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Giurisdizione sportiva: lo Stato decide sulle elezioni

Un candidato eletto consigliere di un’associazione sportiva locale viene escluso dalla carica per una presunta ineleggibilità legata a un rapporto di lavoro subordinato. Il candidato impugna l’esclusione davanti al giudice amministrativo. Il Comitato Olimpico contesta la decisione, sostenendo che la questione spetti solo alla giustizia interna dello sport. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, respinge il ricorso del Comitato Olimpico. I giudici chiariscono che la giurisdizione sportiva non copre le controversie sulle elezioni delle cariche sociali. Quando si discute della regolare elezione negli organi delle federazioni, la competenza spetta al giudice amministrativo dello Stato, poiché vengono in gioco diritti fondamentali della persona all’interno delle associazioni.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. U Num. 3101 Anno 2022
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La giurisdizione sportiva e i limiti del potere dei giudici interni

La giurisdizione sportiva rappresenta un tema centrale per chiunque partecipi alla vita di una federazione o di un’associazione. Spesso si pensa che il mondo dello sport sia un sistema completamente isolato, capace di decidere ogni controversia al proprio interno senza alcuna interferenza esterna. Una recente e fondamentale pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha chiarito i confini di questo potere. I giudici hanno stabilito che l’autonomia dello sport ha dei limiti precisi, soprattutto quando si parla di elezioni e cariche associative.

Il caso dell’esclusione del consigliere eletto

La vicenda nasce dall’elezione di un cittadino alla carica di consigliere all’interno di un’associazione sportiva locale, specializzata nel tiro a segno. Successivamente alla sua elezione, gli organi interni decidono di escluderlo dalla carica. La motivazione risiede in una presunta causa di ineleggibilità (la mancanza dei requisiti per essere eletto). Secondo l’associazione, l’eletto non può ricoprire quel ruolo perché ha un rapporto di lavoro subordinato (un impiego dipendente) con la struttura stessa. Il consigliere escluso non accetta questa decisione. Egli sostiene che il suo rapporto sia solo una collaborazione coordinata e continuativa, una forma di lavoro autonomo che non impedisce l’elezione. Per questo motivo, decide di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per ottenere l’annullamento del provvedimento di esclusione. Il Comitato Olimpico e l’Unione Sportiva si oppongono fermamente a questa iniziativa, sostenendo che il giudice statale non abbia il potere di decidere su questioni interne alle federazioni.

Quando interviene la giurisdizione sportiva e quando quella dello Stato

Per comprendere la decisione, occorre analizzare come la legge ripartisce i compiti tra i giudici dello Stato e gli organi della giustizia sportiva. La giurisdizione sportiva ha una riserva esclusiva solo su determinate materie ben definite. Queste materie riguardano l’applicazione delle regole tecniche del gioco, lo svolgimento delle gare e i provvedimenti disciplinari contro atleti e società. In questi ambiti, lo Stato non interviene per non compromettere l’autonomia del settore. Al contrario, quando una controversia tocca diritti soggettivi o interessi legittimi rilevanti per l’ordinamento generale, il cittadino ha il diritto inviolabile di rivolgersi al giudice statale. La Costituzione italiana garantisce a tutti la tutela giurisdizionale dei propri diritti, e questa garanzia non può essere cancellata dalle regole interne di un’associazione privata o pubblica.

Le motivazioni della decisione sulla giurisdizione sportiva

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno respinto il ricorso del Comitato Olimpico attraverso un ragionamento lineare e rigoroso. I giudici hanno spiegato che la controversia sulla regolarità delle elezioni non riguarda una regola tecnica dello sport. Essa non influisce sul risultato di una partita o sulla disciplina di un atleta sul campo di gara. Al contrario, la discussione riguarda la legittima investitura degli organi direttivi di un’associazione. L’ordinamento statale considera le vicende strutturali delle formazioni sociali come elementi di estrema rilevanza giuridica generale. La libertà di associazione e il diritto di partecipare attivamente alla vita associativa sono diritti fondamentali della persona, tutelati direttamente dalla Costituzione. Di conseguenza, la giurisdizione sportiva deve cedere il passo alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo statale, che ha il compito di verificare la correttezza delle procedure elettorali.

Le conclusioni sul riparto tra giudice dello Stato e giustizia dello sport

La sentenza in esame consolida un principio di civiltà giuridica fondamentale. La giustizia interna dello sport mantiene la sua piena autonomia per tutto ciò che riguarda il gioco e la disciplina sul campo. Tuttavia, le decisioni che incidono sui diritti politici e associativi dei singoli membri appartengono alla giurisdizione dello Stato. Il Comitato Olimpico perde quindi la causa e deve accettare il controllo del giudice amministrativo sulle procedure elettorali. Questa decisione assicura che nessun cittadino possa essere privato della tutela dei propri diritti fondamentali solo perché opera all’interno del sistema sportivo nazionale.

Chi decide sulla regolarità delle elezioni in una federazione sportiva?
La decisione spetta al giudice amministrativo dello Stato e non agli organi interni della giustizia sportiva, poiché l’elezione alle cariche associative coinvolge diritti fondamentali della persona.

Quali controversie sono riservate esclusivamente alla giustizia dello sport?
Sono riservate alla giustizia sportiva solo le questioni tecniche sul corretto svolgimento delle gare e i provvedimenti disciplinari contro atleti e società.

Cosa succede se un candidato viene escluso ingiustamente da una carica sportiva?
Il candidato escluso può presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale dopo aver esaurito i ricorsi interni previsti dalla federazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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