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Assegno ordinario di invalidità: guida alla decorrenza

Un lavoratore ha agito in giudizio per ottenere l’assegno ordinario di invalidità a causa di patologie degenerative. Il Tribunale, basandosi sulla relazione del consulente tecnico, ha riconosciuto il diritto alla prestazione. Tuttavia, la decisione chiarisce che il beneficio decorre non dalla domanda amministrativa, ma dal momento in cui l’aggravamento clinico ha effettivamente ridotto la capacità lavorativa a meno di un terzo.

Riferimento:
SENTENZA TRIBUNALE DI BARI N. 2329 2026 - N. R.G. 00009780 2024 DEPOSITO MINUTA 21 05 2026 PUBBLICAZIONE 21 05 2026
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Pubblicato il 26 maggio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

L’ottenimento dell’assegno ordinario di invalidità: criteri e decorrenza

Il riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidità rappresenta una tutela fondamentale per i lavoratori che subiscono una significativa riduzione della propria capacità di produrre reddito a causa di motivi di salute. Una recente sentenza del Tribunale di Bari offre spunti interessanti su come venga valutato il diritto alla prestazione e, soprattutto, da quale momento debba essere corrisposto l’assegno.

Requisiti per l’assegno ordinario di invalidità

Secondo la normativa vigente, in particolare l’art. 1 della legge n. 222 del 1984, l’assegno spetta al lavoratore la cui capacità lavorativa, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a meno di un terzo. Questo stato di invalidità si distingue dall’inabilità, che invece presuppone un’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Nel caso analizzato, il ricorrente soffriva di un quadro clinico degenerativo cronico che interessava la colonna vertebrale, le articolazioni principali (spalle, polsi, ginocchia) e presentava uno stato psichico instabile.

Il caso: l’accertamento della riduzione della capacità

Il procedimento ha avuto origine dopo che il lavoratore aveva espresso il proprio dissenso rispetto alle conclusioni di un precedente accertamento tecnico preventivo. Nel giudizio di merito, il Giudice ha nominato un nuovo consulente tecnico d’ufficio (C.T.U.) per verificare l’effettivo stato di salute del ricorrente.

L’indagine peritale ha confermato che le infermità riscontrate erano tali da ridurre la capacità lavorativa a meno di un terzo, integrando i requisiti per l’assegno ordinario di invalidità. Tuttavia, la questione centrale è stata individuata nella data di decorrenza del beneficio.

La valutazione del consulente tecnico

La perizia medica ha evidenziato come le patologie fossero a carattere progressivo. Questo significa che, sebbene il lavoratore avesse presentato la domanda amministrativa nel 2023, la soglia critica di invalidità (la riduzione a meno di un terzo) non era presente sin dall’inizio, ma si era manifestata solo in un momento successivo, precisamente a metà del 2025, in corrispondenza di una specifica attestazione medica del Policlinico.

Le motivazioni

Il Giudice ha motivato la decisione di accogliere solo parzialmente la domanda del ricorrente basandosi sulle risultanze oggettive della consulenza tecnica. Nonostante la richiesta di far decorrere l’assegno dalla data della domanda amministrativa originale (aprile 2023), il magistrato ha osservato che il diritto alla prestazione sorge solo nel momento in cui si perfezionano tutti i requisiti previsti dalla legge.

Poiché lo stato di invalidità richiesto è stato documentato e accertato con certezza solo a partire da giugno 2025, la sentenza ha stabilito che la decorrenza dell’assegno ordinario di invalidità dovesse coincidere con tale data. Il principio applicato è che la prestazione non può essere retroattiva rispetto al momento in cui l’effettiva riduzione della capacità lavorativa viene scientificamente provata.

Le conclusioni

In conclusione, il Tribunale ha riconosciuto il diritto del lavoratore a percepire l’assegno ordinario di invalidità, ma con una decorrenza differita rispetto alle aspettative iniziali. Questa sentenza sottolinea l’importanza cruciale della documentazione medica e della perizia tecnica nei procedimenti di previdenza sociale.

Per quanto riguarda le spese legali, il Giudice ha optato per la compensazione integrale tra le parti. Tale scelta è stata giustificata dal fatto che la decorrenza della prestazione è risultata successiva non solo alla domanda amministrativa, ma anche al deposito del ricorso, configurando una situazione di accoglimento solo parziale e basato su un fatto (l’aggravamento) maturato in corso di causa.

Da quale momento inizia il pagamento dell’assegno ordinario di invalidità?
Il pagamento decorre dal momento in cui viene accertata la sussistenza dei requisiti medici, che può essere la data della domanda amministrativa o una data successiva se l’invalidità si è manifestata dopo.

Cosa succede se il peggioramento della salute avviene durante la causa legale?
Se il peggioramento viene accertato dal consulente tecnico durante il processo, il giudice può riconoscere il diritto alla prestazione a partire dalla data in cui tale aggravamento è stato documentato.

Chi paga le spese legali se la domanda è accolta solo parzialmente?
Il giudice può decidere di compensare le spese di lite, ovvero stabilire che ogni parte paghi i propri avvocati, specialmente se il diritto è sorto in un momento successivo rispetto a quanto richiesto inizialmente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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