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Legge 99/2017

43 provvedimenti

Legittimazione passiva cessione banca: stop ai vecchi debiti
Una società commerciale citava in giudizio una banca per ottenere la restituzione di somme addebitate illegittimamente su un conto corrente estinto nel 2014. Durante la causa, la banca veniva posta in liquidazione coatta amministrativa e cedeva le proprie attività a un nuovo istituto di credito. La società riassumeva la causa contro la nuova banca acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato l'assenza di legittimazione passiva cessione banca. I contratti già estinti prima del contratto di cessione rientrano nel contenzioso escluso e non si trasferiscono alla nuova banca. La società ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese giudiziarie.
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Cessione di rapporti bancari estinti: chi paga i vecchi debiti?
La Società Correntista ha citato in giudizio la vecchia Banca per ottenere la restituzione di somme illegittimamente addebitate su un conto corrente estinto nel 2014. A seguito della liquidazione coatta della banca, la causa è stata riassunta anche nei confronti della Nuova Banca, subentrata con un contratto di cessione di passività nel 2017. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Nuova Banca, stabilendo che la cessione di rapporti bancari estinti prima del trasferimento d'azienda esclude la legittimazione passiva del cessionario. Di conseguenza, la Nuova Banca non risponde dei debiti legati a contratti già conclusi prima della cessione.
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Cessione d’azienda bancaria: stop ai debiti pregressi
Una società ha citato in giudizio una banca, poi posta in liquidazione coatta amministrativa, chiedendo la nullità di alcuni contratti di investimento in derivati e la restituzione delle somme perse. Nel giudizio è subentrata la banca cessionaria che ha acquistato le attività della vecchia banca. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione d'azienda bancaria regolata dal decreto legge 99 del 2017, i debiti e le passività derivanti da violazioni nella prestazione di servizi di investimento sono espressamente esclusi dal trasferimento. Di conseguenza, la banca cessionaria non risponde di tali debiti, mancando di titolarità passiva. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso della banca cessionaria, rigettando definitivamente le domande risarcitorie e restitutorie formulate dalla società investitrice.
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Responsabilità della banca cessionaria: salvi i subentranti
Due risparmiatori hanno chiesto la nullità del contratto di investimento e il risarcimento danni per l'acquisto di azioni di una banca, successivamente posta in liquidazione coatta amministrativa. I risparmiatori hanno riassunto la causa contro l'istituto bancario subentrante, che ha eccepito il proprio difetto di legittimazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei risparmiatori, confermando che la responsabilità della banca cessionaria non si estende ai debiti verso i soci derivanti dalla commercializzazione di azioni proprie. Tali passività sono espressamente escluse dalla cessione per effetto della normativa speciale (D.L. n. 99/2017), che deroga alla disciplina generale del codice civile. Di conseguenza, l'istituto subentrante non risponde di tali pretese risarcitorie.
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Cessione d’azienda bancaria: debiti passati al nuovo acquirente
Un Fallimento ha ottenuto una sentenza di condanna contro una banca per somme non restituite. Successivamente, la banca debitrice è stata posta in liquidazione coatta amministrativa e un altro istituto ha acquistato il suo ramo d'attività tramite un contratto di cessione d'azienda bancaria. Il Fallimento ha quindi intimato il pagamento alla banca acquirente, che si è opposta sostenendo l'inopponibilità del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca acquirente. I giudici hanno stabilito che, in base alla disciplina speciale e all'articolo 111 del codice di procedura civile, la sentenza emessa all'esito di una causa pendente al momento del trasferimento è pienamente efficace nei confronti della banca cessionaria, la quale risponde dei relativi debiti.
