Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il rimedio della rettificazione previsto per le sentenze in materia di acque pubbliche è soggetto al termine di decadenza semestrale. Il caso riguardava un ente che aveva impugnato una sentenza del 2014 solo nel 2019, lamentando vizi di extrapetizione. La Corte ha chiarito che, nonostante l'assenza di un termine specifico nell'articolo 204 del Testo Unico sulle acque, il rinvio operato dall'articolo 208 alle norme del codice di procedura civile rende applicabile il termine lungo di impugnazione. Tale interpretazione garantisce la certezza del diritto e la stabilità del giudicato, impedendo che le sentenze restino impugnabili a tempo indefinito.
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