\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Competenza territoriale lavoro: criteri e foro

Il Tribunale di Milano ha dichiarato la propria incompetenza in una causa riguardante un presunto appalto illecito, stabilendo che la competenza territoriale lavoro spetta al Tribunale di Torino. La decisione si basa sull’applicazione dell’art. 413 c.p.c., privilegiando la sede della società committente come foro principale quando il rapporto di lavoro viene imputato a quest’ultima.

Riferimento:
ORDINANZA TRIBUNALE DI MILANO - N. R.G. 00001465 2026 DEPOSITO MINUTA 09 07 2026 PUBBLICAZIONE 09 07 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Competenza territoriale lavoro: come individuare il giudice corretto

Individuare correttamente il giudice a cui rivolgersi è il primo passo fondamentale in ogni controversia legale. In ambito occupazionale, la competenza territoriale lavoro segue regole specifiche dettate dal Codice di Procedura Civile, volte a bilanciare le esigenze delle parti e la prossimità del luogo di lavoro. Un recente provvedimento del Tribunale di Milano ha fatto chiarezza su come queste regole si applichino in casi complessi di presunto appalto illecito.

Il caso: appalto illecito e pluralità di sedi

Un gruppo di lavoratori ha avviato un ricorso dinanzi al Tribunale di Milano richiedendo l’accertamento della natura illecita di un appalto di servizi. I ricorrenti sostenevano che, nonostante fossero formalmente dipendenti di una società appaltatrice, il loro reale datore di lavoro fosse l’azienda committente. Per giustificare la scelta del Tribunale di Milano, i lavoratori facevano leva sul fatto che alcuni di essi prestassero servizio in sedi situate nell’hinterland milanese o che l’attuale datore di lavoro formale avesse uffici in città.

Le società resistenti hanno eccepito immediatamente l’incompetenza del tribunale adito, sostenendo che il foro naturale per la controversia dovesse essere quello di Torino, sede legale della società committente alla quale i lavoratori chiedevano di essere ricongiunti.

La decisione del Giudice del Lavoro

Il Tribunale ha accolto l’eccezione di incompetenza. Il giudice ha chiarito che, quando la domanda giudiziale mira a far dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro con il committente (denunciando un appalto illecito), i criteri per stabilire la competenza territoriale lavoro devono riferirsi esclusivamente a quest’ultimo.

Non assumono rilievo le sedi dell’appaltatore o i luoghi dove i lavoratori hanno prestato attività in forza di precedenti (e ormai conclusi) rapporti di lavoro. Essendo la sede della società committente situata a Torino, la causa deve essere trattata da quel foro.

Le motivazioni

Secondo il giudice, l’articolo 413 c.p.c. individua tre fori alternativi: quello in cui è sorto il rapporto, quello dove si trova l’azienda o una sua dipendenza alla quale il lavoratore è addetto, o quello dove il lavoratore prestava la sua opera alla fine del rapporto. Nel caso di specie, i lavoratori non hanno fornito prove sufficienti per radicare la competenza a Milano secondo questi criteri rispetto alla società committente. Le vicende lavorative precedenti alla cessione di ramo d’azienda o i rapporti attuali con l’appaltatore sono stati considerati irrilevanti ai fini della determinazione del giudice naturale, poiché la pretesa sostanziale è rivolta contro la società torinese.

Le conclusioni

Il provvedimento si conclude con la dichiarazione di incompetenza del Tribunale di Milano in favore del Tribunale di Torino. È stato fissato un termine di trenta giorni per la riassunzione della causa davanti al giudice competente, pena l’estinzione del giudizio. Questa ordinanza sottolinea l’importanza per i lavoratori e i loro legali di analizzare con estrema precisione la sede del reale destinatario della domanda giudiziale prima di incardinare un ricorso, specialmente in strutture societarie complesse e in presenza di contratti di appalto o esternalizzazioni.

Quale tribunale è competente se denuncio un appalto illecito?
Il tribunale competente è generalmente quello del luogo dove ha sede l’azienda committente, poiché è a questa che viene imputato il rapporto di lavoro richiesto.

Cosa accade se presento il ricorso di lavoro nel tribunale sbagliato?
Il giudice dichiara l’incompetenza territoriale e concede un termine di trenta giorni per trasferire la causa davanti al tribunale corretto.

Posso scegliere il tribunale in base alla sede della ditta appaltatrice?
No, se la causa mira a ottenere l’assunzione presso il committente, la sede di quest’ultimo prevale su quella dell’appaltatrice per determinare la competenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati