Contagio Covid infortunio sul lavoro: diritto alla rendita ai superstiti
Il tema del contagio Covid infortunio sul lavoro è stato al centro di un importante dibattito giuridico durante e dopo l’emergenza pandemica. Una recente sentenza della Corte d’Appello ha fatto chiarezza sulla responsabilità dell’istituto assicurativo in caso di decesso del lavoratore avvenuto per complicanze da virus contratte in ambiente lavorativo, specialmente in presenza di un focolaio aziendale.
Il caso: il decesso del magazziniere e il focolaio aziendale
La vicenda riguarda un lavoratore impiegato come magazziniere presso una società di servizi. Nel gennaio 2021, il dipendente contraeva il virus SARS-CoV-2 in un periodo in cui, all’interno del magazziniere, si era verificato un evidente focolaio che aveva coinvolto diversi colleghi. Purtroppo, il quadro clinico del lavoratore si aggravava rapidamente, portandolo al decesso in pochi giorni.
L’istituto assicurativo aveva inizialmente negato la tutela, sostenendo che la morte non fosse riconducibile al contagio Covid infortunio sul lavoro, bensì a preesistenti patologie cardiache croniche e diabete mellito. Tuttavia, il tribunale di primo grado, basandosi sulle testimonianze dei colleghi e su una rigorosa perizia medica, aveva riconosciuto il diritto della vedova alla rendita ai superstiti, al beneficio una tantum e all’assegno funerario.
La conferma della Corte d’Appello sul contagio Covid infortunio sul lavoro
L’istituto assicurativo ha proposto appello lamentando l’inesistenza di una prova certa del contagio in azienda e l’erroneità della diagnosi di morte. La Corte d’Appello ha però rigettato integralmente l’impugnazione. I giudici hanno sottolineato come la normativa vigente (D.L. 18/2020) equipari l’infezione da coronavirus contratta in occasione di lavoro a un infortunio sul lavoro a tutti gli effetti.
L’importanza della prova testimoniale e medica
Le prove raccolte hanno dimostrato che il lavoratore condivideva spazi ristretti con colleghi risultati positivi nello stesso periodo. Inoltre, la moglie del defunto era risultata costantemente negativa ai tamponi, escludendo dunque un contagio in ambito familiare. Questo ha reso “altamente verosimile” e provato, secondo il criterio della probabilità scientifica, che il contagio Covid infortunio sul lavoro fosse avvenuto proprio durante lo svolgimento delle mansioni.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si basano sulla confutazione delle tesi dell’ente assicurativo riguardo alle cause del decesso. La CTU ha chiarito che non vi era alcuna evidenza clinica pregressa di cardiopatia ischemica cronica. Le certificazioni di idoneità lavorativa, rilasciate pochi mesi prima del decesso, descrivevano un uomo pienamente idoneo alla mansione. La diagnosi di “infarto” formulata frettolosamente al Pronto Soccorso è stata ritenuta scientificamente insostenibile, poiché il paziente era giunto in ospedale già in arresto cardiocircolatorio terminale dovuto all’insufficienza respiratoria acuta da Covid-19. I criteri ISS-ISTAT sono stati quindi pienamente soddisfatti, confermando che il decesso è stato causato dal virus e non da altre patologie.
Le conclusioni
Le conclusioni della sentenza sanciscono che, in presenza di un focolaio aziendale e di una dinamica clinica compatibile con la polmonite da SARS-CoV-2, l’ente assicurativo è tenuto a erogare le prestazioni ai superstiti. L’appello è stato rigettato con la condanna dell’istituto al pagamento delle spese processuali e delle spese di consulenza tecnica. Questa decisione rafforza la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, impedendo che pretestuosi riferimenti a patologie pregresse possano annullare il diritto alla protezione sociale in caso di infortunio mortale.
Cosa succede se un lavoratore muore per Covid contratto in azienda?
Il decesso viene qualificato come infortunio sul lavoro se viene accertato il nesso causale tra l’attività lavorativa e il contagio. In questo caso, i familiari superstiti hanno diritto alla rendita e alle altre prestazioni previdenziali previste dalla legge.
È possibile negare l’infortunio se il lavoratore aveva patologie pregresse?
No, a meno che non si dimostri che tali patologie siano state l’unica ed esclusiva causa della morte. Se il Covid ha scatenato o aggravato il quadro clinico fino al decesso, l’infortunio deve essere riconosciuto.
Come si prova che il contagio è avvenuto sul posto di lavoro?
La prova può essere fornita tramite la dimostrazione di un focolaio aziendale, testimonianze di colleghi positivi e l’esclusione di contagi in ambito familiare, seguendo il principio della verosimiglianza e probabilità scientifica.