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Multa semaforo rosso delibera Giunta: quando è nulla

L’Automobilista impugna due ordinanze del Prefetto per passaggio con semaforo rosso e transito in corsia riservata. Il Tribunale respinge l’appello dell’automobilista. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso per la mancanza di pronuncia sull’assenza della delibera municipale. La Corte stabilisce che per la validita della Multa semaforo rosso delibera Giunta e elemento essenziale una specifica approvazione dell’organo esecutivo comunale che autorizzi l’installazione e il posizionamento del dispositivo automatico. La Cassazione annulla la sentenza limitatamente a questo punto e rinvia al Tribunale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 22122 Anno 2026
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile

Il caso del passaggio col rosso e la Multa semaforo rosso delibera Giunta

Un automobilista ha ricevuto due sanzioni dal Prefetto per presunte violazioni del codice della strada. La prima sanzione riguardava l’attraversamento di un incrocio con la luce rossa. La seconda sanzione contestava la circolazione non autorizzata su una corsia riservata ai mezzi pubblici. L’automobilista ha impugnato le contestazioni davanti al Giudice di Pace. Il primo giudice ha accolto la domanda solo per ridurre le sanzioni al minimo previsto dalla legge. Successivamente il Tribunale ha confermato la decisione e ha respinto l’appello del conducente.

Il cittadino ha deciso di proporre ricorso in Cassazione evidenziando diversi vizi procedurali. La difesa ha sollevato un difetto fondamentale relativo all’impianto fotored. L’amministrazione non ha approvato una specifica delibera per autorizzare il posizionamento del dispositivo. La validita della Multa semaforo rosso delibera Giunta richiede infatti un formale atto autorizzativo della Giunta municipale prima di installare apparecchiature automatiche nei centri abitati.

Le difese del cittadino e la validità dei verbali

Nel ricorso per cassazione l’automobilista ha proposto diverse censure legali. La difesa ha lamentato l’irregolarita della notificazione del verbale eseguita da una ditta appaltatrice privata. I giudici di legittimita hanno respinto questo motivo. La giurisprudenza stabilisce che la tempestiva impugnazione del verbale sana qualsiasi vizio di notifica poiche l’atto ha raggiunto il suo scopo pratico.

L’automobilista ha inoltre sostenuto che l’apparecchio di rilevamento non fosse gestito alla presenza diretta degli agenti di polizia al momento dell’infrazione. La Suprema Corte ha chiarito la legittimita dei controlli automatici. L’accertamento dell’agente di polizia avviene validamente nella fase successiva di lettura ed esame delle registrazioni digitali. La presenza fisica della pattuglia vicino al semaforo non costituisce un requisito necessario per la validita del verbale.

La regolarità degli impianti di rilevamento automatico

Un’altra doglianza riguardava la mancata attestazione nel verbale del titolo di detenzione dell’apparecchiatura. L’automobilista sosteneva la nullita del verbale per l’assenza di riferimenti al contratto di noleggio del dispositivo. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondata la censura. I contratti di noleggio tra i Comuni e le societa fornitrici non condizionano l’esercizio del potere sanzionatorio. L’eventuale invalidita del contratto commerciale non elimina l’illecito amministrativo commesso dal conducente.

Per quanto riguarda la circolazione sulla corsia riservata la Corte ha confermato la regolarita della rilevazione telematica. Gli impianti gia autorizzati per il controllo degli accessi alle zone a traffico limitato possono rilevare anche i transiti sulle corsie preferenziali senza richiedere una seconda autorizzazione ministeriale.

Le motivazioni sulla mancanza di autorizzazione per la Multa semaforo rosso delibera Giunta

Le motivazioni della Suprema Corte hanno accolto il vizio di omessa pronuncia relativo all’installazione dell’impianto semaforico. Il Tribunale non aveva esaminato il motivo di appello inerente all’assenza dell’atto dell’organo esecutivo comunale. La Cassazione ha ribadito un principio consolidato. L’installazione di impianti automatici per rilevare le infrazioni semaforiche nei centri abitati richiede una preventiva approvazione della Giunta municipale.

La delibera deve approvare espressamente l’installazione e la collocazione del dispositivo fotored. L’assenza della delibera rende illegittima la contestazione differita della violazione. L’omesso esame di questa censura da parte del giudice di secondo grado ha comportato l’annullamento della sentenza limitatamente a questo punto.

Le conclusioni sul rinvio al giudice di merito

Le conclusioni della Cassazione dispongono un accoglimento parziale del ricorso dell’automobilista. La Corte Suprema ha cassato la decisione del Tribunale e ha rinviato la causa ad un nuovo giudice dello stesso ufficio giudiziario.

Il giudice di rinvio dovra verificare la presenza della delibera della Giunta comunale. Qualora l’atto autorizzativo del Comune risulti assente la sanzione per il passaggio con il semaforo rosso sara annullata. Tutti gli altri motivi di ricorso sono stati rigettati o dichiarati inammissibili. Il giudice di merito decidera anche sulle spese del giudizio di legittimita.

Serve una delibera della Giunta comunale per posizionare le telecamere al semaforo
La Corte di Cassazione stabilisce la necessita di una preventiva delibera della Giunta comunale che approvi l’installazione e il posizionamento dei dispositivi di rilevamento automatico del semaforo rosso nei centri abitati.

La multa inviata tramite una societa privata di recapito e valida
La notifica del verbale spedita da una ditta appaltatrice privata e affetta da nullita ma il vizio si sana se l’interessato propone ricorso nei termini ed esercita il proprio diritto di difesa.

I vigili devono essere presenti al momento dello scatto della telecamera al semaforo
La presenza fisica degli agenti di polizia non e necessaria durante lo scatto poiche l’accertamento si perfeziona con la successiva visione e verifica dei dati registrati dall’apparecchio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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