La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve comprendere anche le voci variabili, come le indennità perequative e di turno, nonché i ticket mensa. La decisione conferma l'orientamento secondo cui il lavoratore non deve subire perdite economiche durante le ferie, garantendo un compenso analogo a quello percepito durante l'attività lavorativa ordinaria. Il datore di lavoro è stato condannato al pagamento delle differenze maturate, rigettando l'impugnazione basata su presunte esclusioni previste dalla contrattazione collettiva.
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