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Fondo di Garanzia INPS: CIGS a zero ore esclude il diritto al pagamento

Un Lavoratore, dipendente di un’Azienda poi fallita, ha chiesto all’INPS il pagamento di retribuzioni e tredicesima tramite il Fondo di Garanzia INPS. Le corti di merito avevano riconosciuto il diritto. L’INPS ha impugnato, sostenendo che il periodo di CIGS a zero ore non generava diritto alla retribuzione e non doveva rientrare nel calcolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’INPS. Ha stabilito che i periodi di sospensione lavorativa senza diritto a retribuzione, come la CIGS a zero ore, non contano per il calcolo delle ultime tre mensilità garantite dal Fondo di Garanzia INPS. Inoltre, il periodo di riferimento decorre dalla data della domanda giudiziale del Lavoratore.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 22148 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Introduzione al Fondo di Garanzia INPS e il caso in esame

Il Fondo di Garanzia INPS rappresenta un salvagente fondamentale per i lavoratori che si trovano a fronteggiare l’insolvenza del proprio datore di lavoro. Questo strumento assicura il pagamento del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e delle ultime retribuzioni, quando l’azienda non è più in grado di farlo. La sua attivazione, tuttavia, non è automatica e segue regole precise. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti proprio sui limiti di accesso a questo Fondo di Garanzia INPS, in particolare riguardo ai periodi di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) a zero ore.

La vicenda: il Lavoratore e l’Azienda in crisi

Un Lavoratore era dipendente di un’Azienda. Questa Azienda, dopo un periodo di CIGS a zero ore, ha licenziato il Lavoratore ed è poi fallita. Il Lavoratore, per recuperare le retribuzioni non pagate di dicembre 2009 e la tredicesima dello stesso anno, si è rivolto all’INPS, chiedendo l’intervento del Fondo di Garanzia.

La decisione dei primi giudici e il ricorso dell’INPS

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano dato ragione al Lavoratore. Essi avevano riconosciuto il suo diritto a ricevere le somme richieste dal Fondo di Garanzia INPS. L’INPS, però, non era d’accordo con questa interpretazione. L’Istituto ha quindi deciso di presentare ricorso in Cassazione. L’INPS sosteneva che il periodo in cui il Lavoratore era stato in CIGS a zero ore non doveva essere considerato ai fini del calcolo delle ultime tre mensilità garantite. Questo perché durante la CIGS a zero ore il Lavoratore non svolgeva attività e non maturava il diritto alla retribuzione.

Il principio della “neutralizzazione” per il Fondo di Garanzia INPS

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente la questione. Ha ribadito un principio già consolidato: per determinare le ultime tre mensilità coperte dal Fondo di Garanzia INPS, si devono escludere (“neutralizzare”) i periodi in cui il rapporto di lavoro è sospeso e il Lavoratore non ha diritto alla retribuzione. Questo include, ad esempio, i periodi di CIGS a zero ore. La logica è chiara: il Fondo interviene per retribuzioni dovute e non pagate, non per periodi in cui, per legge, non era prevista alcuna retribuzione.

Le motivazioni della sentenza sul Fondo di Garanzia INPS

La Corte ha motivato la sua decisione richiamando la normativa europea e la propria giurisprudenza precedente. Ha sottolineato che la Direttiva CE 80/987, recepita in Italia, mira a garantire i diritti salariali non pagati, ma solo per i periodi in cui tali diritti erano effettivamente maturati. I periodi di CIGS a zero ore, non dando luogo a diritti salariali, non possono rientrare in questa tutela. La Corte ha chiarito che il periodo di dodici mesi entro cui devono rientrare le retribuzioni non pagate, ai fini del Fondo di Garanzia INPS, decorre dalla data in cui il Lavoratore ha presentato la domanda giudiziale per far valere il suo credito. Nel caso specifico, il Lavoratore aveva depositato il ricorso il 27 dicembre 2010. Di conseguenza, la mensilità di dicembre 2009 e la tredicesima dello stesso anno cadevano al di fuori di questo arco temporale di dodici mesi, poiché la CIGS era iniziata il 14 dicembre 2009.

Le conclusioni della Corte sul Fondo di Garanzia INPS

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’INPS. Ha quindi cassato la sentenza della Corte d’Appello di Bari. Questo significa che il Lavoratore non ha diritto a ricevere dal Fondo di Garanzia INPS le somme relative alla mensilità di dicembre 2009 e alla tredicesima dello stesso anno. La decisione sottolinea l’importanza di considerare attentamente i periodi di effettiva maturazione del diritto alla retribuzione e la data di presentazione della domanda giudiziale per accedere alle prestazioni del Fondo di Garanzia INPS. La causa è stata rinviata alla Corte d’Appello di Bari, in diversa composizione, per una nuova valutazione conforme ai principi stabiliti dalla Cassazione, anche per la regolazione delle spese legali.

Cos’è il Fondo di Garanzia INPS?
Il Fondo di Garanzia INPS è un meccanismo di tutela che interviene per pagare il TFR e le ultime tre mensilità ai lavoratori quando il loro datore di lavoro è insolvente e non può adempiere a questi obblighi.

I periodi di CIGS a zero ore contano per il Fondo di Garanzia INPS?
No, la Cassazione ha stabilito che i periodi di CIGS a zero ore, durante i quali il lavoratore non matura il diritto alla retribuzione, non vengono considerati per il calcolo delle ultime tre mensilità garantite dal Fondo di Garanzia INPS.

Da quando si calcola il periodo per richiedere le prestazioni del Fondo di Garanzia?
Il periodo di dodici mesi entro cui devono rientrare le retribuzioni non pagate, ai fini del Fondo di Garanzia, decorre dalla data in cui il lavoratore ha presentato la domanda giudiziale per far valere il suo credito.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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