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Legge n. 335 del 1995, art. 2, comma 26

17 provvedimenti

Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso non Esclude l’INPS
Un Avvocato, iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, è stato iscritto d'ufficio dall'INPS alla Gestione Separata per il 2011. La Corte d'Appello aveva annullato la richiesta di contributi, ritenendo l'attività occasionale per il reddito inferiore a 5.000 euro. L'INPS ha presentato ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti deriva dall'esercizio *abituale* dell'attività, non dal superamento della soglia di 5.000 euro, che è rilevante solo per il lavoro autonomo *occasionale*. La causa è rinviata alla Corte d'Appello per accertare la natura abituale dell'attività.
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Produttore diretto di assicurazioni: stop all’INPS
L'ente previdenziale pretendeva l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Commercianti per un intermediario che operava quale produttore diretto di assicurazioni legato da un contratto diretto con la compagnia. I giudici hanno chiarito che l'obbligo previdenziale della Gestione Commercianti riguarda esclusivamente i collaboratori di agenzie e sub-agenzie. Per chi collabora direttamente con la casa madre senza un'organizzazione d'impresa, l'eventuale tutela ricade nella Gestione Separata solo al superamento delle soglie fiscali di legge. La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando l'annullamento della pretesa contributiva verso il lavoratore.
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Avvocato senza Cassa: iscrizione Gestione Separata INPS è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato, pur essendo iscritto all'Albo professionale, se non è iscritto alla Cassa Forense per mancanza dei requisiti, ha l'obbligo di versare i contributi previdenziali all'ente pubblico. La Corte ha confermato la legittimità della richiesta di pagamento e dell'iscrizione Gestione Separata INPS d'ufficio. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione di cinque anni per i contributi del 2009 non era scaduto al momento della richiesta, poiché la sua decorrenza era stata posticipata da un decreto ministeriale. Di conseguenza, il ricorso del professionista è stato respinto, confermando la pretesa dell'ente previdenziale.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga valida anche in Regime Minimi
Una professionista in regime fiscale agevolato si oppone a una richiesta di pagamento dell'INPS, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. I giudici di merito le danno ragione, escludendo l'applicazione di una proroga dei termini di pagamento perché non soggetta agli studi di settore. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando un principio chiave sulla prescrizione contributi INPS: la proroga si applica in base al tipo di attività economica svolta, non al regime fiscale individuale. Di conseguenza, il termine per pagare era stato posticipato per tutti, interrompendo la prescrizione. L'Ente Previdenziale vince e il debito non è estinto.
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Quadro RR omesso: debito INPS annullato per prescrizione
Un professionista omette la compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi. L'Ente Previdenziale, dopo oltre cinque anni, gli contesta il mancato versamento, sostenendo che l'omissione sia un occultamento doloso del debito e che quindi la prescrizione sia sospesa. La Corte di Cassazione dà ragione al professionista, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione contributi INPS: la mancata compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un comportamento fraudolento. Senza una prova concreta dell'intenzione di nascondere il debito, la prescrizione decorre normalmente. Di conseguenza, il debito del professionista è stato dichiarato estinto.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Reddito Basso non Salva l’Avvocato
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un avvocato che, avendo un reddito inferiore alla soglia minima per l'iscrizione alla Cassa Forense, riteneva di non dover versare contributi previdenziali. L'Ente Previdenziale (INPS) le ha invece richiesto il pagamento dei contributi. La Suprema Corte ha chiarito un punto fondamentale: l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per un professionista non dipende dal superamento della soglia di reddito di 5.000 euro. Il vero criterio è l'abitualità dell'esercizio della professione. Un reddito basso è solo un indizio, da valutare insieme ad altri (come l'iscrizione all'albo o la Partita IVA), per stabilire se l'attività sia professionale e continuativa oppure meramente occasionale. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha vinto la causa.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Avvocato vince contro l’Ente
Un avvocato, pur iscritto all'Albo, non raggiungeva il reddito minimo per iscriversi alla sua Cassa di previdenza. L'Ente Previdenziale gli ha quindi chiesto i contributi per la Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha dato ragione al professionista, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo di iscrizione Gestione Separata INPS per un professionista non è automatico. Il fattore decisivo è l'abitualità dell'attività, non il superamento di una soglia di reddito. Un reddito molto basso è un forte indizio di attività occasionale. L'Ente Previdenziale non è riuscito a provare il contrario e ha perso la causa.
