punto. La causa dovrà ora tornare davanti alla Corte d’Appello in una diversa composizione. Il nuovo giudice dovrà rideterminare le somme dovute al Docente Coordinatore escludendo i pagamenti relativi ai periodi di ferie. Questa decisione ristabilisce un equilibrio fondamentale: il lavoro straordinario va pagato in modo rigoroso e su base oraria, ma solo quando viene realmente prestato a favore dell’amministrazione.

Il compenso per le ore eccedenti spetta al lavoratore durante il periodo di ferie?
No, il compenso per le ore eccedenti ha natura accessoria ed è legato all’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa, pertanto non viene corrisposto durante le ferie.

Come deve essere calcolato il compenso per le ore eccedenti dei coordinatori provinciali di educazione fisica?
Il compenso deve essere calcolato esclusivamente su base oraria con una maggiorazione del dieci per cento, escludendo qualsiasi forma di pagamento forfettario.

Quali somme spettano al dipendente della scuola durante le ferie?
Durante le ferie il dipendente ha diritto alla normale retribuzione ordinaria, con l’esclusione delle indennità per prestazioni aggiuntive o straordinarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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