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Legge n. 401 del 1989, art. 6

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27 provvedimenti

DASPO con obbligo di firma: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di firma. La sentenza chiarisce che per la convalida del provvedimento non è richiesta la certezza della prova, ma una valutazione indiziaria sufficiente. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità della motivazione del giudice che si richiama a quella del Questore, specificando i limiti del controllo giurisdizionale sulle misure di prevenzione per la violenza negli stadi.
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Convalida DASPO: l’obbligo di motivazione del GIP
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida DASPO perché il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) non aveva considerato la memoria difensiva presentata tempestivamente dall'interessato. La sentenza ribadisce che il destinatario del provvedimento ha 48 ore di tempo per presentare le proprie deduzioni, e il giudice ha l'obbligo di valutarle prima di decidere, pena la nullità del provvedimento per omessa motivazione.
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Divieto di accesso: quando è legittimo il DASPO?
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di divieto di accesso (DASPO) nei confronti di un tifoso. Sebbene non vi fosse prova della sua partecipazione diretta a scontri, la Corte ha ritenuto sufficienti i comportamenti 'prodromici' e la sua presenza in un gruppo che aveva palesemente cercato la rissa, eludendo i controlli di polizia. La decisione sottolinea come, per le misure di prevenzione, non sia necessaria la certezza della colpevolezza, ma una elevata probabilità della pericolosità del soggetto.
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Convalida DASPO: motivazione implicita è sufficiente
Un tifoso, destinatario di un DASPO con obbligo di firma dopo una rissa, ha impugnato l'ordinanza di convalida per carenza di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale sulla convalida DASPO: la motivazione sulla necessità e urgenza della misura non deve essere esplicita, ma può essere desunta implicitamente dalla gravità dei fatti contestati e dalla pericolosità del soggetto.
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Nullità provvedimento questore: la notifica è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un obbligo di firma imposto da un Questore a un tifoso. La decisione si fonda sulla mancata notifica all'interessato della sua facoltà di presentare memorie difensive al giudice entro 48 ore. Questa omissione procedurale costituisce una violazione del diritto di difesa e determina la nullità del provvedimento del questore, rendendo inefficace la misura restrittiva.
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Diritto di difesa: annullato Daspo se il GIP ignora la memoria
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un Daspo con obbligo di presentazione, poiché il giudice non aveva considerato la memoria difensiva depositata tempestivamente dall'interessato. La sentenza ribadisce che ignorare le argomentazioni della difesa costituisce una grave violazione del diritto di difesa, portando alla nullità del provvedimento e alla cessazione della misura.
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Termine difesa daspo urbano: 48 ore sono essenziali
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un 'daspo urbano' poiché il giudice ha emesso la sua decisione prima della scadenza del termine di 48 ore, concesso per legge all'interessato per presentare le proprie memorie difensive. La sentenza ribadisce che il rispetto del termine difesa daspo urbano è un presupposto fondamentale per la legittimità della misura, a pena di nullità.
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