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Obbligo Gestione Separata: Contributi Sì, Sanzioni No per l’Avvocato
Una professionista, avvocato, non era iscritta alla sua Cassa di categoria per l'anno 2009 a causa di un reddito inferiore alla soglia minima. L'Ente Previdenziale le ha quindi richiesto i contributi per la Gestione Separata, aggiungendo anche le sanzioni per il mancato versamento. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo iscrizione Gestione Separata e il conseguente pagamento dei contributi. Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni civili. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittime le sanzioni per i periodi precedenti a una legge chiarificatrice del 2011, a causa dell'incertezza normativa esistente all'epoca. La professionista vince quindi parzialmente: deve versare i contributi ma non le sanzioni.
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Iscrizione Gestione Separata: Reddito basso non salva il professionista
Una professionista iscritta all'albo, ma non alla cassa di previdenza di categoria, produce un reddito inferiore a 5.000 euro. L'INPS le chiede i contributi, ma i giudici di merito le danno ragione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che l'obbligo iscrizione Gestione Separata per un professionista non dipende dal superamento della soglia di reddito, ma dal carattere 'abituale' dell'attività. L'iscrizione all'albo è un forte indizio di abitualità. La soglia dei 5.000 euro rileva solo per il lavoro autonomo puramente occasionale. L'INPS vince e il caso torna al giudice per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Sospensione prescrizione contributi per sisma aquilano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa emergenziale post-sisma dell'Aquila ha causato la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Un ingegnere aveva contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ottenendo in appello la declaratoria di prescrizione. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che i termini erano stati sospesi, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. È stato inoltre confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti che, essendo anche lavoratori dipendenti, non sono iscritti alla propria cassa di categoria.
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Obbligo iscrizione gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28729/2024, ha stabilito che gli avvocati non iscritti alla propria cassa di previdenza hanno l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha anche chiarito importanti principi sul calcolo della prescrizione dei contributi, specificando che il termine decorre dalla scadenza del versamento, tenendo conto di eventuali proroghe, e non dalla data della dichiarazione dei redditi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Gestione Separata avvocati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso di una professionista contro l'ente previdenziale in merito ai contributi per la Gestione Separata avvocati relativi all'anno 2009. La Corte ha rigettato il motivo relativo alla prescrizione e all'abitualità dell'attività, confermando l'obbligo contributivo. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo le sanzioni, annullandole in applicazione di una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per i periodi anteriori all'entrata in vigore della legge interpretativa del 2011.
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Pensione anticipata: la contribuzione figurativa vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27910/2025, ha stabilito che, ai fini della pensione anticipata secondo la Legge 214/2011, la contribuzione figurativa (es. per malattia o disoccupazione) è pienamente valida per raggiungere l'anzianità contributiva richiesta. La Corte ha chiarito la distinzione tra la "contribuzione utile" richiesta dalla regola generale (comma 10, art. 24) e la "contribuzione effettiva", richiesta solo in casi specifici (comma 11). La decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tali contributi, è stata annullata.
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Gestione Separata Ingegneri: sanzioni annullate
Un ingegnere ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per redditi del 2008. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31182/2024, ha confermato che i contributi sono dovuti e non prescritti. Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni civili, recependo i principi della Corte Costituzionale sulla pregressa incertezza normativa che rendeva scusabile l'omissione del professionista prima del 2011.
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Giudicato esterno: come annulla un debito previdenziale
Un professionista ha impugnato in Cassazione un avviso di addebito per contributi previdenziali. Durante il processo, un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) ha dichiarato prescritto lo stesso credito. La Suprema Corte, riconoscendo l'efficacia vincolante di questo nuovo giudicato, ha accolto il ricorso, annullando la pretesa dell'ente previdenziale e confermando l'estinzione del debito.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione
Un professionista ha impugnato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il diritto fosse estinto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo: il motivo di ricorso è inammissibile se non rispetta il principio di autosufficienza, ovvero se non riporta i passaggi essenziali degli atti precedenti. Secondo: la prescrizione dei contributi della gestione separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento, non dall'anno di produzione del reddito, tenendo conto di eventuali proroghe legali.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta i termini
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che un decreto ministeriale che posticipa la data di versamento dei contributi sposta di conseguenza anche l'inizio del termine di prescrizione. La Corte ha chiarito che il periodo di cinque anni per la prescrizione decorre dalla nuova scadenza e non da quella originaria. È stato invece ritenuto inammissibile il motivo di ricorso che mirava a qualificare come evasione la mancata compilazione di un quadro specifico della dichiarazione dei redditi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi e di una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale.
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