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Difetto di giurisdizione: militare e uranio impoverito

Il Tribunale di Roma analizza una richiesta di risarcimento danni avanzata dai familiari di un militare deceduto, presumibilmente a causa dell’esposizione a uranio impoverito. La sentenza stabilisce una netta separazione delle domande: quella ‘iure successionis’ (ereditata) viene attribuita alla giurisdizione del giudice amministrativo, mentre per quella ‘iure proprio’ (personale dei familiari) viene affermata la giurisdizione del giudice ordinario, dichiarando però l’incompetenza territoriale in favore del Tribunale di Bologna in applicazione del foro erariale.

Riferimento:
SENTENZA TRIBUNALE DI ROMA N. 607 2026 - N. R.G. 00049231 2024 DEPOSITO MINUTA 14 01 2026 PUBBLICAZIONE 14 01 2026
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Pubblicato il 17 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Risarcimento danni per militari: il difetto di giurisdizione del giudice ordinario

Una recente sentenza del Tribunale di Roma affronta il delicato tema del risarcimento danni richiesto dai familiari di un militare deceduto a seguito di una patologia tumorale, presumibilmente contratta a causa dell’esposizione a uranio impoverito durante missioni all’estero. Questo caso mette in luce una questione processuale cruciale: il difetto di giurisdizione del giudice ordinario per le domande avanzate iure successionis e la sua competenza per quelle iure proprio, con importanti conseguenze per chi agisce in giudizio contro lo Stato.

I Fatti del Caso: La Tragica Vicenda del Militare

I familiari di un caporalmaggiore dell’Esercito Italiano, deceduto a 43 anni per un carcinoma neuroendocrino con metastasi, hanno citato in giudizio l’amministrazione statale. Secondo la ricostruzione degli attori, la malattia sarebbe la diretta conseguenza dell’esposizione a sostanze tossiche, tra cui l’uranio impoverito, durante le numerose missioni svolte in Kosovo, Iraq, Libano e Afghanistan. Nonostante i crescenti disturbi gastroenterici e un significativo calo di peso durante l’ultima missione, il militare non era stato rimpatriato, ma giudicato idoneo a proseguire il servizio. Solo al suo rientro in Italia, gli accertamenti diagnostici hanno rivelato la gravità della patologia, che ha portato al decesso in meno di un mese.

La famiglia ha quindi avviato un’azione legale per ottenere il risarcimento di due tipologie di danno: il danno iure successionis (il diritto al risarcimento per la sofferenza patita dal militare stesso, trasmesso agli eredi) e il danno iure proprio (il pregiudizio subito direttamente dai congiunti per la perdita del rapporto parentale).

La Decisione del Tribunale: Una Scissione Processuale

Il Tribunale di Roma, prima di entrare nel merito della questione, ha dovuto affrontare due eccezioni preliminari sollevate dall’Avvocatura dello Stato:

  1. Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario per la domanda iure successionis, che a dire della difesa erariale spettava al giudice amministrativo (T.A.R.).
  2. L’incompetenza per territorio del Tribunale di Roma per la domanda iure proprio, indicando come competente il Tribunale di Bologna.

Il Giudice ha accolto entrambe le eccezioni, di fatto dividendo il percorso processuale della causa.

Le Motivazioni: Il Difetto di Giurisdizione per le Azioni Ereditarie

La sentenza chiarisce un principio fondamentale. La domanda di risarcimento iure successionis si fonda sulla violazione di obblighi di protezione e sicurezza che l’Amministrazione aveva nei confronti del proprio dipendente. Questa pretesa è strettamente connessa al rapporto di pubblico impiego non contrattualizzato che legava il militare allo Stato. Secondo l’art. 63 del D.Lgs. 165/2001, le controversie relative a tali rapporti, inclusi i diritti patrimoniali connessi, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento ereditato, dunque, non può essere fatto valere davanti al giudice ordinario, che deve dichiarare il proprio difetto di giurisdizione.

Le Motivazioni: L’Incompetenza Territoriale e il Foro Erariale

Diversa è la natura della domanda iure proprio. I familiari non agiscono come eredi, ma come terzi danneggiati dalla condotta dell’Amministrazione, che ha causato la perdita del loro rapporto affettivo. Questa è una classica azione di responsabilità extracontrattuale (simile a quella prevista dall’art. 2043 c.c.), che rientra pienamente nella giurisdizione del giudice ordinario.

Tuttavia, quando si cita in giudizio un’Amministrazione dello Stato, si applica una regola speciale sulla competenza territoriale: il foro erariale (art. 25 c.p.c.). La causa deve essere incardinata presso il tribunale del luogo dove ha sede l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato nel cui distretto si trova il giudice che sarebbe competente secondo le regole ordinarie. In questo caso, il luogo dove l’obbligazione risarcitoria è sorta coincide con il luogo del decesso del militare, avvenuto a Bologna. Inoltre, essendo i familiari residenti a Bologna, anche il criterio del domicilio del creditore porta alla medesima conclusione. Pertanto, il Tribunale di Roma si è dichiarato incompetente, indicando nel Tribunale di Bologna il foro corretto per la prosecuzione della causa.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa pronuncia offre un’importante lezione strategica per chi intende agire contro la Pubblica Amministrazione per danni derivanti da un rapporto di servizio. È essenziale scindere le pretese: quelle ereditate (iure successionis) devono essere portate davanti al giudice amministrativo, mentre quelle personali (iure proprio) davanti al giudice ordinario. Ignorare questa distinzione può portare a una declaratoria di difetto di giurisdizione, con conseguente allungamento dei tempi e aumento dei costi processuali. Inoltre, per le azioni iure proprio, è cruciale individuare correttamente il tribunale territorialmente competente, tenendo conto delle regole speciali del foro erariale.

A quale giudice spetta decidere sulla richiesta di risarcimento avanzata dagli eredi di un militare per i danni che egli ha subito in vita (iure successionis)?
Secondo la sentenza, questa domanda appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, poiché si fonda sulla violazione di obblighi legati al rapporto di pubblico impiego, non devoluti al giudice ordinario.

Chi è competente a decidere sulla richiesta di risarcimento per il danno subito direttamente dai familiari (iure proprio) per la perdita del loro congiunto?
La giurisdizione per la domanda iure proprio spetta al giudice ordinario, poiché i familiari agiscono come terzi danneggiati e non in virtù del rapporto di impiego del defunto.

Perché il Tribunale di Roma si è dichiarato territorialmente incompetente per la domanda iure proprio?
Perché, in base alle regole del foro erariale (art. 25 c.p.c.), la competenza spetta al giudice del luogo in cui è sorta l’obbligazione risarcitoria (in questo caso, Bologna, luogo del decesso) e dove risiedono i creditori (i familiari).

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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