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Incentivo all’esodo: la tredicesima va inclusa? L’Azienda cede

Un dipendente pubblico ha chiesto di includere la tredicesima mensilità nella base di calcolo del suo incentivo all’esodo. La Corte d’Appello gli ha dato ragione, riconoscendo la natura di stipendio (retributiva) dell’incentivo, in quanto commisurato agli anni mancanti alla pensione. L’Ente pubblico ha fatto ricorso in Cassazione ma, in un secondo momento, ha rinunciato all’azione legale. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, rendendo definitiva la vittoria del lavoratore, che ha ottenuto il ricalcolo dell’incentivo.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 12410 Anno 2023
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Pubblicato il 10 maggio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Incentivo all’esodo: come si calcola?

L’incentivo all’esodo rappresenta uno strumento sempre più utilizzato dalle aziende, anche pubbliche, per gestire le ristrutturazioni e favorire il ricambio generazionale. Si tratta di un accordo con cui il lavoratore accetta di terminare il rapporto di lavoro in cambio di una somma di denaro. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce, seppur indirettamente, un aspetto fondamentale: quali elementi dello stipendio devono essere inclusi nel calcolo di questo bonus? La questione centrale riguarda la tredicesima mensilità.

I fatti del caso: una tredicesima esclusa dal conteggio

Un dipendente di un’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo accettava un piano di incentivazione per lasciare il lavoro in anticipo. Al momento di ricevere la somma pattuita, si accorgeva che l’importo era stato calcolato escludendo la tredicesima mensilità. Ritenendo questo calcolo errato, il lavoratore decideva di fare causa all’Ente. Sosteneva che la tredicesima, essendo una parte fissa e continuativa del suo stipendio annuale, dovesse rientrare a pieno titolo nella base di calcolo dell’incentivo.

La questione legale: quando l’incentivo all’esodo è parte dello stipendio

Il cuore del problema legale era stabilire la natura dell’incentivo. Era da considerarsi una semplice somma una tantum, slegata dalla retribuzione, oppure un importo con natura retributiva? La legge regionale che istituiva il bonus lo legava direttamente al numero di anni mancanti al lavoratore per raggiungere l’età pensionabile. Questo legame, secondo la difesa del dipendente, trasformava l’incentivo in una sorta di ‘stipendio anticipato’ per gli anni non lavorati. Di conseguenza, il suo calcolo doveva basarsi sulla retribuzione globale che il lavoratore avrebbe percepito, inclusi tutti gli elementi fissi come la tredicesima.

Le motivazioni: la natura retributiva dell’incentivo all’esodo

La Corte d’Appello ha accolto la tesi del lavoratore. I giudici hanno stabilito che un incentivo all’esodo commisurato agli anni mancanti alla pensione ha una chiara natura retributiva. Non è un semplice regalo, ma una compensazione per la perdita anticipata del posto di lavoro e dello stipendio futuro. Pertanto, la sua base di calcolo deve includere ogni compenso di carattere continuativo percepito durante il rapporto. La tredicesima mensilità rientra perfettamente in questa categoria. Escluderla significherebbe calcolare l’incentivo su una base ridotta e non rappresentativa della reale retribuzione del dipendente.

Le conclusioni: vittoria del lavoratore per rinuncia dell’azienda

L’Ente pubblico, non soddisfatto della decisione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima che la Suprema Corte potesse pronunciarsi nel merito, l’Ente ha deciso di fare un passo indietro, presentando una rinuncia al ricorso. Il lavoratore ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato il giudizio estinto. In pratica, questo significa che la causa si è chiusa senza una sentenza finale della Cassazione, ma la decisione della Corte d’Appello è diventata definitiva. Il lavoratore ha quindi vinto: l’Ente ha dovuto ricalcolare l’incentivo includendo la tredicesima e versare al dipendente la differenza, oltre agli interessi.

L’incentivo all’esodo deve sempre includere la tredicesima?
Non automaticamente, ma questa sentenza stabilisce un principio importante: se l’incentivo è calcolato in base agli anni mancanti alla pensione, assume una natura retributiva e deve quindi includere elementi fissi dello stipendio come la tredicesima.

Cosa significa che il giudizio è stato dichiarato ‘estinto’?
Significa che il processo si è concluso senza una decisione nel merito da parte di quel giudice. In questo caso, è successo perché la parte che aveva fatto ricorso (l’Azienda) ha rinunciato, rendendo definitiva la sentenza precedente favorevole al lavoratore.

Cosa devo controllare se la mia azienda mi offre un incentivo all’esodo?
È fondamentale leggere attentamente l’accordo e verificare quali voci della retribuzione sono state usate per calcolare l’importo offerto. In caso di dubbi, è consigliabile far analizzare l’accordo da un professionista.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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