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Cessione d’azienda bancaria: conti estinti esclusi dai debiti
Una società correntista ha chiesto la restituzione di somme a una banca cessionaria per un conto estinto nel 2002. La banca cedente era finita in liquidazione coatta amministrativa e i suoi rapporti erano stati trasferiti tramite una cessione d'azienda bancaria regolata dal D.L. 99/2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto la banca cessionaria responsabile solo perché la causa era pendente al momento del trasferimento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della banca cessionaria. I giudici hanno stabilito che i rapporti bancari già estinti prima della cessione non rientrano nel perimetro dei debiti trasferiti, anche se oggetto di causa pendente. Mancando il requisito della funzionalità all'esercizio dell'impresa della banca acquirente, la legittimazione passiva resta in capo alla liquidazione della vecchia banca.
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Banca ceduta, debiti antichi: l’acquirente non paga. Cassazione
Una società ha citato in giudizio una grande banca, cessionaria di un'altra banca posta in liquidazione, per ottenere la restituzione di somme relative a conti correnti estinti anni prima della cessione. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla cessione passività rapporti estinti. I giudici hanno chiarito che il contratto di cessione, stipulato sulla base di una legge speciale, escludeva esplicitamente dal trasferimento i debiti e le controversie legati a rapporti bancari già chiusi. Di conseguenza, la banca acquirente non è responsabile per tali passività, che restano in capo all'istituto originario in liquidazione.
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Cessione bancaria e crediti deteriorati: chi paga il debito?
Un'azienda ha citato in giudizio la propria banca per la rideterminazione del saldo di alcuni rapporti. A seguito della liquidazione della banca e della cessione di parte delle sue attività a un altro istituto, il contenzioso si è spostato sulla corretta **interpretazione del contratto di cessione**. La questione era stabilire se il rapporto litigioso, considerato un 'credito deteriorato', fosse stato trasferito alla nuova banca. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la loro interpretazione, essendo logica e plausibile, non poteva essere modificata. Di conseguenza, la nuova banca non era la parte corretta da citare in giudizio e l'azienda ha perso la causa.
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Liquidazione coatta amministrativa: debiti bancari
La Corte di Cassazione ha confermato l'improcedibilità di un giudizio promosso da una società in fallimento contro una banca in liquidazione coatta amministrativa. La controversia riguardava operazioni bancarie contestate su un conto corrente estinto prima della cessione d'azienda a un nuovo istituto. Poiché il rapporto era già chiuso, la banca cessionaria non è subentrata nel debito, rendendo necessario far valere le pretese esclusivamente all'interno della procedura di liquidazione coatta amministrativa.
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Cessione ramo azienda bancaria: chi è responsabile?
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di cessione ramo azienda bancaria ex D.L. 99/2017, la banca cessionaria non risponde dei debiti verso azionisti e obbligazionisti derivanti da operazioni precedenti alla cessione. La decisione chiarisce che le controversie nate da fatti antecedenti al trasferimento restano in capo alla banca cedente, escludendo il subentro della nuova banca nelle obbligazioni restitutorie o risarcitorie legate alla vendita di titoli. La parola_chiave è centrale per comprendere i limiti della successione nei rapporti giuridici durante le crisi bancarie.
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Passività ente ponte: anche i debiti potenziali
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per operazioni di investimento scorrette. Durante la causa, la banca è stata posta in risoluzione e le sue attività e passività sono state trasferite a un nuovo ente-ponte. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda del cliente, sostenendo che il debito risarcitorio, non essendo ancora formalizzato in una causa al momento della cessione, non era stato trasferito. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale sulle passività dell'ente ponte: anche i debiti "potenziali", come le richieste di risarcimento non ancora azionate in giudizio, si trasferiscono al nuovo ente, a meno che non siano stati espressamente esclusi dall'autorità di vigilanza. La responsabilità, quindi, segue l'azienda bancaria ceduta.
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Nullità processuale: oneri in appello e limiti del ricorso
Alcune società hanno citato in giudizio una banca per un pagamento ritenuto indebito a favore di un terzo. Dopo aver perso in appello, hanno fatto ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, una nullità processuale per la mancata concessione di termini per presentare prove in primo grado. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che quando un vizio procedurale non comporta la regressione del processo, la parte appellante ha l'onere di riproporre specificamente le proprie istanze istruttorie nell'atto di appello, cosa che non era avvenuta. Anche gli altri motivi sono stati respinti in quanto volti a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Cessione bancaria: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la decisione su un caso di cessione bancaria. La controversia nasce dalla richiesta di un correntista di rimborso per addebiti illegittimi. A seguito della liquidazione della banca originaria, la causa è proseguita nei confronti dell'istituto di credito cessionario, condannato in appello. La Cassazione, rilevando che la questione principale (l'interpretazione degli effetti della cessione secondo il D.L. 99/2017) è già oggetto di un altro procedimento, ha sospeso il giudizio in attesa di una definizione, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Cessione crediti bancari: il contenzioso passa?
