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Clausola Ex Works: la Cassazione decide il giudice competente

Un fornitore italiano di acqua minerale non veniva pagato da un acquirente francese e si rivolgeva al tribunale italiano. L’acquirente contestava la competenza del giudice italiano, sostenendo che la causa dovesse svolgersi in Francia. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la semplice presenza della **clausola Ex Works** (Franco Fabbrica) nei documenti commerciali è sufficiente per identificare il luogo di consegna della merce in Italia. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice italiano. La Corte ha chiarito che questa clausola, se concordata, non serve solo a definire i rischi, ma anche a radicare la competenza del tribunale del luogo di consegna, senza bisogno di ulteriori prove sulla volontà delle parti.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. U Num. 11346 Anno 2023
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Pubblicato il 8 maggio 2026 in Giurisprudenza Civile

Clausola Ex Works: quando un termine commerciale decide il tribunale competente

Nel commercio internazionale, i dettagli di un contratto possono avere conseguenze enormi, non solo sul prezzo o sulla consegna, ma anche su dove si andrà in tribunale in caso di problemi. Una recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha fatto luce sull’importanza della clausola Ex Works, un termine che può sembrare tecnico ma che ha un impatto molto pratico. La vicenda dimostra come la scelta di una semplice sigla possa determinare se una causa per mancato pagamento debba svolgersi in Italia o all’estero.

I fatti del caso: acqua italiana, fatture non pagate e una disputa sulla giurisdizione

La storia inizia con un rapporto commerciale apparentemente semplice. Un’azienda italiana, produttrice di acqua minerale, vende regolarmente i suoi prodotti a una società francese. Quest’ultima avrebbe poi rivenduto l’acqua a distributori in Asia. A un certo punto, l’acquirente francese smette di pagare alcune fatture. Il fornitore italiano, per recuperare il suo credito, ottiene un decreto ingiuntivo (un ordine di pagamento) da un tribunale italiano.

L’acquirente francese, però, si oppone. Non contesta subito il debito, ma solleva una questione preliminare: il tribunale italiano non ha il potere di decidere la questione. Sostiene che, avendo la sua azienda sede in Francia, la giurisdizione spetti a un tribunale francese. Si apre così una battaglia legale non sul merito del pagamento, ma su quale giudice abbia il diritto di giudicare.

Il ruolo decisivo della clausola Ex Works

Il cuore della controversia ruota attorno a una sigla presente sia sulle fatture del venditore sia sugli ordini dell’acquirente: EXW, che sta per ‘Ex Works’ o ‘Franco Fabbrica’. Questa è una delle clausole standard del commercio internazionale, note come Incoterms. In parole semplici, la clausola Ex Works stabilisce che il venditore adempie al suo obbligo di consegna quando mette la merce a disposizione dell’acquirente presso la propria sede (la fabbrica o il magazzino in Italia).

L’acquirente francese sosteneva che questa clausola regolasse solo il trasferimento dei costi e dei rischi del trasporto, ma non fosse sufficiente a stabilire il ‘luogo di consegna’ ai fini della giurisdizione. Secondo questa tesi, per portare la causa in Italia, il fornitore avrebbe dovuto dimostrare con prove chiare e inequivocabili che entrambe le parti volevano specificamente attribuire alla clausola anche questo valore.

Le motivazioni: la clausola Ex Works definisce il luogo di consegna (e il giudice)

La Corte di Cassazione ha ribaltato questa interpretazione, stabilendo un principio chiaro e di grande importanza pratica. I giudici hanno affermato che, secondo il diritto dell’Unione Europea (Regolamento 1215/2012), la giurisdizione in materia di compravendita spetta al giudice del luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati.

La Corte ha precisato che la clausola Ex Works, quando inserita e concordata nel contratto, individua esattamente quel luogo. Non è necessario cercare altre prove sulla ‘volontà’ delle parti. La clausola stessa è la prova. Se le parti scrivono ‘EXW Italia’, significa che la consegna avviene in Italia, e di conseguenza il giudice competente è quello italiano. Invertire questo principio, come aveva fatto il giudice precedente, sarebbe un errore. La regola è che la clausola stabilisce la giurisdizione, a meno che non ci siano elementi contrattuali diversi e chiari che dimostrino una volontà contraria.

Le conclusioni: la causa si farà in Italia

L’esito è una vittoria per il fornitore italiano sulla questione della giurisdizione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente e ha dichiarato che il giudice italiano è competente a decidere la controversia. La causa viene quindi rinviata al Tribunale di Brescia, che dovrà finalmente esaminare il merito della questione, cioè se le fatture debbano essere pagate o meno.

Questa sentenza è un monito per tutte le aziende che operano a livello internazionale. La scelta degli Incoterms non è un dettaglio burocratico, ma una decisione strategica che definisce obblighi, rischi e, come abbiamo visto, anche il foro competente in caso di lite.

Cosa significa esattamente la clausola ‘Ex Works’ in un contratto?
Significa che il venditore adempie al suo obbligo di consegna mettendo la merce a disposizione dell’acquirente presso la propria sede (es. la sua fabbrica). Da quel momento, l’acquirente si assume tutti i costi e i rischi del trasporto.

Perché il luogo di consegna è così importante nelle vendite internazionali?
Perché, secondo le norme europee, il luogo di consegna determina quale tribunale nazionale ha la giurisdizione per decidere su eventuali controversie nate da quel contratto, come una richiesta di pagamento.

L’inserimento di una clausola Incoterm come la Ex Works decide sempre quale sarà il giudice competente?
Secondo questa sentenza della Cassazione, sì. Se la clausola è concordata tra le parti, essa individua il luogo di consegna e, di conseguenza, la giurisdizione, a meno che il contratto non contenga altri elementi che dimostrino chiaramente una diversa volontà delle parti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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