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Indennità perequativa nel TFS: estesa a tutti, non solo ai medici

Un ex dipendente universitario, con mansioni tecniche, ha fatto causa all’ente previdenziale perché la sua indennità speciale non era stata interamente inclusa nel calcolo della liquidazione (TFS). I giudici inizialmente gli avevano dato torto. La Corte di Cassazione ha però ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: l’inclusione dell’indennità perequativa nel TFS vale per tutto il personale universitario che lavora in strutture sanitarie, non solo per i medici. Di conseguenza, l’ente previdenziale dovrà ricalcolare e pagare al lavoratore le somme mancanti. Il lavoratore ha vinto la causa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 11827 Anno 2023
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Pubblicato il 9 maggio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

L’indennità in busta paga che vale anche per la liquidazione

Un dipendente universitario con un ruolo tecnico-scientifico, che ha lavorato per anni presso una struttura sanitaria universitaria, si è visto negare il pieno diritto a una liquidazione corretta. Il problema nasceva da una specifica voce in busta paga: l’indennità perequativa. L’ente previdenziale, nel calcolare il Trattamento di Fine Servizio (TFS), aveva incluso questo compenso solo in parte. La recente ordinanza della Corte di Cassazione ha finalmente chiarito la questione, stabilendo che l’indennità perequativa nel TFS deve essere considerata per intero, a prescindere dal ruolo ricoperto dal lavoratore.

Il caso: un’indennità speciale e il calcolo della liquidazione

Il protagonista della vicenda è un ex dipendente di un’importante Università italiana. Per tutta la sua carriera, ha prestato servizio presso il Policlinico universitario, ricevendo, oltre allo stipendio base, una speciale ‘indennità perequativa’. Questa indennità era prevista da una vecchia legge (d.P.R. n. 761 del 1979) per il personale universitario operante nelle strutture sanitarie.

Al momento della pensione, il lavoratore si è accorto che l’ente previdenziale non aveva tenuto conto di questa indennità per intero nel calcolo del suo TFS. Sentendosi danneggiato, ha deciso di rivolgersi al giudice per ottenere la ‘riliquidazione’, cioè il ricalcolo corretto della sua buonuscita e il pagamento delle differenze.

L’indennità perequativa nel TFS: solo per i medici?

La difesa dell’ente previdenziale e le decisioni dei primi giudici si basavano su un’interpretazione restrittiva. Secondo loro, il diritto a includere pienamente l’indennità nella base di calcolo del TFS spettava solo al personale medico, escludendo quello tecnico e amministrativo come il nostro lavoratore. Questa visione si fondava su una lettura limitata di una vecchia sentenza della Corte Costituzionale del 1981.

In pratica, si creava una discriminazione tra colleghi che lavoravano nello stesso ambiente e percepivano la stessa identica indennità. La questione fondamentale, quindi, era stabilire se gli effetti di quella sentenza dovessero applicarsi a tutti i beneficiari dell’indennità o solo a una parte di essi.

L’intervento decisivo della Corte Costituzionale

Il punto di svolta della questione risale al 1981. In quell’anno, la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittima la norma che escludeva l’indennità perequativa dal calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali. La legge, infatti, diceva che quella somma non era ‘utile’ a tali fini.

La Corte Costituzionale ha cancellato questa esclusione. Se un compenso è fisso e continuativo, deve essere considerato parte della retribuzione a tutti gli effetti, compresi quelli previdenziali. E se è utile ai fini previdenziali, allora deve necessariamente entrare anche nella base di calcolo della liquidazione.

Le motivazioni della Cassazione: un’interpretazione estensiva

La Corte di Cassazione, con questa nuova ordinanza, ha spazzato via ogni dubbio. I giudici hanno affermato che l’interpretazione restrittiva era sbagliata. La sentenza della Corte Costituzionale del 1981 ha colpito la legge nella sua interezza, senza fare distinzioni tra personale medico e personale tecnico-amministrativo.

Il ragionamento è logico e lineare: la legge originale riconosceva l’indennità a entrambe le categorie di personale. La Corte Costituzionale ha stabilito che quell’indennità è utile ai fini previdenziali. Di conseguenza, questa ‘utilità’ si estende a tutti coloro che la percepiscono. Limitare questo diritto ai soli medici sarebbe stato contrario al principio di uguaglianza. Pertanto, l’indennità perequativa nel TFS deve essere calcolata per tutti.

Le conclusioni: il lavoratore vince e ottiene il ricalcolo

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. La sentenza precedente è stata annullata e il caso è stato rinviato a un nuovo giudice che dovrà seguire il principio stabilito: l’indennità perequativa concorre a formare la base di calcolo del TFS per tutti i lavoratori che ne hanno diritto, senza distinzioni di categoria. In termini pratici, il lavoratore vince la causa. Il suo TFS dovrà essere ricalcolato includendo l’intera indennità e l’ente previdenziale dovrà pagargli le somme arretrate, oltre agli interessi. Questa decisione rappresenta un importante precedente per molti altri lavoratori nella stessa situazione.

Un dipendente universitario tecnico che lavora in un policlinico ha diritto a includere l’indennità perequativa nel calcolo della sua liquidazione?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che questa indennità deve essere inclusa per intero nel calcolo del TFS per tutto il personale, sia medico che tecnico-amministrativo, che la percepisce.

Cosa posso fare se penso che la mia liquidazione (TFS) sia stata calcolata in modo errato?
È consigliabile far esaminare il prospetto di liquidazione da un professionista esperto in materia di lavoro pubblico per verificare che tutte le voci retributive siano state correttamente conteggiate.

Questa sentenza si applica automaticamente a chi è già andato in pensione?
La sentenza stabilisce un principio vincolante per i giudici. Chi si trova nella stessa situazione dovrebbe consultare un legale per valutare un’azione di ricalcolo, tenendo conto dei termini di prescrizione per far valere il proprio diritto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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