Una società fa causa a una banca per addebiti illegittimi. La banca viene posta in liquidazione e cede parte delle sue attività a un altro istituto di credito. La Corte d'Appello esclude che il contenzioso sia stato trasferito alla banca cessionaria. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, riconosce la complessità della questione legata alla cessione dei crediti bancari delle ex banche venete e rinvia la causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta con altri casi analoghi.
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Cessione passività bancarie: la Cassazione rinvia
Un risparmiatore ha citato in giudizio un grande istituto bancario per le perdite subite su azioni acquistate da un'altra banca, successivamente posta in liquidazione. I giudici di merito hanno escluso la responsabilità della banca acquirente. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla questione della cessione passività bancarie, ha disposto il rinvio della causa in attesa di una decisione su casi analoghi.
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Cessione azienda bancaria: chi paga i debiti?
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente percepite su un conto corrente, poi estinto. Successivamente, la banca è stata posta in liquidazione e un'altra banca ha acquisito un suo ramo d'azienda. La Corte d'Appello ha negato la responsabilità della banca acquirente, sostenendo che il rapporto, essendo già estinto al momento della cessione azienda bancaria, non rientrava nel perimetro delle passività trasferite. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha rinviato la decisione per trattare la questione insieme ad altri casi analoghi, data la sua rilevanza.
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Cessione contenzioso bancario: a chi tocca pagare?
Un ex dirigente bancario, licenziato prima della liquidazione e successiva cessione di un ramo d'azienda della banca, ha citato in giudizio sia l'istituto originario che quello acquirente. La Corte di Cassazione ha chiarito che in una cessione contenzioso bancario, le cause relative a rapporti di lavoro già terminati al momento della cessione non si trasferiscono all'acquirente, salvo diverso accordo. La legittimazione passiva resta quindi in capo alla società cedente in liquidazione, poiché il contenzioso riguarda un 'rapporto estinto' escluso dall'accordo di cessione.
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Successione processuale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia bancaria (anatocismo e commissione di massimo scoperto) a causa di un errore procedurale fondamentale. Il ricorrente ha notificato l'atto alla parte sbagliata, senza provare l'effettiva successione processuale nel rapporto giuridico controverso. La Corte ha ribadito che l'onere di individuare e citare in giudizio il soggetto giuridico corretto è essenziale per la valida costituzione del contraddittorio, rendendo inammissibile sia il ricorso principale che l'intervento spontaneo di un'altra società.
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Liquidazione Coatta: azioni inammissibili in tribunale
Un investitore ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità di un contratto di acquisto di azioni stipulato con una banca, successivamente posta in liquidazione coatta amministrativa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che qualsiasi azione contro un istituto in tale procedura, anche se di mero accertamento, è inammissibile in sede ordinaria. Tali pretese devono essere fatte valere esclusivamente all'interno della procedura concorsuale, tramite istanza al commissario liquidatore, a causa della cosiddetta "vis atractiva" della procedura stessa.
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Cessione Banche Venete: esclusi i rapporti estinti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale riguardo la cessione Banche Venete. Le controversie legali relative a rapporti bancari già conclusi (estinti) al momento della cessione d'azienda non sono state trasferite all'istituto di credito acquirente. La Corte ha chiarito che il contratto di cessione, interpretato alla luce della sua finalità, escludeva tali passività in quanto non funzionali alla futura attività della banca cessionaria. Di conseguenza, l'istituto acquirente non può essere citato in giudizio per tali questioni, che restano in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria.
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