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Legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 7

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31 provvedimenti

Concessioni demaniali: imposta di registro intera
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7996/2025, ha stabilito che per le concessioni demaniali stipulate prima della riforma del 2012, l'imposta di registro deve essere calcolata sull'ammontare totale dei canoni previsti per l'intera durata del contratto, e non pagata annualmente. Il caso riguardava una concessione portuale di 60 anni, per la quale l'Agenzia Fiscale richiedeva il pagamento anticipato dell'imposta sull'intero valore. La Corte ha chiarito che il regime agevolato previsto per le locazioni di immobili urbani non si applica alle concessioni di beni demaniali, che seguono la regola generale della tassazione sull'intero valore contrattuale.
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Costi di sponsorizzazione: quando sono deducibili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6261/2025, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento che negava la deducibilità di significativi costi di sponsorizzazione. La Corte ha stabilito che, per i tributi non armonizzati, il contraddittorio endoprocedimentale non è sempre obbligatorio negli accertamenti a tavolino. Per i tributi armonizzati come l'IVA, il contribuente deve fornire la 'prova di resistenza', dimostrando che il contraddittorio avrebbe cambiato l'esito. Sul merito, i giudici hanno confermato che la società non ha provato l'inerenza di tali costi con l'attività d'impresa, sottolineando come l'antieconomicità possa essere un sintomo della mancanza di tale requisito.
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Contraddittorio endoprocedimentale: stop all’accertamento
Una società agricola operante nel settore delle energie rinnovabili ha impugnato un avviso di accertamento IVA. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'atto, stabilendo un principio cruciale sul contraddittorio endoprocedimentale: se l'Amministrazione Finanziaria solleva nuove contestazioni durante il dialogo con il contribuente, non presenti nel verbale iniziale, il termine di 60 giorni per emettere l'accertamento decorre da capo. L'atto emesso prima di tale scadenza è nullo.
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Accertamento a tavolino: quando non serve il PVC
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1474/2025, ha chiarito che in un accertamento a tavolino, condotto cioè presso gli uffici dell'Amministrazione Finanziaria, non sussiste l'obbligo di redigere un processo verbale di constatazione (PVC). Inoltre, il contraddittorio preventivo non è richiesto per i tributi non armonizzati. Per i tributi armonizzati come l'IVA, invece, l'omissione del contraddittorio rende l'atto nullo solo se il contribuente fornisce la "prova di resistenza", dimostrando quali argomenti avrebbe potuto far valere per evitare l'accertamento.
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Contraddittorio preventivo: non obbligatorio a tavolino
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo del contraddittorio preventivo non si applica agli accertamenti fiscali 'a tavolino' relativi a imposte dirette. Il caso riguardava un socio che aveva ricevuto una cospicua somma dalla propria società, utilizzata per sottoscrivere una polizza assicurativa. L'Agenzia delle Entrate aveva qualificato l'operazione come distribuzione di utili, emettendo un avviso di accertamento per redditi di capitale. La Corte ha chiarito che, in assenza di accessi fisici presso la sede del contribuente, non sussiste un obbligo generalizzato di confronto prima dell'atto impositivo, se non espressamente previsto dalla legge.
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Costi antieconomici: quando sono indeducibili?
Una società finanziaria impugna un avviso di accertamento per costi antieconomici e altre spese. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando l'indeducibilità dei costi ritenuti non inerenti e frutto di pianificazione fiscale elusiva con parti correlate, e chiarisce il valore probatorio del verbale di constatazione.
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Transfer pricing: onere della prova e metodi OCSE
Una società italiana vendeva un prodotto a una consociata estera a un prezzo notevolmente inferiore a quello finale di rivendita, praticato da un'altra società del gruppo a un acquirente terzo dopo pochi giorni. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'operazione, ritenendola un caso di transfer pricing volto a spostare i profitti all'estero. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che l'onere della prova spetta all'Amministrazione, ma questa può utilizzare metodi alternativi (come il prezzo di rivendita) per dimostrare la discrepanza con il valore normale, specialmente a fronte di un rapido e ingente aumento di prezzo all'interno del gruppo per la stessa merce non lavorata.
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Accertamento induttivo: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo socio contro un avviso di accertamento per IVA e IRPEF. La Corte ha validato l'accertamento induttivo basato su gravi irregolarità contabili e sui dati dello spesometro. È stato chiarito che la delega di firma per l'avviso è un atto organizzativo interno e che il contraddittorio preventivo è garantito dal termine dilatorio di 60 giorni dopo una verifica fiscale, assorbendo la necessità della 'prova di resistenza'.
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Società di comodo: la Cassazione e i limiti al Fisco
Una società, classificata dal Fisco come 'società di comodo', ha impugnato l'avviso di accertamento fino alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte, richiamando una fondamentale sentenza della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che la normativa nazionale è in contrasto con il diritto europeo. In particolare, il diritto alla detrazione del credito IVA non può essere negato solo perché non vengono raggiunte soglie di ricavo minime. La Cassazione ha annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto della reale operatività dell'impresa e dei principi europei.
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Termine dilatorio accertamento: avviso nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale perché emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente. La Corte ha chiarito che l'imminente scadenza dei termini di accertamento non costituisce una valida "ragione di urgenza" per derogare a questa fondamentale garanzia difensiva. La violazione del termine dilatorio accertamento comporta la nullità dell'atto impositivo.
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Contraddittorio endoprocedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22253/2025, interviene sul tema del contraddittorio endoprocedimentale. Viene chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni non si applica agli 'accertamenti a tavolino', ma solo a quelli con accesso fisico. Per i tributi armonizzati come l'IVA, la violazione del contraddittorio annulla l'atto solo se il contribuente supera la 'prova di resistenza', dimostrando che il risultato avrebbe potuto essere diverso.
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