\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Apprendistato e scatti di anzianità: l’Azienda rinuncia e perde

Alcuni lavoratori hanno chiesto il computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità, ottenendo ragione nei primi gradi di giudizio. L’Azienda ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha successivamente depositato un atto di rinuncia formale. La Suprema Corte ha dichiarato l’estinzione del processo, confermando in via definitiva il diritto dei lavoratori. L’Azienda è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio in base al principio della soccombenza virtuale, poiché i precedenti giurisprudenziali davano ragione ai dipendenti. La rinuncia ha evitato all’Azienda il pagamento del doppio contributo unificato.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 20680 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 20 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità: il caso

Molti lavoratori si chiedono se il periodo di formazione iniziale valga per la futura carriera. La questione riguarda il computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità, un tema centrale nei rapporti di lavoro privati. Nel caso in esame, alcuni dipendenti hanno chiesto il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. I giudici di merito hanno accolto la domanda dei lavoratori. L’Azienda ha impugnato la decisione favorevole ai dipendenti davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, l’Azienda ha deciso di fare un passo indietro. La società ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. Questa mossa ha cambiato l’esito del procedimento, portando alla dichiarazione di estinzione del processo. La vicenda mostra come le tutele per i lavoratori trovino ormai un solido radicamento nella giurisprudenza.

La rinuncia al ricorso e le sue conseguenze pratiche

La rinuncia al ricorso è un atto unilaterale. Questo significa che non richiede l’accettazione della controparte per produrre i suoi effetti. Quando una parte rinuncia, il processo davanti alla Cassazione si estingue immediatamente. La sentenza precedente diventa definitiva e passa in giudicato (cioè non si può più impugnare). I lavoratori ottengono così la conferma definitiva del loro diritto. Tuttavia, la rinuncia non cancella l’obbligo di pagare le spese legali. Il giudice deve infatti decidere chi paga le spese del giudizio. Per farlo, applica il principio della soccombenza virtuale. Il magistrato valuta chi avrebbe perso la causa se il processo fosse continuato. Nel caso specifico, i giudici hanno analizzato i precedenti orientamenti della Corte. La giurisprudenza era favorevole ai lavoratori. Per questo motivo, l’Azienda ha dovuto pagare le spese di difesa dei dipendenti.

Le motivazioni della decisione sul computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità

La Corte di Cassazione ha spiegato in modo chiaro le ragioni della sua decisione. I giudici hanno rilevato la presenza di un atto di rinuncia regolarmente notificato dall’Azienda. Questo atto soddisfa tutti i requisiti di legge previsti dal codice di procedura civile. La rinuncia determina la fine del processo senza una decisione sul merito della questione. I magistrati hanno poi affrontato il tema delle spese di giudizio. La Corte ha applicato il criterio della soccombenza virtuale. I precedenti della Cassazione sul computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità sono ormai consolidati. La giurisprudenza riconosce costantemente il diritto dei lavoratori a computare l’apprendistato per gli aumenti periodici. Di conseguenza, l’Azienda avrebbe perso la causa. Per questa ragione, i giudici hanno posto le spese legali a carico della società rinunciante. Infine, la Corte ha chiarito un aspetto fiscale importante. L’estinzione del processo per rinuncia non equivale al rigetto del ricorso. Pertanto, l’Azienda non deve pagare il doppio del contributo unificato (la tassa per iscrivere la causa a ruolo).

Le conclusioni sul computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità

La decisione della Suprema Corte conferma una tutela fondamentale per i lavoratori. Il computo dell’apprendistato per gli scatti di anzianità rappresenta un diritto intangibile. I datori di lavoro non possono escludere questo periodo dal calcolo degli aumenti periodici. La rinuncia dell’Azienda dimostra la debolezza delle tesi contrarie di fronte a un orientamento giurisprudenziale ormai granitico. I lavoratori vedono così tutelato il proprio percorso professionale fin dal primo giorno di ingresso in azienda. La sentenza ribadisce che l’apprendistato è un vero rapporto di lavoro e non una semplice fase di prova priva di valore per la carriera futura. Chi ha svolto un periodo di apprendistato ha diritto a vederlo valorizzato a tutti gli effetti economici e di anzianità.

Il periodo di apprendistato vale per gli scatti di anzianità?
Sì, la giurisprudenza conferma che il periodo di apprendistato deve essere interamente computato per il calcolo degli aumenti periodici di anzianità.

Cosa succede se l’azienda rinuncia al ricorso in Cassazione?
Il processo si estingue e la sentenza precedente diventa definitiva, ma l’azienda deve comunque pagare le spese legali se la sua posizione era infondata.

Chi rinuncia al ricorso deve pagare il doppio contributo unificato?
No, l’estinzione del processo per rinuncia esonera la parte ricorrente dal pagamento del raddoppio del contributo unificato.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati