Regola del Chilometro: la Cassazione Chiarisce il Calcolo della Distanza per l’Autovelox
La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un tema di grande interesse per gli automobilisti: la corretta applicazione della cosiddetta regola del chilometro per l’installazione degli autovelox. Con una recente sentenza, i giudici hanno fornito un’interpretazione cruciale sul calcolo della distanza minima tra il segnale di limite di velocità e il dispositivo di rilevamento, specialmente in presenza di segnali ripetuti lungo lo stesso tratto di strada.
I Fatti di Causa
Un automobilista veniva multato per eccesso di velocità da un Comune, con violazione accertata tramite un autovelox fisso. Il conducente impugnava il verbale, sostenendo l’illegittimità del posizionamento del dispositivo. In secondo grado, il Tribunale gli dava ragione, annullando la sanzione. La motivazione del giudice si basava sul fatto che tra un secondo segnale stradale, che ripeteva il limite di velocità, e l’autovelox non vi era la distanza minima di un chilometro prevista dalla legge.
Il Comune, ritenendo errata tale interpretazione, presentava ricorso in Cassazione, sostenendo che la distanza andasse calcolata dal primo segnale che imponeva il limite, poiché nel tratto di strada in questione non erano presenti intersezioni che ne giustificassero la ripetizione e un nuovo calcolo.
La Regola del Chilometro e l’Importanza degli Incroci
La normativa di riferimento, in particolare l’art. 25 della legge n. 120 del 2010, stabilisce che i dispositivi di controllo remoto della velocità, fuori dai centri abitati, devono essere installati ad una distanza non inferiore a un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. Questo per garantire che l’automobilista abbia il tempo e lo spazio necessari per adeguare la propria andatura.
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale per l’applicazione di questa norma: il ruolo delle intersezioni stradali. Esistono due scenari distinti:
- Tratto di strada senza intersezioni: Se tra il primo segnale che impone il limite e la postazione autovelox non ci sono incroci, la distanza di un chilometro deve essere misurata a partire da quel primo segnale. L’eventuale presenza di un secondo segnale, che si limita a ripetere lo stesso limite, è irrilevante ai fini del calcolo.
- Tratto di strada con intersezioni: Se, al contrario, sono presenti uno o più incroci, la legge impone la ripetizione del segnale di limite di velocità dopo ogni intersezione. In questo caso, la distanza minima di un chilometro per l’autovelox deve essere misurata a partire dal segnale posizionato dopo l’ultima intersezione.
L’Errore del Giudice di Merito secondo la Cassazione
Il Tribunale aveva annullato la multa basandosi esclusivamente sulla distanza tra il secondo segnale (ripetitivo) e l’autovelox, senza prima accertare un fatto cruciale: la presenza o meno di intersezioni stradali dopo il primo segnale. Secondo la Suprema Corte, questo è stato l’errore decisivo. Il giudice avrebbe dovuto verificare se esistessero incroci che rendessero necessaria la ripetizione del segnale e, di conseguenza, un nuovo calcolo della distanza. In assenza di intersezioni, l’unico riferimento valido sarebbe stato il primo cartello.
Le Motivazioni
La Corte ha ribadito che la ‘ratio’ della norma è quella di evitare ‘multe a sorpresa’, garantendo una corretta e preventiva informazione all’utente della strada. Tuttavia, questa esigenza non può essere interpretata in modo da rendere inefficace il controllo della velocità. La ripetizione di un segnale su un tratto rettilineo e privo di incroci è una mera ribadizione di una prescrizione già in vigore, e non può avere l’effetto di ‘azzerare’ e far ripartire il conteggio della distanza minima. La condizione che fa scattare l’obbligo di ripetizione del segnale e, di conseguenza, il nuovo calcolo della distanza, è unicamente la presenza di un’intersezione. Solo in quel caso, infatti, si presume che nuovi veicoli possano immettersi sulla strada, ignari del limite di velocità precedentemente imposto.
Le Conclusioni
In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassando la sentenza del Tribunale. Il caso è stato rinviato allo stesso Tribunale, in diversa composizione, che dovrà riesaminare i fatti attenendosi al seguente principio di diritto: in assenza di intersezioni, la distanza minima di un chilometro tra il segnale di limite di velocità e l’autovelox va calcolata a partire dal primo segnale che impone la prescrizione, essendo irrilevante la presenza di segnali meramente ripetitivi. Questa sentenza fornisce un’indicazione chiara sia per le amministrazioni, sulla corretta installazione dei dispositivi, sia per gli automobilisti, sui loro diritti in caso di contestazione.
Da quale segnale si calcola la distanza minima di un chilometro per l’autovelox se non ci sono incroci?
La distanza si calcola dal primo segnale verticale che fissa il limite di velocità. L’eventuale presenza di un secondo segnale, meramente ripetitivo del primo e posizionato prima dell’autovelox, è irrilevante.
Un segnale di limite di velocità ripetuto ‘azzera’ il calcolo della regola del chilometro?
No, un segnale che costituisce una mera ripetizione di un precedente non azzera il calcolo della distanza, a meno che non sia posto dopo un’intersezione stradale.
Quando è necessario misurare la distanza di un chilometro da un segnale ripetuto?
È necessario misurare la distanza dal segnale ripetuto solo quando questo è collocato dopo un’intersezione. In tal caso, la distanza minima deve essere misurata dal segnale posto dopo l’ultima intersezione prima della postazione di controllo.