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TFUE art. 267

30 provvedimenti

Aiuto di Stato e leggi regionali: la Cassazione decide
Un allevatore ha ottenuto un'indennità per la macellazione di capi infetti, basata su una legge regionale. L'Azienda Sanitaria Locale (ASL), condannata al pagamento, ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito devono verificare se tale indennità costituisca un aiuto di Stato non notificato e quindi illegittimo secondo il diritto dell'Unione Europea. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso alla Corte d'Appello per questa specifica valutazione.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10732/2024, ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la sua responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse per l'attività svolta in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che la normativa non è discriminatoria né in contrasto con il diritto europeo, poiché il presupposto dell'imposta è la raccolta di scommesse sul territorio nazionale, a prescindere dalla sede del bookmaker o dal possesso di una concessione statale.
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Rimborso IVA: no se il credito è contestato dal Fisco
Una società in amministrazione straordinaria si è vista negare un rimborso IVA. La Corte di Cassazione ha confermato che l'Amministrazione Finanziaria può sempre verificare l'esistenza del credito quando viene richiesto un rimborso, anche se i termini di accertamento sono scaduti. L'onere della prova sull'esistenza del credito spetta sempre al contribuente. Il ricorso della società è stato respinto, evidenziando che le operazioni erano cessioni d'azienda non soggette a IVA.
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Licenza scommesse: autorizzazione art. 88 TULPS
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione esamina il caso di un esercente multato per l'installazione di apparecchi da gioco senza la licenza scommesse prevista dall'art. 88 TULPS, pur essendo in possesso di quella ex art. 86. Data la complessità delle questioni sollevate, inclusa la compatibilità con il diritto europeo, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due gruppi di medici specializzandi che chiedevano l'adeguamento economico della loro borsa di studio per i periodi di formazione antecedenti all'anno accademico 2006-2007. La Corte ha stabilito che le normative succedutesi nel tempo, che hanno bloccato l'indicizzazione e la rivalutazione triennale previste inizialmente dal D.Lgs. 257/1991, sono legittime e rientrano nella discrezionalità del legislatore per esigenze di contenimento della spesa pubblica. Pertanto, la remunerazione medici specializzandi per quel periodo non è soggetta ad alcun incremento, confermando la piena validità della disciplina applicata.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19992/2024, ha stabilito che le indennità accessorie, come quella di assenza dalla residenza e di utilizzazione professionale, devono essere incluse nella retribuzione feriale. La decisione si fonda sul principio del diritto europeo secondo cui la retribuzione durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per non scoraggiare il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda di trasporti è stato respinto, confermando le sentenze dei gradi precedenti a favore dei lavoratori.
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Tassazione dividendi IRAP: la Cassazione attende la CGUE
Una società di assicurazioni ha contestato l'applicazione dell'IRAP sui dividendi percepiti, sostenendo una violazione del diritto UE che limita la doppia imposizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il procedimento in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea su casi analoghi. La questione centrale riguarda l'applicabilità del limite di tassazione previsto dalla Direttiva "Madre-Figlia" anche a imposte come l'IRAP, per evitare una discriminazione a danno delle società che percepiscono dividendi nazionali.
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Società estinta: la notifica ai soci è legittima
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli ex soci di una società estinta, confermando la legittimità della notifica di un avviso di accertamento fiscale direttamente a loro. La sentenza stabilisce che, con l'estinzione della società, si verifica un fenomeno successorio in cui i debiti fiscali si trasferiscono ai soci. L'appello è stato respinto anche per motivi procedurali, come il difetto di interesse e la violazione del principio di autosufficienza.
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Imposta Unica Scommesse: CTD sempre responsabili
La Corte di Cassazione ha confermato che i Centri Trasmissione Dati (CTD) che raccolgono scommesse per conto di bookmaker esteri privi di concessione sono solidalmente responsabili per il pagamento dell'Imposta Unica Scommesse. L'ordinanza chiarisce che tale regime non viola né i principi costituzionali né il diritto dell'Unione Europea, poiché la tassazione si applica a chiunque gestisca la raccolta del gioco sul territorio italiano. La Corte ha rigettato il ricorso del titolare di un CTD, stabilendo che la sua attività non si limita alla mera trasmissione dati, ma integra una vera e propria gestione del servizio di gioco.
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Limiti della giurisdizione: Cassazione e Consiglio Stato
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione del Consiglio di Stato in materia di espropriazione. Il caso verteva su una richiesta di risarcimento per un'area espropriata decenni fa e utilizzata per scopi diversi da quelli originari. La Suprema Corte ha ribadito i severi limiti della giurisdizione, chiarendo che non può riesaminare il merito delle decisioni dei giudici amministrativi, neanche in caso di presunti errori nell'applicazione di norme come la prescrizione o il giudicato. Tali errori, infatti, non costituiscono un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientrano nell'attività interpretativa propria del giudice speciale, e non sono quindi sindacabili in sede di legittimità.
