\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Contratto a progetto: se l’attività è ordinaria c’è assunzione

L’Azienda ha impiegato undici addetti allo sportello utilizzando la formula del contratto a progetto. L’INPS ha contestato l’uso di tale strumento, richiedendo il pagamento dei contributi previdenziali omessi. La Corte d’Appello ha stabilito che le mansioni dei lavoratori (raccolta scommesse e assistenza clienti) rientravano nella normale attività d’impresa ordinaria e routinaria, mancando quindi un vero e specifico progetto. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell’Azienda. I giudici hanno ribadito che, in assenza di un progetto specifico, il contratto a progetto si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dall’origine. Di conseguenza, l’Azienda è obbligata a versare tutti i contributi previdenziali previsti per il lavoro dipendente.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 26821 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 16 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il contratto a progetto e il rischio della conversione automatica

Molte aziende utilizzano forme contrattuali flessibili per gestire la propria forza lavoro. Tuttavia, l’uso improprio dello strumento del contratto a progetto può comportare gravissime conseguenze economiche e legali per il datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il caso di una società che aveva inquadrato undici addetti allo sportello come collaboratori autonomi. L’ente previdenziale ha contestato questa scelta, richiedendo il pagamento dei contributi previdenziali non versati. I giudici hanno stabilito che, in assenza di un progetto reale e specifico, scatta l’assunzione automatica del lavoratore.

La legge prevede regole molto rigide per la validità di queste collaborazioni. La presenza di un obiettivo ben definito rappresenta l’elemento essenziale per differenziare il lavoro autonomo da quello subordinato (dipendente). Quando questo elemento manca, l’ordinamento interviene con una sanzione automatica a tutela del lavoratore.

Quando le mansioni ordinarie escludono il vero contratto a progetto

Nel caso esaminato, i lavoratori svolgevano mansioni ordinarie e routinarie legate alla raccolta delle scommesse e all’assistenza dei clienti. Queste attività coincidevano interamente con il normale oggetto sociale dell’azienda. Non esisteva alcun programma di lavoro temporaneo o specifico che giustificasse l’autonomia dei collaboratori.

I giudici hanno chiarito che un vero progetto deve identificare un risultato chiaro e verificabile. Questo risultato deve essere gestito in autonomia dal collaboratore, senza una direzione costante da parte del datore di lavoro. Se il collaboratore si limita a offrire la propria disponibilità oraria per svolgere le normali attività quotidiane dell’impresa, il rapporto si considera subordinato fin dall’inizio. La semplice descrizione generica delle mansioni nel contratto scritto non è sufficiente a salvare l’azienda dalle sanzioni.

Le motivazioni della Cassazione sul contratto a progetto

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla natura sanzionatoria della legge in vigore al momento dei fatti. Se un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa viene instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, non occorre verificare se il rapporto si sia svolto in modo autonomo o subordinato. La legge impone la conversione automatica in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a partire dalla data di costituzione del rapporto stesso.

I giudici hanno escluso la possibilità per il datore di lavoro di dimostrare l’autonomia della prestazione in assenza del progetto scritto. Ammettere una prova contraria vanificherebbe lo scopo della norma, che è quello di prevenire l’abuso di contratti di collaborazione coordinata e continuativa. La nullità del contratto privo di progetto comporta la sostituzione automatica delle clausole invalide con la disciplina del lavoro dipendente. Questa tutela risponde al principio costituzionale dell’indisponibilità dei tipi contrattuali, secondo cui il legislatore definisce le regole a protezione del lavoratore.

Le conclusioni sul caso e le conseguenze per le aziende

La decisione della Corte di Cassazione conferma il rigetto del ricorso presentato dall’azienda. La società è stata condannata al pagamento di tutti i contributi previdenziali omessi per gli undici lavoratori, calcolati sulla base delle retribuzioni del lavoro subordinato. Inoltre, l’azienda deve farsi carico delle spese del doppio contributo unificato (tassa per l’iscrizione a ruolo della causa).

Questa sentenza lancia un chiaro avvertimento a tutti i datori di lavoro. L’utilizzo di schemi contrattuali autonomi per coprire esigenze aziendali ordinarie e continuative espone l’impresa a enormi rischi di contenzioso. L’INPS può richiedere in qualsiasi momento il versamento dei contributi arretrati, oltre alle sanzioni civili, qualora accerti l’assenza di un reale progetto autonomo. La corretta pianificazione dei contratti di lavoro rappresenta quindi un elemento fondamentale per la sicurezza economica di ogni attività imprenditoriale.

Cosa succede se un contratto a progetto non contiene un obiettivo specifico?
Il contratto si trasforma automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dal primo giorno, con l’obbligo per il datore di lavoro di pagare tutti i contributi previdenziali arretrati.

Si possono usare i contratti a progetto per le normali attività quotidiane dell’azienda?
No, se le mansioni del collaboratore coincidono con la normale e ordinaria attività d’impresa, la legge vieta l’uso di questo strumento e impone l’assunzione come dipendente.

Il datore di lavoro può dimostrare che il lavoratore era comunque autonomo anche senza un progetto scritto?
No, la mancanza di un progetto specifico scritto determina la conversione automatica del rapporto in lavoro subordinato, senza che sia ammessa alcuna prova contraria sull’autonomia del lavoratore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati