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Legge n. 197 del 2016

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67 provvedimenti

Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della successiva accettazione da parte dei controricorrenti. La decisione, presa con decreto, si fonda sulla verifica dei requisiti formali previsti dagli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, evidenziando come l'accordo tra le parti possa porre fine al contenzioso senza una pronuncia nel merito e senza statuizioni sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro il fallimento di un'altra S.r.l. unipersonale. In seguito, la società ricorrente ha formalizzato la rinuncia al ricorso e la controparte l'ha accettata. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto, senza statuire sulle spese processuali data l'accettazione della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: rinuncia e accettazione
Una società di costruzioni aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, davanti alla Corte di Cassazione, ha rinunciato al ricorso. La controparte, un istituto di credito, ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il caso senza una decisione nel merito e senza statuire sulle spese legali, proprio in virtù dell'accordo tra le parti.
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Estinzione giudizio per rinuncia: guida completa
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce il meccanismo dell'estinzione del giudizio. A seguito della rinuncia al ricorso principale da parte dell'appellante e della conseguente accettazione da parte dei resistenti e dei ricorrenti incidentali, la Corte ha dichiarato l'estinzione dell'intero procedimento. La decisione si fonda sull'articolo 391 del Codice di Procedura Civile, specificando che, data l'accettazione, non vi è luogo a provvedere sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso tributario: guida pratica
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso tributario. A seguito della rinuncia formale del contribuente e dell'accettazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la procedura soddisfaceva i requisiti degli articoli 390 e 391 c.p.c. e che, data l'accettazione, non vi era luogo a provvedere sulle spese.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra alcuni privati e un istituto di credito. La decisione è stata presa poiché i ricorrenti hanno formalmente rinunciato al loro ricorso e la banca, controparte, ha accettato tale rinuncia. Verificata la sussistenza dei requisiti di legge, la Corte ha chiuso il processo con un decreto, senza pronunciarsi sulle spese legali data l'accettazione della controparte.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il processo
Una società fallita, dopo aver impugnato un decreto del Tribunale, ha presentato rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la conformità della rinuncia ai requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza disporre sulle spese a causa della mancata costituzione della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Un gruppo imprenditoriale rinuncia al proprio ricorso in Cassazione contro un istituto di credito. A seguito dell'accettazione della controparte, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali, chiudendo definitivamente la controversia a quel livello. Il caso evidenzia come la rinuncia accettata sia uno strumento per terminare il contenzioso.
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Estinzione Giudizio: Rinuncia e Accettazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società e della contestuale accettazione da parte dell'istituto di credito convenuto. La decisione si fonda sugli articoli 390 e 391 c.p.c., evidenziando che l'accettazione della rinuncia comporta la non statuizione sulle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: il decreto
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un'amministrazione pubblica e accettata dalla controparte, una contribuente. La decisione, formalizzata con un decreto, si basa sulla conformità dell'atto di rinuncia e della sua accettazione ai requisiti degli articoli 390 e 391 del Codice di procedura civile. Di conseguenza, non viene emessa alcuna statuizione sulle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione da parte della società resistente. Questa decisione, basata sugli articoli 390 e 391 c.p.c., chiude il procedimento senza una pronuncia sul merito della questione e senza statuizioni sulle spese legali, proprio in virtù dell'accordo tra le parti.
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Estinzione Giudizio Cassazione: Rinuncia Accettata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in seguito alla rinuncia all'impugnazione presentata dalla parte ricorrente e alla contestuale accettazione della parte controricorrente. La decisione, formalizzata con decreto, si basa sulla conformità della rinuncia ai requisiti degli artt. 390 e 391 c.p.c. e, data l'accettazione delle parti, non ha previsto alcuna statuizione sulle spese legali.
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Estinzione Giudizio Cassazione: analisi del decreto
Una società in nome collettivo ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Il ricorso era stato presentato nei confronti di una società a responsabilità limitata in fallimento. La Suprema Corte, verificata la regolarità della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione con decreto, senza disporre sulle spese poiché la controparte non si era costituita in giudizio.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente e della contestuale accettazione della controparte, un fallimento societario. La decisione evidenzia come l'accordo tra le parti, formalizzato secondo le norme procedurali, porti alla chiusura del processo senza una pronuncia sul merito e senza statuizioni sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
Un decreto della Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso. Un cittadino aveva impugnato un'ordinanza della Corte d'Appello, ma ha poi rinunciato. La controparte, un istituto di credito, ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte, applicando l'art. 391 c.p.c., ha dichiarato estinto il giudizio senza pronunciarsi sulle spese, proprio in virtù dell'accordo tra le parti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: la guida completa
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ma ha successivamente deciso di ritirarlo. La Corte di Cassazione, verificata la validità della rinuncia al ricorso presentata dal legale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna decisione sulle spese legali poiché le controparti non si erano costituite in giudizio.
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Rinuncia ricorso Cassazione: estinzione del giudizio
Una società in fallimento ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, la stessa società ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso chiarisce gli effetti procedurali della rinuncia al ricorso in Cassazione, che, se accettata, conclude il processo senza una decisione sulle spese legali.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte dei ricorrenti e della rinuncia al controricorso e al ricorso incidentale da parte della controparte. La decisione si fonda sull'accettazione reciproca delle rinunce, che, secondo gli articoli 390 e 391 del c.p.c., soddisfa i requisiti per chiudere il processo senza una pronuncia sul merito e senza statuizione sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. La decisione si fonda sulla conformità della rinuncia ai requisiti legali, senza alcuna pronuncia sulle spese processuali data l'assenza di difesa da parte dell'istituto di credito convenuto.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte. Il decreto chiarisce che, in presenza dei requisiti previsti dagli artt. 390 e 391 c.p.c., la procedura si conclude senza una decisione nel merito e senza statuizione sulle spese, data l'accettazione e la mancata costituzione di un'altra parte.
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