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Esenzione IVA massofisioterapista: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IVA per il massofisioterapista non è automatica per i professionisti che hanno conseguito il diploma dopo le riforme del settore sanitario (post 1999). La sentenza rigetta il ricorso di un professionista, affermando che la differente formazione rispetto ai laureati in fisioterapia giustifica un diverso trattamento fiscale. L'equipollenza dei titoli era una misura transitoria e non si applica ai diplomi più recenti, non violando né il principio di uguaglianza né quello di neutralità fiscale.
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Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20160/2024, ha chiarito la responsabilità fiscale in materia di imposta unica sulle scommesse per gli anni 2009 e 2010. Una società di scommesse estera, operante in Italia tramite centri di trasmissione dati senza concessione, aveva impugnato gli avvisi di accertamento. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in base alla sentenza n. 27/2018 della Corte Costituzionale, per le annualità antecedenti al 2011 la responsabilità del pagamento del tributo ricade esclusivamente sul bookmaker estero e non sulla ricevitoria locale.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20111/2024, ha respinto il ricorso di un centro trasmissione dati (CTD) contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando la legittimità dell'imposta unica scommesse per gli anni 2011 e 2012. La Corte ha stabilito che anche il CTD, operante per un bookmaker estero, è soggetto passivo del tributo in quanto la sua attività di raccolta e gestione delle giocate si qualifica come 'gestione' svolta sul territorio italiano. È stata inoltre esclusa qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea o dei principi costituzionali.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15072/2024, si è pronunciata sulla retroattività delle norme relative a investimenti in paradisi fiscali. La Corte ha stabilito una distinzione cruciale: la presunzione legale di evasione è una norma sostanziale e non retroattiva. Al contrario, il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale è di natura procedurale e si applica retroattivamente ai periodi d'imposta per cui i termini non erano ancora scaduti, legittimando l'azione dell'amministrazione finanziaria anche per annualità remote.
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Eccesso di potere giurisdizionale e rinvio alla CGUE
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'eccesso di potere giurisdizionale in un caso relativo a un'autorizzazione per una discarica. Il Consiglio di Stato, pur sollevando questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, aveva deciso la causa nel merito, rendendo di fatto inutile la pronuncia europea. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale comportamento, pur anomalo, non costituisce una violazione dei limiti esterni della giurisdizione ma un errore procedurale non sindacabile in quella sede.
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Esenzione accisa yacht: l’uso effettivo è decisivo
Una società e gli utilizzatori di uno yacht hanno impugnato un avviso di pagamento per accise non versate sul carburante, sostenendo di aver diritto all'esenzione accisa yacht in quanto l'imbarcazione era usata per attività di noleggio commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il beneficio fiscale non dipende dalla mera esistenza di un contratto di noleggio, ma dall'uso effettivo e concreto dell'imbarcazione per scopi commerciali da parte dell'utilizzatore finale. Poiché nel caso di specie l'uso era risultato puramente ricreativo, l'esenzione è stata negata. La Corte ha inoltre accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, chiarendo che la notifica di avvisi a più soggetti solidalmente responsabili non costituisce una illegittima doppia imposizione.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6886/2024, ha stabilito il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi iscritti prima del 1982, ma ancora in corso di formazione dopo il 1° gennaio 1983. L'ordinanza accoglie il ricorso di due medici, cassando la sentenza d'appello e affermando che il compenso è dovuto per il periodo successivo alla scadenza del termine di recepimento della direttiva UE, in linea con la più recente giurisprudenza europea e nazionale.
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Imposta unica scommesse: sanzioni annullate
La Corte di Cassazione interviene sull'imposta unica scommesse, annullando le sanzioni a carico di bookmaker esteri per gli anni antecedenti al 2011. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza normativa, che rendeva poco chiara la passività d'imposta prima della legge interpretativa del 2010. Resta ferma la debenza del tributo.
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Garanzia finanziaria immigrazione: la Cassazione attende
Il Ministero dell'Interno ha impugnato la mancata convalida del trattenimento di un richiedente asilo. La questione centrale riguarda la legittimità della garanzia finanziaria immigrazione, fissata in un importo standard come alternativa alla detenzione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sulla compatibilità di tale misura con il diritto comunitario.
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Remunerazione medici specializzandi: no a risarcimento
Un gruppo di medici ha citato in giudizio diversi ministeri e università per ottenere una maggiore remunerazione durante la specializzazione, sostenendo l'esistenza di un rapporto di lavoro e chiedendo un risarcimento per la tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il rapporto è di formazione speciale e non di lavoro. Di conseguenza, ha respinto le richieste relative alla remunerazione medici specializzandi, agli adeguamenti economici e alla richiesta di rinvio alla Corte di Giustizia Europea, basandosi su una giurisprudenza consolidata.
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