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Danni da fauna selvatica: colpa presunta del guidatore

Un automobilista subisce danni alla propria vettura a seguito di una collisione con un cinghiale. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19616/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di risarcimento per danni da fauna selvatica. La responsabilità della Regione, custode della fauna, concorre con la presunzione di colpa a carico del conducente del veicolo. Il giudice di merito aveva erroneamente escluso la presunzione di colpa del guidatore, attribuendo l’intero onere della prova alla Regione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che entrambe le presunzioni (ex art. 2052 c.c. per la Regione e ex art. 2054 c.c. per il guidatore) devono essere valutate. Se nessuno supera la propria presunzione, la responsabilità del sinistro viene ripartita tra le parti.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 19616 Anno 2024
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Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Danni da Fauna Selvatica: Concorso di Colpa tra Regione e Automobilista

L’attraversamento improvviso di animali selvatici rappresenta un rischio concreto per la circolazione stradale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti cruciali sulla ripartizione della responsabilità in caso di danni da fauna selvatica. Il principio affermato è che la responsabilità oggettiva dell’ente pubblico (in questo caso la Regione) non esclude, ma anzi concorre, con la presunzione di colpa a carico del conducente del veicolo. Analizziamo insieme la vicenda e le importanti implicazioni di questa decisione.

I Fatti di Causa: Dall’incidente al Ricorso in Cassazione

Un automobilista, alla guida della sua auto, si imbatteva in un cinghiale lungo una strada provinciale, subendo danni materiali al veicolo. L’automobilista citava in giudizio la Regione per ottenere il risarcimento.

In primo grado, il Giudice di Pace accoglieva la domanda, condannando la Regione sulla base della responsabilità generale per fatto illecito (art. 2043 c.c.).

La Regione proponeva appello e il Tribunale, pur confermando la condanna, modificava il fondamento giuridico della responsabilità, applicando l’art. 2052 c.c., che regola i danni cagionati da animali. Secondo il giudice d’appello, la Regione non aveva fornito la prova liberatoria del caso fortuito. Tuttavia, il Tribunale escludeva la necessità di valutare la condotta del guidatore.

Insoddisfatta, la Regione ricorreva per Cassazione, lamentando principalmente la mancata applicazione della presunzione di colpa a carico del conducente, prevista dall’art. 2054 c.c. per i sinistri stradali.

La responsabilità per danni da fauna selvatica: le motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso della Regione, ritenendoli fondati. Ha ribadito un principio ormai consolidato nella sua giurisprudenza: in caso di sinistri stradali causati da animali selvatici, si applicano due diverse presunzioni di responsabilità che concorrono tra loro.

  1. Responsabilità della Regione (Art. 2052 c.c.): L’ente pubblico a cui sono affidate la gestione e la tutela della fauna selvatica è responsabile per i danni da questa causati, salvo che non provi il ‘caso fortuito’. Si tratta di una forma di responsabilità oggettiva, che prescinde da una colpa specifica dell’ente.

  2. Presunzione di colpa del Conducente (Art. 2054 c.c.): Il conducente di un veicolo è responsabile dei danni prodotti a persone o cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

L’errore del Giudice d’Appello

Il punto centrale della decisione della Cassazione è che queste due presunzioni non si escludono a vicenda. Il giudice d’appello ha errato nel ritenere che l’applicazione dell’art. 2052 c.c. alla Regione esonerasse il conducente dal dover superare la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054 c.c. Al contrario, il giudice deve valutare entrambe le posizioni. Non è corretto, come ha fatto il Tribunale, pretendere che sia la Regione a dover dimostrare la colpa del conducente; è il conducente stesso che deve fornire la prova liberatoria di aver tenuto una condotta di guida irreprensibile.

La ripartizione della responsabilità

La Corte ha chiarito le conseguenze pratiche di questo concorso di presunzioni:

  • Se solo una delle parti (Regione o conducente) supera la presunzione a suo carico, la responsabilità graverà interamente sull’altra.
  • Se entrambe le parti superano le rispettive presunzioni, entrambe saranno esenti da responsabilità.
  • Se nessuna delle due parti fornisce la prova liberatoria, la responsabilità sarà ripartita in egual misura.

La Corte ha inoltre rigettato il motivo con cui la Regione contestava la propria legittimazione passiva, confermando che la responsabilità per danni da fauna selvatica ricade sull’ente pubblico incaricato della gestione della fauna stessa. Ha infine dichiarato inammissibile il quarto motivo, in quanto mirava a un riesame dei fatti non consentito in sede di legittimità.

Le Conclusioni

La sentenza è stata cassata e la causa rinviata al Tribunale di Macerata, che dovrà riesaminare il caso applicando correttamente il principio del concorso tra le presunzioni di responsabilità. Il nuovo giudice dovrà valutare se la mancata dimostrazione di diligenza da parte del conducente comporti una sua corresponsabilità nella causazione del sinistro e, di conseguenza, una riduzione del risarcimento.

Questa ordinanza rafforza un orientamento fondamentale: chi subisce un danno da un animale selvatico non ha automaticamente diritto al risarcimento integrale. Deve, a sua volta, dimostrare di aver guidato con la massima prudenza e di aver fatto tutto il possibile per evitare l’impatto, superando così la presunzione di colpa che la legge pone a suo carico.

Chi è responsabile per i danni causati da animali selvatici?
La responsabilità ricade sull’ente pubblico (solitamente la Regione) a cui la legge affida la gestione e la tutela della fauna selvatica, in base all’art. 2052 c.c. Tale ente può liberarsi solo provando il caso fortuito, cioè un evento imprevedibile e inevitabile.

In caso di incidente con un animale selvatico, la colpa è sempre e solo dell’ente pubblico?
No. La Corte di Cassazione ha chiarito che la responsabilità dell’ente concorre con una presunzione di colpa a carico del conducente del veicolo (art. 2054 c.c.). Anche l’automobilista deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.

Cosa succede se né l’ente pubblico né il conducente riescono a fornire la prova liberatoria a loro carico?
In questo caso, la responsabilità del sinistro viene considerata concorrente e ripartita in pari misura tra l’ente e il conducente. Di conseguenza, il risarcimento spettante all’automobilista sarà ridotto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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