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Lavoro straordinario pensione: escluso dal calcolo?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10084/2024, ha stabilito che il compenso per lavoro straordinario percepito da un lavoratore del settore autoferrotranviario deve essere interamente escluso dalla base di calcolo della pensione. La Corte ha rigettato il ricorso del lavoratore, il quale chiedeva la riliquidazione del suo trattamento pensionistico includendo la retribuzione per le ore eccedenti l’orario ordinario. Secondo i giudici, la normativa di settore (L. 889/1971) non consente di frazionare il compenso per lo straordinario in una parte pensionabile e una no, escludendolo in toto dalla base pensionabile.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 10084 Anno 2024
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Pubblicato il 7 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Lavoro Straordinario e Pensione: La Cassazione Conferma l’Esclusione dal Calcolo

Il calcolo della pensione è un tema che tocca da vicino ogni lavoratore. Una delle domande più frequenti riguarda quali voci della busta paga contribuiscano a formare l’assegno previdenziale. In particolare, il lavoro straordinario e la pensione sono spesso al centro di dubbi e contenziosi. Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento decisivo per una specifica categoria di lavoratori, gli autoferrotranvieri, stabilendo che il compenso per le ore di straordinario è totalmente escluso dalla base di calcolo della pensione.

I Fatti del Caso

Un ex dipendente di un’azienda di trasporti pubblici del Lazio si era rivolto alla giustizia per ottenere la riliquidazione del suo trattamento pensionistico. La sua richiesta era semplice: includere nella base di calcolo della pensione la retribuzione percepita per tutte le ore di lavoro effettivamente prestate, comprese quelle eccedenti l’orario standard per cui l’ente previdenziale non aveva tenuto conto ai fini pensionistici.

Sia in primo grado che in appello, la sua domanda era stata respinta. Non dandosi per vinto, il lavoratore ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo una violazione e falsa applicazione della normativa di settore.

La Questione Giuridica sul Lavoro Straordinario e Pensione

Il cuore della controversia risiedeva nell’interpretazione della Legge n. 889/1971, che disciplina il trattamento previdenziale degli autoferrotranvieri. Il ricorrente sosteneva che il compenso per le ore lavorate oltre l’orario normale dovesse essere considerato pensionabile, almeno per la sua parte corrispondente alla paga base oraria, escludendo solo l’eventuale maggiorazione.

La domanda a cui la Corte ha dovuto rispondere era quindi: il compenso per lavoro straordinario, ai sensi della normativa speciale, deve essere escluso in toto dalla base pensionabile, o è possibile scinderlo in una quota ordinaria (pensionabile) e una quota di maggiorazione (non pensionabile)?

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il motivo del ricorso infondato, confermando la decisione della Corte d’Appello. I giudici hanno ribadito un principio già consolidato in precedenti pronunce: il compenso per il lavoro straordinario degli addetti ai pubblici servizi di trasporto deve essere interamente escluso dalla base pensionabile.

La motivazione si fonda su un’analisi letterale e logica degli articoli 5 e 17 della Legge n. 889/1971. L’articolo 17 stabilisce chiaramente che gli “elementi costitutivi della retribuzione sulla quale si determina la misura della pensione” sono solo quelli elencati nell’articolo 5, con esplicita esclusione, tra gli altri, del “compenso per lavoro straordinario, anche se corrisposto in misura forfettaria”.

Secondo la Corte, il legislatore ha operato una scelta netta e inequivocabile. Non ha lasciato spazio a interpretazioni che permettano di scomporre la remunerazione dello straordinario. Qualunque prestazione lavorativa svolta oltre l’orario normale di lavoro genera un compenso che, nella sua interezza, è qualificato come “compenso per lavoro straordinario” e, come tale, è escluso dal computo pensionistico. Tentare di distinguere tra la prestazione in sé e la sua “maggior gravosità” è un’operazione che non trova alcun riscontro nel dettato normativo.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Decisione

La decisione della Cassazione chiarisce definitivamente che, per gli autoferrotranvieri soggetti alla L. 889/1971, le ore di straordinario non contribuiscono ad aumentare l’importo della futura pensione. Questa pronuncia ha importanti implicazioni pratiche:

  1. Certezza del Diritto: Rafforza l’interpretazione restrittiva della norma, fornendo un punto di riferimento chiaro per lavoratori, aziende ed enti previdenziali.
  2. Pianificazione Previdenziale: I lavoratori del settore devono essere consapevoli che il loro assegno pensionistico sarà calcolato esclusivamente sulla base delle voci retributive ordinarie, senza poter contare sui redditi derivanti da lavoro straordinario.
  3. Limite alla Litigiosità: Consolidando un orientamento giurisprudenziale, la sentenza mira a ridurre futuri contenziosi aventi il medesimo oggetto.

In conclusione, la Corte ha stabilito che la volontà del legislatore del 1971 era quella di escludere qualsiasi remunerazione corrisposta a titolo di lavoro straordinario, indipendentemente dalle modalità di calcolo, dalla base su cui si costruisce la pensione.

Il compenso per lavoro straordinario rientra nel calcolo della pensione per gli autoferrotranvieri?
No, la Corte di Cassazione ha confermato che il compenso per lavoro straordinario è interamente escluso dalla base di calcolo della pensione per questa categoria di lavoratori, secondo la specifica normativa di settore.

È possibile considerare pensionabile almeno una parte del compenso per lo straordinario, come la paga oraria base?
No, la Corte ha stabilito che la legge non permette di frazionare o scomporre il compenso per lavoro straordinario. L’intera remunerazione per le ore lavorate oltre l’orario normale è esclusa, senza distinzioni.

Qual è il fondamento normativo per questa esclusione?
L’esclusione si basa sull’interpretazione combinata degli articoli 5 e 17 della Legge n. 889/1971, che elenca tassativamente gli elementi retributivi utili ai fini pensionistici, escludendo esplicitamente il “compenso per lavoro straordinario”.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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